PAGINE DI MEMORIA CITTADINA
LA
SQUADRA DI BASEBALL
dello Sport Club Ventimiglia
Si è svolto domenica 16 maggio sul campo sportivo di Peglia un
incontro di Baseball, la nuova ed interessante attività sportiva
curata da alcuni mesi dallo Sport Club della nostra città.
Numerosi spettatori hanno seguito con attenzione le fasi della gara,
disputata sul campo di gioco disposto a «diamante», della squadra
locale, allenata dal bravo Marcello Malerbi, contro la forte
compagine del G.S. Don Bosco di Sampierdarena.
Al primo «inning» gli ospiti erano in vantaggio per sette punti, a
uno e l'incontro pareva irrimediabilmente perduto per lo Sport Club.
Al quinto inning con gli ospiti che conducevano per 12 a 2 è salito
in pedana il bravissimo Biscaglia «Polpetto» che ha ridato morale
alla squadra e ha permesso nei successivi due inning di ristabilire
le sorti. Con una battuta valida di Mauro Conti e una esperta rubata
del fresco Malerbi la nostra compagine al settimo ha fatto suo
l'incontro con un buon 16 a 14.
Tra i migliori in campo segnaliamo Luigino Maccario, realizzatore
dei primi fondamentali punti, la magnifica prova di Gianluigi
Maccario che si è rivelato ricevitore di indubbia classe, e tra i
lanciatori un Biscaglia veramente favoloso, mentre Montefinale ha
mostrato un eccessivo nervosismo.
Sulla prima base Riccio si è destreggiato da par suo; validissimi
Mario Serecchia sulla seconda base e Renzo Ballestra in interbase;
il brontolone Mauro Conti ha assolto bene la difesa della terza.
Gli esterni chiamati in causa poche volte hanno però fornito il loro
contributo con due eliminazioni di Luigino Maccario e una ciascuna
di Roberto Capogrosso e del simpatico «yenky» Gianni Ascheri.
Alla battuta tutti bravi e necessariamente calmi almeno aglì ultimi
e decisivi inning. Sulla panchina incitavano a gran voce i compagni
Malaspina e Rino Pittavino scorer, Gianpaolo Palmero e De Fazio
suggeritore; al tabellone Toni Pannuccio coadiuvato da Torrequadra.
LA VOCE INTEMELIA
anno XXVI n. 5 - maggio 1971

DAL 1947
FONDAZIONE DEL
TENNIS CLUB VENTIMIGLIA
Fra tutti avrebbe potuto emergere come talento naturale Agostino
Ballestra. La continuazione della "puntata" è affidata alle
generazioni non inquadrate dal nostro obiettivo. Pur godendo di
una migliore impostazione tecnica e incasellando risultati di
più consistente caratura, le leve con meno anni non possono e
non devono dimenticare lo scomparso campo di via Chiappori,
spesso arido spelacchiato a causa degli umori marini, talvolta
strapazzato dal vento e con squallidi e precari spogliatoi.
Un court, visto con l'ottica attuale, animato da patetici
personaggi di una irripetibile galleria e sul quale si succedeva
"la dinastia dei gallinacei" - battezzati così, in senso
goliardico per via della recinzione della rete, i vari Rotondo,
Nesti, Marvaldi, Cioli, Bianchi, Salamito e Anfossi cioè i
solerti custodi di una disciplina sportiva considerata
all'epoca, almeno nella zona, uno snobismo inerte e stucchevole
da perdigiorno e figli di papa.
Per i benpensanti quei pionieri erano degli sfaccendati ma,
adesso, tirate le somme, è d'obbligo "le chapeau".
Dai
"primordi"', una espressione che può, in chiave moderna,
sintetizzare l'azzardo e l'avventura dei soci fondatori, ai primi e
fervidi anni di vita, il Tennis Ventimiglia ha svolto una attività
di rilievo, inversamente proporzionale alle strutture di cui
disponeva.
