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BENI  CULTURALI

MUSEI-GIARDINI
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        Nel 1974, con l'istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, che oggi si chiama Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo Stato cercava di mettere ordine e favorire l'attività di recupero e di salvaguardia di tutti quei materiali e tratti di territorio, che fanno della nostra Italia il più grande museo a cielo aperto del Mondo, con l'istituzione delle Soprintendenze, dalle varie competenze.
         
Sul nostro Ponente Ligure, le Soprintendenze sostituirono il lavoro condotto per anni dall'Ente Monumenti Intemeli e dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri, del professor Nino Lamboglia, ampliandone l'interesse su campi ancora intoccati, ma lasciando comunque inalterata la ricerca approfondita e strutturale, della quale il Ponente ha ora impellente necessità.

          Mesi orsono è stata chiamata in causa dal blog più attivo e ben strutturato del Ponente Ligure e non solo, a causa di lungaggini sul restauro della artistica Fontana di Isolabona.           Febbraio 2010. Si sono fatti vivi ed è iniziato il restauro.

       Dal 2004, esercita la propria attività di tutela, conservazione, gestione e valorizzazione sul patrimonio di pertinenza di Enti, Associazioni, Fondazioni ed altro, nel territorio della regione. Ha competenza tecnico-scientifica anche sul patrimonio di pertinenza privata se dichiarato di "notevole interesse".  Nel Ponente si vede poco.

 

  Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria 

 Nel 2009, il Battistero ha ricevuto alcuni adattamenti per renderlo visitabile, ma su prenotazione, persino con la presenza della scala ferrea interna.

       Dal 1847 al 1850, fu interessata a lavori di consolidamento strutturale da parte dell’architetto Vernier, è stato poi Nino Lamboglia ad eseguire l'opera di più intenso restauro, dal 1948 al 1950, eppoi, a fondo, dal 1965 al 1973, rendendola il gioiello che è oggi. Nel  2000, la Soprintendenza per i Beni Architettonici operò egregiamente con la pulitura del portale, del tiburio e della copertura totale del plesso. Poi inesorabile inerzia.

 

  Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria

       Dal 1994. vive sulla validità dei lavori per l'ampliamento degli spazi espositivi, senza un accenno a miglioramenti o attivazioni, che lo porterebbero a diventare un polo d'attrazione internazionale. La Soprintendenza ligure vi gestisce personale turnista, centralista di ampia trasferta.

 

  Direzione Generale per i Beni Archeologici

       Ai lavori realizzati dal professor Lamboglia, dal 1980, sono stati aggiunti l'ampliamento e la sofferta ristrutturazione dell'Antiquarium, la realizzazione del sottopasso all'Aurelia e la conclusione del percorso senza barriere architettoniche, oltre a qualche opera sul sito EX GAS; ma la maggior parte delle opere, sovente annunciate, tarda a decollare e già quelle esistenti hanno necessità di restauri .

 

  Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria

Soprintendenza bibliografica per la Liguria

          Le Soprintendenze, istituite nel 1919, erano uffici dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione, le cui competenze, nel 1972, passarono alle Regioni.
           Svolgevano funzioni di tutela e sorveglianza sul patrimonio bibliografico posseduto dalle biblioteche non statali, con particolare attenzione a quello raro e di pregio, e funzioni di coordinamento e sviluppo e di promozione della lettura.
           La Regione si ripromette di riordinare la documentazione dell'archivio storico regionale, per inventariare e mettere in rete i contenuti di tutte le biblioteche.
           A quando l'inventario standard dell'Aprosiana ?

 

Situazione generale

        In un ampio servizio apparso sul quotidiano “La Repubblica” del 9 settembre il neo Presidente per i beni archeologici della Liguria dott. Filippo Maria Gambari, fresco di nomina del Ministero, ha evidenziato il desiderio di valorizzare per davvero le due aree “regine” della Liguria : Luni e Ventimiglia da renderle fruibili in una logica moderna,  ….. dai book-shop alle attività didattiche, alle caffetterie; i servizi aggiuntivi sono anche fonti di finanziamento.
      Dalle postazioni multimediali alle visite guidate oltre che all’installazione dei pannelli fotovoltaici sulle tettoie degli scavi per raggiungere l’indipendenza economica. Un’altra proposta per il 2011: rilanciare e potenziare l’archeologia subacquea.

