




Il gioco di carte che caratterizza i tavoli
verdi del Ponente ligure è la "Belòta", in una delle versioni più
complicate. In generale, questo gioco si pratica in tutta la
Provenza, da dove si è diramato, nel Piemonte occidentale ed
in Valle d'Aosta.
La versione intemelia viene giocata con carte
"genovesi", in mazzi da 32.
Chi si aggiudica l'ultima mano ha un premio di 10 punti.
Chi fa tutte otto le prese vince per cappotto ed ha
diritto ad un premio di 100 punti (comprensivo del
premio di 10 punti per l'ultima presa).
Al termine della smazzata ogni coppia somma i valori
delle carte catturate con le prese, aggiunge a questa
somma il punteggio di eventuali accuse e quello, nel
caso, dell'ultima presa o di cappotto e confronta il
totale con quello della coppia avversaria.
Si aggiudica la presa chi gioca la carta più alta del
seme della carta di uscita o la carta più alta di
atout. Non si possono giocare briscole se si
posseggono carte del seme della prima carta giocata
mentre è obbligatorio giocarla se si è vuoti nel seme
di uscita con una sola eccezione. Non c'è l'obbligo di
taglio (ovvero di atout non avendo carte del seme di
uscita) se la presa è già del compagno. In assenza di
carte del seme di uscita se un avversario ha già giocato
Atout, è obbligatorio, avendola, giocare pure una carta
di Atout superando quella già in tavola se è
possibile, se non si può superarla bisogna giocare anche
una carta di Atout di valore inferiore. La regola per
cui bisogna cercare sempre di superare la o le carte di
Atout già in tavola vale anche per quelle mani in cui
la carta di uscita è del seme di atout, in questo
caso se è possibile bisogna superare la carta di atout
vincente giocata dal compagno. Chi si aggiudica la presa
gioca per primo nel turno seguente.
Se ambedue i partiti totalizzano lo stesso numeri di punti,
la coppia che non aveva dichiarato l'atout segna i suoi
punti senza frapporre indugio sul suo score.
L'aggiudicazione dei punti restanti è demandata alla mano che segue
nella quale chi totalizzerà più punti avrà come premio
la rimanenza dei punti che era stata congelata.
Quando si gioca questa mano, piuttosto importante per
il premio supplementare che si ottiene, si dice in gergo
che pone il “litigiu”.
Il valore di presa e di punteggio delle carte si
differenzia:
- nel seme di “atout”: fante, nove, asso, dieci, re, donna, otto, sette.
- negli altri semi: asso, dieci, re, donna, fante, nove, otto,
sette.
I valori di punteggio
nelle carte del seme di atout:
- Fante 20 “Valé” - Nove 14 “Catòrze” - Asso 11 - Dieci 10
“Manéglia” - Re 4 - Donna 3 - Otto 0 - Sette 0
nelle carta degli
altri semi:
- Asso 11 - Dieci 10 - Re 4 - Donna 3 - Fante 2 - Nove 0 - Otto 0 - Sette
0
Nella smazzata senza atout, i valori vengono
raddoppiati, con il contro triplicati.
Nella Belota a coppie
il mazziere distribuisce le carte in senso antiorario, prima
tre e poi due a ciascun giocatore. La 21° carta viene posta
scoperta in tavola e designa l'atout provvisorio. Il
giocatore alla destra del mazziere dichiara se intende
giocare la smazzata avendo come atout il seme della carta
scoperta oppure no, se rifiuta, parlano gli altri giocatori
a turno. Se tutti rifiutano, torna la parola al primo, che
può proporre un altro seme come atout. Se tutti passano una
seconda volta la mano è annullata, si distribuiscono
nuovamente le carte con un altro mazziere. Se invece uno
accetta l'atout provvisorio, nel primo giro, oppure ha
proposto un altro seme come atout nel secondo giro, l'atout
si intende scelto definitivamente. Tutti i giocatori hanno
però, sempre a turno, la possibilità di dichiarare la loro
intenzione di giocare la smazzata senza atout. Questa
dichiarazione è definitiva, salvo lanciare il "còntru",
giocata come il "sénsa".
L'accuso degli onori viene fatto
iniziando col giocatore di mano, il quale può dichiarare
genericamente di avere un'accusa da fare. Se gli avversari
non eccepiscono, il giocatore, prima di iniziare il gioco
della carta, mostrerà e segnerà sul suo score gli onori. Se
gli avversari dichiarano a loro volta genericamente di avere
onori da accusare si viene ad un maggior dettaglio.
Se un giocatore ha “çincànta”
(ove i due avversari lo abbiano entrambi, prevale il
maggiore) lo dichiara e annulla così tutti gli eventuali
punti-onori dell'avversario, costituiti da sequenze. In
assenza di “çincànta”, il gioco che da' maggior
premio è il “çéntu”. Fra due “çéntu”, vince
quello che ha la carta di maggior valore, se due “çéntu”
hanno lo stesso valore, vince quello del giocatore più
vicino al mazziere, nel senso antiorario.
La “Belota” si può giocare
in due o tre giocatori, ma la versione più appagante è quella
per quattro giocatori, a coppie, che prevede la dichiarazione di
giocata con “atout” (la briscola), senza atout e l'ulteriore
“contro”, allo scopo di ottenere la carta d'atout provvisorio.
Si usa un mazzo di 32 carte francesi “genovesi”, che vanno dal
7, carta di minor valore, all'asso.
Sono previsti gli “accusi”, che vanno dalla
“tèrsa” da 20 punti : tre carte in sequenza, nello stesso
seme; annullata dal “çincànta”, 50 punti: quattro carte
in sequenza, nello stesso seme, sottoposto al “çéntu”,
100 punti, cinque carte in sequenza, dello stesso seme. Si
accusano anche i “carré”, quaterna di assi, di “maneglie”(dieci),
di re e di dama, per 100 punti. Il “carré de catòrze”,
quaterna di nove, per 150 punti; annullato dal “carré de valé”,
quaterna di fanti, per 200 punti. La “belòte”,
composta di re e dama di atout: 20 punti, non esiste se si gioca
a senza-atout. Giocando ognuno dei due pezzi si annuncia
Belòta e Rebelòta.
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