Attività intensa e tale da richiamare l'attenzione di Umberto
Mezzanotte, direttore della rivista specializzata "Il tennis
italiano" e unanimemente considerato, a quei tempi, un padreterno.
Infatti, sull'unico court di via Chiappori si disputavano
esibizioni, incontri e tornei addirittura a carattere
internazionale, tanto da provocare gli strali della FIT che non
autorizzava, ovviamente a termini di regolamento, manifestazioni in
sedi con impianti non dotati di almeno tre campi.
Eppure, barando con l'asso nella manica dell'entusiasmo, ciò si
registrava, coinvolgendo in una atmosfera non epidermica, ma sana e
dilagante di euforia sportiva personaggi come Goffredo Maccario,
Pietro Guglielmi ed Ettore Laura.
Molti ricorderanno il campione austriaco Redi (ex di coppa Davis),
reduce di guerra e mutilato, ma talmente bravo con il solo braccio
che gli restava da affascinare il pubblico, già allora attento e
partecipe.
Ricorderanno Prouse (poi docente all'università milanese del Sacro
Cuore) con lo spettacolare e imprevedibile rovescio alla Beppe
Merlo, i fratelli Michele e Gigi Pirro, in quegli anni primattori
non soltanto in provincia, il più anziano addirittura pluricampione
nazionale di doppio e di doppio misto; la gentile Angela Fissare,
Barba, Altini; e Billour: un portamento chic in bilico tra Von Cramm
e Asboth. Eppoi le "soubrettes" Yvette Driussi e Rosanna Braida;
nonostante le affermazioni in coppa Lambertenghi, e quindi non
sprovvedute e di rango, meritavano "l'affiche" soprattutto per la
loro avvenenza.
Ed ancora: i nostri simpaticissimi vicini di casa, i transalpini
Pasquier, Ruzic, Viviani, l'inossidabile veterano Cornerò, Ballerei,
Borfiga, Borderò, D'Adhemar, Vanderpol, quest'ultimo coccolato dalle
ragazzine in occasione di una semifinale del campionato monegasco e
svoltasi in "trasferta", ma con etichetta ufficiale, appunto sul
terreno di via Chiappori. Infine, gli indocinesi dai nomi simili a
geroglifici, ma bravissimi e di spontanea cordialità.
Le racchette intemelie non hanno eccessivamente brillato,
inizialmente, nell'arengo tennistico, pur riportando affermazioni di
prestigio contro team di riconosciuto "pedigree" come Bordighera,
Mentone, Imperia, Finalmarina. Relativo smalto, certo, ma dai
chiaroscuri agonistici di via Chiappori si è aperto lo spiraglio che
ha consentito, in senso promozionale, la costruzione dei campi delle
Logge e, in seguito, quelli sociali di Peglia. Quindi un seme o,
meglio, una pietra miliare.
Sul fronte interno si digeriva con qualche approssimazione la
lezione saltuaria e bonaria del maestro Amalberti. Si cimentavano,
con una padronanza non proprio ortodossa dei cosiddetti
fondamentali, personaggi che oggi, però, vanno "rivisitati" come
catalizzatori e protagonisti di una epopea: Elio Gastaldo, Arbea,
Salvatico, Bordi, Mario e Luciano D'Amico, Scotto, Raimondo,
Procelli, Angelo ed Andrea Maccario, Romano e Vittorio Maccario,
Trivellato, Randelli, Martinoia, Losco, Ramerò, Cabri, Pastello,
Martino, Giorgi, Raneri, Piombo, Fiorenzo e Roberto Squarciafìchi,
Fiorenzo Viale, Vetrone, Bosoni, R. Gugliemi, Giordano, Lumachelli,
De Paoli, De Donatis, Morene, Acquarone, Cottalorda, Pillon,
Frontoni, Moraglia, Gibelli, Giansoldati, Nini Civallero, Silvana
Sangiacomo, Collini, Massa, Masotti e Scullino; è di rigore chiedere
venia per quanti non ricordati.