                           19/10/2009

    Come avrete notato, qui a fianco, i ritardi realizzativi nell'attività delle Soprintedenze in generale, sono sempre in vita. Ogni tanto, un annuncio positivo, fa ben sperare, ma puntualmente poi non si avvera-

    Invece, nel campo dei Beni Archeologici, dobbiamo rilevare la chiusura delle visite guidate, per carenza di personale, nella Zona Archeologica di Nervia. Si prevedono soltanto visite su opportuna prenotazione. Sempre avanti .....   
                           16/11/2009

   Col giungere dell'autunno, l'emarginato Estremo Ponente di Liguria, ha provato a suggerire alle Soprintendenze che gestiscono le varie branche dei Beni Culturali presenti sul territorio, le matasse che attendono d'esser dipanate da troppo tempo.
        * La gestione troppo centralizzata del Museo Preistorico dei Balzi Rossi, tende a non favorirne l’integrazione transfrontaliera che lo riguarda ampiamente. A parole, i suoi dirigenti attivano canali collaborativi per il miglioramento comune della fruizione reciproca; che poi smentiscono immancabil-mente nei fatti. Le località musive del mentonasco contano molte più visite che le nostre ed attendono di poter addivenire ad itinerari comuni con tutte le realtà del settore, nel Ponente italico.
       * Attorno all’area archeologica di Nervia, i lavori per l’allestimento dei nuovi spazi museali arrancano affannosamente; intanto le strutture erette anni or sono avvertono già richiesta di manutenzione. Da quella struttura, la cittadinanza ventimigliese attende ancora la restituzione delle Collezioni Civiche che, per vicissitudini posbelliche, giacciono ancora impacchettate nei depositi dell’Antiquarium. Non si trova mai il tempo per definire la questione e incamminare il trasporto. Speriamo che il Sindaco Scullino si faccia valere.
       * La scorsa primavera, l’intervento del F.A.I., ha favorito l’apertura del Battistero, presso la Cattedrale dell’Assunta, con magna gioia dei ventimigliesi, di villeggianti, ma soprattutto dei numerosissimi visitatori stranieri. In quel settore si attendono le decisioni per la messa in opera di un vero Museo Diocesano d’Arte Sacra, che da troppo tempo attende l’allestimento, bloccato da acconci capricci che tendono a spostarne l’attuazione su un territorio marginale, scevro della storia vissuta dai reperti che attendono di essere esposti. Oggi, tra tutti, si fa conto di essere ancora alla ricerca del miglior sito espositivo, quando questo non può che esser stabilito in Ventimiglia Alta, dove i palazzi idonei a riceverlo non mancano, il contorno culturale è sempre vivo, ma soprattutto, in materia di strutture ecclesiastiche quel luogo ha già perduto troppo.
       * L’arte e l’etnoantropologia di questo Ponente si attendono molto di più di quanto questo comparto sta facendo. La strada da Genova è lunga e la ferrovia tarda a raddoppiarsi, ma i viaggi dei tecnici di questo settore culturale, verso il Nervia ed il Roia, devono farsi più solleciti ed interventisti.
         * Avvenuto lo spostamento di buona parte dell’area moderna della Civica Biblioteca Aprosiana, nei suoi locali di origine, al Cuventu, non si vedono attivarsi però i lavori di ripristino per l’uso appropriato degli spazi che si sono venuti a creare attorno al Fondo Antico, nella sede di Piazza; mentre la struttura culturale esistente esprime una vita ancora più piatta che in passato.

                                                                                            L.M.

                                                                              
 settembre 2009

  In questo settore si dovrebbe portare avanti, almeno, gli interventi di rutine, dovuti, in tempi non eccessivi.
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    Le promesse del grande museo all'Annunziata sono complessivamente svanite, mentre l'Amministrazione ventimigliese continua a non premurarsi di riportare a reale possesso dei cittadini locali le collezioni archeologiche civiche, che ancora inopportunamente restano sequestrate in quel di Nervia; dove invece i lavori di ripristino in archeologia industriale ottocentesca stanno per concludersi, faticosamente e con idee differenti di utilizzazione, seguendo le chimere di rapporti internazionali basati sul nulla.
                                     26 novembre 2010

    Il dott. Gambari continua ad attendere l'avvio di mirate cooperazioni trasfrontaliere ALCOTRA che potrebbero non realizzarsi mai, considerando la inadeguatezza dell'attivazione, basata sull'ambiguità di labili contatti individuali.
                                         26 luglio 2010

