GALERIA
Franco Gepponi
L'artista è mancato il 27 aprile 2008

 

 rivista il: 14 giugno 2011
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Franco Gepponi è nato a Ventimiglia nel 1931, fin da piccolo mostrò una speciale inclinazione al disegno; già alle elementari non perdeva occasione di tracciare piccoli capolavori, col gesso sulla lavagna.  Nel 1941, ha vinto un concorso scolastico, per il quale, su consiglio del baritono Filippo Savarese, iniziò a  frequentare una locale scuola di pittura. La chiamata della leva, lo portava a svolgere il servizio militare a Rivoli, in provincia di Torino, nel 1952. Nella caserma che l'ospitava, era presente Enzo Parisi, che già risiedeva a Milano dove frequentava scuole e circoli artistici di alta levatura. Insieme al Parsi frequentò gli studi di due affermati artisti torinesi, affinando la sua arte. Nel 1954,  incontrava per caso  Felice Casorati e ne diventava allievo, lavorò poi con Giovanni Filippi acquisendo da questi una inusuale perfezione tecnica.  A Torino prese moglie, avendovi conosciuto la sua fedele Maria, con la quale tornò a vivere nella sua Ventimiglia, dove ricevette la gioia di veder nascere Mauro, il figlio che si aspettava, rivolto come lui all'arte.
      A Bordighera, Giuseppe Balbo teneva una scuola assai frequentata, che Franco non mancò di frequentare, maturando ulteriormente la sua raffinata arte, ormai già definita. Iniziò a presentare le sue opere in mostre collettive, come alla galleria Gilardi di Torino nel 1955, ma anche con personali di grande successo  a Montecarlo, nel 1967, e a Varese nel 1968.
      Al debutto degli Anni Sessanta, lo attirò la Battaglia dei Fiori, dove maturò la sua grande vena di scultore, cambiando persino il volto all'allestimento dei carri. Nel 1964, entra in simbiosi con la Compagnia "I Schenui", provvedendo a raffinarne gli obbiettivi. Dal 1966, insieme infilano una serie di cinque primi premi assoluti, arrivando persino ad ottenere il massimo punteggio mai assegnato ad un carro infiorato.
      Ha fondato, in Ventimiglia, una scuola libera, che per otto anni filati ha maturato numerosi giovani artisti locali. Le sue opere si spargono a livello internazionale, mentre le richieste si fanno sempre più pressanti, seguite da una dedizione massima al lavoro.
      Non mancò di frugare in altri campi artistici, com'è tipico dei grandi pittori, cimentandosi nella poesia, come autore di una raccolta intitolata " Nel taschino dell'insonnia ", ma anche con numerosi sonetti in ventemigliusu, carichi di profondi significati.
      Un male inesorabile ce lo ha portato via: domenica 27 aprile 2008.