1967
Festeggiati i vent’anni del
Tennis Club Ventimiglia
Con una agape fraterna servita nel ristorante San Carlo, i
soci del Tennis Club Ventimigliese hanno celebrato domenica il
Ventennale di fondazione del fiorente sodalizio sportivo delta città
di frontiera.
Oltre a
numerosi iscritti con alla testa il Presidente dott. rag. Fiorenzo
Squarciafichi, hanno partecipato al festoso simposio il cav. Albino
Ballestra, (presidente della locale Azienda di Soggiorno, e la sua
gentile Signora, il dott. Peroni di Imperia presidente del Comitato
Provinciale della F.I.T., il cav. Ugo Romagnone, Commissario della
Gioventù Italiana, e le vecchie glorie dott. Mario D’Amico, Arsiero
Procelli. Accompagnato dalla sua gentile signora e dal padre.
Alfonso Giansoldati il quale ha ricordato i momenti salienti che
hanno dato lustro al Tennis Club. Erano pure presenti, fra i
tennisti più in vista, Paola Lorenzi, brillantissima segretaria,
Roberto Squarciafichi, Agostino Ballestra, Ninetto De Donatis,
Bonsignore, Sergio Massa, Sarah Cascino, Gabriele Lippolis, Elio
Gastalo, Roberto Anfossi, Gianni Masotti ed Eraldo Prantoni. Al
levar delle mense il Presidente Squarcifichi rievocando i venti anni
di vita del sodalizio (ha posto in particolare rilievo il problema
della costruzione di nuovi campi da gioco, di cui è sempre più
vivamente sentito il bisogno nella popolosa città di frontiera.
Sull’argomento il dott. Squarciafichi, che è stato calorosamente
applaudito, ha informato sulle promesse fatte dal sindaco cav. uff.
Giuseppe Zanelli e dall’assessore allo sport geom. Enzo Munaro
riguardo il progetto per la realizzazione di un nuovo complesso
sportivo tennistico.
L’attuale situazione
del Tennis Club ospitato nel complesso della palestra della Gioventù
Italiana proprietaria del campo, è stata puntualizzata dal cav. Ugo
Romagnone il quale, dimostrando ancora una volta la sua sensibilità,
ha assicurato il suo interessamento per le legittime necessità degli
sportivi della racchetta.
La serie dei discorsi,
è stata chiusa dal dott. Mario D’Amico che auspicava la costruzione
di nuovi campi per far fronte alle richieste dei turisti, essendo
lui Presidente dell’Associazione Albergatori.
Si è proceduto successivamente alla premiazione del torneo sociale
di singolo, conclusosi con la vittoria di Agostino Ballestra, il
quale si è aggiudicato la Coppa Azienda di Soggiorno. Al secondo
posto si è classificato Adriano Fadda, Coppa del Comune. A Roberto
Squarciafichi ed a Sergio Massa, rispettivamente 3° e 4°
classificati, medaglia d’Oro. Agli altri quattro che seguono in
classifica: Luigi Piombo, Gabriele Lippolis, Ugo Jachino e Ninetto
De Donatis, medaglie d’Argento.


Anche l'attività sportiva è un importante segnale, nella civiltà d'una comunità. Ad Ottocento inoltrato, Ventimiglia aderiva al settore con vivacità, fondando numerose Società, che nel tempo si sono anche decisamente affermate; alcune hanno goduto di una parabola felice, pur scomparendo nel tempo. In città, oggi operano una trentina di club sportivi, alcuni molto attivi e agonisticamente efficaci, dei quali a volte non si conosce abbastanza del loro percorso creativo.
FINE
OTTOCENTO
Negli ultimi decenni dell'Ottocento, il costante contatto con la
comunità internazionale residente in Riviera, ha stimolato nei
ventimigliesi l'adesione all'attività sportiva agonistica; come
avveniva in buona parte d'Europa.
Alcuni volonterosi cittadini fondarono "LA
PALINGENESI", Società ginnica che svolgeva però, anche alcuni sport
anglosassoni.
L'attività agonistica
aveva contatti con le numerose società nate il tutta la Liguria in
quel periodo.
