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Carte da gioco
USANZE

 A  BELOTA

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 rivista: 24 gennaio 2012

 

      Il gioco di carte che caratterizza i tavoli verdi del Ponente ligure è la "Belòta", in una delle versioni più complicate. In generale, questo gioco si pratica in tutta la Provenza, da dove si è diramato, nel Piemonte occidentale ed in Valle d'Aosta.
     La versione intemelia viene giocata con carte "genovesi", in mazzi da 32.

    Chi si aggiudica l'ultima mano ha un premio di 10 punti.
    Chi fa tutte otto le prese vince per cappotto ed ha diritto ad un premio di 100 punti (comprensivo del premio di 10 punti per l'ultima presa).
     Al termine della smazzata ogni coppia somma i valori delle carte catturate con le prese, aggiunge a questa somma il punteggio di eventuali accuse e quello, nel caso, dell'ultima presa o di cappotto e confronta il totale con quello della coppia avversaria.
     Si aggiudica la presa chi gioca la carta più alta del seme della carta di uscita o la carta più alta di atout. Non si possono giocare briscole se si posseggono carte del seme della prima carta giocata mentre è obbligatorio giocarla se si è vuoti nel seme di uscita con una sola eccezione. Non c'è l'obbligo di taglio (ovvero di atout non avendo carte del seme di uscita) se la presa è già del compagno. In assenza di carte del seme di uscita se un avversario ha già giocato Atout, è obbligatorio, avendola, giocare pure una carta di Atout superando quella già in tavola se è possibile, se non si può superarla bisogna giocare anche una carta di Atout di valore inferiore. La regola per cui bisogna cercare sempre di superare la o le carte di Atout già in tavola vale anche per quelle mani in cui la carta di uscita è del seme di atout, in questo caso se è possibile bisogna superare la carta di atout vincente giocata dal compagno. Chi si aggiudica la presa gioca per primo nel turno seguente.
    Se ambedue i partiti totalizzano lo stesso numeri di punti, la coppia che non aveva dichiarato l'atout segna i suoi punti senza frapporre indugio sul suo score.
   L'aggiudicazione dei punti restanti è demandata alla mano che segue nella quale chi totalizzerà più punti avrà come premio la rimanenza dei punti che era stata congelata.
     Quando si gioca questa mano, piuttosto importante per il premio supplementare che si ottiene, si dice in gergo che pone il “litigiu”.

      Il valore di presa e di punteggio delle carte si differenzia:
  - nel seme di “atout”: fante, nove, asso, dieci, re, donna, otto, sette.
   - negli altri semi: asso, dieci, re, donna, fante, nove, otto, sette.


I valori di punteggio nelle carte del seme di atout:
  - Fante 20 “Valé” - Nove 14 “Catòrze” - Asso 11 - Dieci 10 “Manéglia” - Re 4 - Donna 3 - Otto 0 - Sette 0


nelle carta degli altri semi:
  - Asso 11 - Dieci 10 - Re 4 - Donna 3 - Fante 2 - Nove 0 - Otto 0 - Sette 0
      Nella smazzata senza atout, i valori vengono raddoppiati, con il contro triplicati.


  Nella Belota a coppie il mazziere distribuisce le carte in senso antiorario, prima tre e poi due a ciascun giocatore. La 21° carta viene posta scoperta in tavola e designa l'atout provvisorio. Il giocatore alla destra del mazziere dichiara se intende giocare la smazzata avendo come atout il seme della carta scoperta oppure no, se rifiuta, parlano gli altri giocatori a turno. Se tutti rifiutano, torna la parola al primo, che può proporre un altro seme come atout. Se tutti passano una seconda volta la mano è annullata, si distribuiscono nuovamente le carte con un altro mazziere. Se invece uno accetta l'atout provvisorio, nel primo giro, oppure ha proposto un altro seme come atout nel secondo giro, l'atout si intende scelto definitivamente. Tutti i giocatori hanno però, sempre a turno, la possibilità di dichiarare la loro intenzione di giocare la smazzata senza atout. Questa dichiarazione è definitiva, salvo lanciare il "còntru", giocata come il "sénsa".
    L'accuso degli onori viene fatto iniziando col giocatore di mano, il quale può dichiarare genericamente di avere un'accusa da fare. Se gli avversari non eccepiscono, il giocatore, prima di iniziare il gioco della carta, mostrerà e segnerà sul suo score gli onori. Se gli avversari dichiarano a loro volta genericamente di avere onori da accusare si viene ad un maggior dettaglio.
      Se un giocatore ha “çincànta” (ove i due avversari lo abbiano entrambi, prevale il maggiore) lo dichiara e annulla così tutti gli eventuali punti-onori dell'avversario, costituiti da sequenze. In assenza di “çincànta”, il gioco che da' maggior premio è il “çéntu”. Fra due “çéntu”, vince quello che ha la carta di maggior valore, se due “çéntu” hanno lo stesso valore, vince quello del giocatore più vicino al mazziere, nel senso antiorario.

        La “Belota” si può giocare in due o tre giocatori, ma la versione più appagante è quella per quattro giocatori, a coppie, che prevede la dichiarazione di giocata con “atout” (la briscola), senza atout e l'ulteriore “contro”, allo scopo di ottenere la carta d'atout provvisorio. Si usa un mazzo di 32 carte francesi “genovesi”, che vanno dal 7, carta di minor valore, all'asso.
       Sono previsti gli “accusi”, che vanno dalla “tèrsa” da 20 punti : tre carte in sequenza, nello stesso seme; annullata dal “çincànta”, 50 punti: quattro carte in sequenza, nello stesso seme, sottoposto al “çéntu”, 100 punti, cinque carte in sequenza, dello stesso seme. Si accusano anche i “carré”, quaterna di assi, di “maneglie”(dieci), di re e di dama, per 100 punti. Il “carré de catòrze”, quaterna di nove, per 150 punti; annullato dal “carré de valé”, quaterna di fanti, per 200 punti.  La “belòte”, composta di re e dama di atout: 20 punti, non esiste se si gioca a senza-atout. Giocando ognuno dei due pezzi si annuncia Belòta e Rebelòta.

 

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