
Franco Gepponi è nato a Ventimiglia nel 1931, fin da piccolo mostrò una speciale
inclinazione al disegno; già alle elementari non perdeva occasione di
tracciare piccoli capolavori, col gesso sulla lavagna. Nel 1941, ha
vinto un concorso scolastico, per il quale, su consiglio del baritono
Filippo Savarese, iniziò a frequentare una locale scuola di pittura.
La chiamata della leva, lo portava a svolgere il servizio militare a Rivoli,
in provincia di Torino, nel 1952. Nella caserma che l'ospitava, era presente
Enzo Parisi, che già risiedeva a Milano dove frequentava scuole e circoli
artistici di alta levatura. Insieme al Parsi frequentò gli studi di due
affermati artisti torinesi, affinando la sua arte. Nel 1954,
incontrava per caso Felice Casorati e ne diventava allievo, lavorò poi
con Giovanni Filippi acquisendo da questi una inusuale perfezione tecnica.
A Torino prese moglie, avendovi conosciuto la sua fedele Maria, con la quale
tornò a vivere nella sua Ventimiglia, dove ricevette la gioia di veder
nascere Mauro, il figlio che si aspettava, rivolto come lui all'arte.
A Bordighera, Giuseppe Balbo teneva una scuola
assai frequentata, che Franco non mancò di frequentare, maturando
ulteriormente la sua raffinata arte, ormai già definita. Iniziò a presentare
le sue opere in mostre collettive, come alla galleria Gilardi di Torino nel
1955, ma anche con personali di grande successo a Montecarlo, nel
1967, e a Varese nel 1968.
Al debutto degli Anni Sessanta, lo attirò la
Battaglia dei Fiori, dove maturò la sua grande vena di scultore, cambiando
persino il volto all'allestimento dei carri. Nel 1964, entra in simbiosi con
la Compagnia "I Schenui", provvedendo a raffinarne gli obbiettivi. Dal 1966,
insieme infilano una serie di cinque primi premi assoluti, arrivando persino
ad ottenere il massimo punteggio mai assegnato ad un carro infiorato.
Ha fondato, in Ventimiglia, una scuola libera,
che per otto anni filati ha maturato numerosi giovani artisti locali. Le sue
opere si spargono a livello internazionale, mentre le richieste si fanno
sempre più pressanti, seguite da una dedizione massima al lavoro.
Non mancò di frugare in altri campi artistici,
com'è tipico dei grandi pittori, cimentandosi nella poesia, come autore di
una raccolta intitolata " Nel taschino dell'insonnia ", ma anche con
numerosi sonetti in ventemigliusu, carichi di profondi significati.
Un male inesorabile ce lo ha portato via:
domenica 27 aprile 2008.