     Il Teatro a Nervia resta ancora visitabile su ordinazione, ma con l'assunzione di una giovane stagista, almeno l'Antiquarium apre quasi regolarmente.
        Il nuovo Soprintendente, dott. Gambari, concorda piacevolmente con i progetti avanzati dall'Amministrazione comunale di Ventimiglia, infatti ha indirizzato la vera e propria esposizione museale verso il già operante Civico Museo Rossi, per il quale il Comune ha appaltato cospicui lavori di ampliamento, derivanti da finanziamenti prodotti dall'Ente Regione Liguria.
        Un sostanzioso finanziamento dai Fondi ARCUS, attivato dall'Amministrazione Provinciale di Imperia, viene usato dal Soprintendente per mettere a cantiere tra breve decisi ampliamenti dell'area Scavi Nervini, con vari cambi di destinazione del costruito presente sopra le aree.
         Se il nuovo Soprintendente continuerà a ragionare di suo, evitando impropri consiglieri ed i cantieri si attiveranno, i risultati archeologici positivi  e le conseguenti ricadute sul turismo culturale non tarderanno a farsi vedere.

                                         25 aprile 2010

 rivista il : 08 novembre 2011
 

 

FORTE DELL’ANNUNZIATA: MUSEO O CASERMA ?

No !!! ... Bisogna conservare tutto così come si trova perché è un esempio di come si costruiva nella prima età del Novecento. A nulla importa se questo tipo di ristrutturazione aveva stravolto e rovinato la costruzione originaria. Ecco il motivo del contendere fra la Sovrintendenza e il Comune di Ventimiglia.
         Un primo passo di avvicinamento, a furia di discutere, i “due contendenti” lo hanno raggiunto: si potrebbero lasciare “a vista” protetti da vetrate, alcune parti sia del pavimento, realizzando una nuova pavimentazione più rialzata rispetto all’originale, sia dell’intonaco. Ma per la Sovrintendenza vanno mantenute tutte le variazioni che nel corso degli anni sono state apportate, e fra le tante, purtroppo c’è anche il riempimento delle arcate che hanno ristretto notevolmente gli accessi ai saloni. Per poter realizzare l’ampliamento del museo romano, per poter adibire le sale ad esposizioni d’arte temporanea, com’è nei progetti della nostra amministrazione è indispensabile avere pavimenti livellati e, soprattutto porte ampie.
        Il Sindaco è fermamente intenzionato a non spendere soldi pubblici per ritrovarsi poi con locali non idonei per le finalità che si erano prefissate. E, anche se, da profani, non possiamo che dargli ragione. il Forte dell’Annunziata, restaurato come da progetto, potrebbe diventare il fiore all’occhiello di Ventimiglia.
        Ci auguriamo che si possa raggiungere un accordo soddisfacente per la nostra città e per i “custodi” dei beni architettonici.
                                                        F.Md.

                  LA VOCE INTEMELIA   anno LXV  n. 12   dicembre 2010

Il progetto per il recupero del Forte dell’Annunziata è un progetto grandioso e costoso che però potrebbe trasformarlo in un elegante luogo capace di accogliere un ampliamento del Museo archeologico che ha moltissimi reperti, di notevole valore, da esporre e di offrire ambienti ideali per esposizioni artistiche ed eventi vari. Inoltre il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione del bellissimo belvedere che è la grande terrazza affacciata sul mare.
      Il progetto tenderebbe (dato il particolare momento è meglio usare il condizionale) a mantenere e a ripristinare le peculiari caratteristiche del complesso, ma a renderlo anche fruibile da tutti. Senonché il progetto, approvato da tutti, Comune, Provincia e Regione, ha trovato un’infinità di ostacoli nella Sovrintendenza ai beni architettonici di Genova.
       
A muovere i più puntigliosi appunti è l’architetto Leone, della Sovrintendenza appunto, che ad ogni visita trova da eccepire e fa smontare, ritoccare, stravolgere quanto progettato, con grande dispendio di tempo, energie e denaro che è poi denaro pubblico, tanto che persino il progettista, Mauro Richetti, di Genova, esasperato, ha rinunciato all’incarico, ufficialmente per motivi di salute.
          Che cosa non fa dormire l’architetto Leone ? Il fatto che il progetto di Ventimiglia prevede di togliere tutto quello che era stato aggiunto o modificato quando, nel Novecento, la struttura originaria era stata adattata per diventare una caserma. A quel tempo si sa, e dato l’uso a cui era destinata, non erano andati tanto per il sottile: i pavimenti rinvenuti hanno l’acciottolato e dislivelli pronunciati, le ampie porte originali erano state ristrette con la chiusura delle arcate, le pareti hanno l’intonaco gonfio, umido e verdastro. Il progetto prevederebbe il rifacimento dei pavimenti ricoprendoli con una pavimentazione adatta all’epoca, l’allargamento delle porte riportandole all’ampiezza originaria, il rifacimento dell’intonaco.        

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