FEDERAZIONE  ITALIANA  CANOTTAGGIO  SEDILE  FISSO
REGATA dei SESTIERI

agosto

home
agosto
 
 
 

 

VOGALONGA 2009

 

 

 AGOSTO MEDIEVALE - VENTIMIGLIA

 

 

http://www.ficsf.it

      REGATA  DEI  SESTIERI
                               ALBO D'ORO
Mezzo miglio in linea
1976  CIASSA         in 7'24"
  Paolo Pace - Enzo lannì - Domenico Principato
1977  CUVENTU    in 5'54"
  Alberto Ciuffardi - Giorgio Gaziello -  Ugo Caboni - Gianni Ascheri - Renato Rocca
Un miglio con giro di boa
1978  CUVENTU     in 12'21"
  Alberto Ciuffardi - Giorgio Gaziello - Ugo Caboni - Gianni Ascheri - Renato Rocca
1979  MARINA        in 12'09"
  Giovanni Manara - Adriano D'Ambrosio - Enzo lannì - Tato Bottini - Lorenzo Serecchia
15/14 di miglio in linea
1980  MARINA        in 10'56"
  Giovanni Manara - Adriano D'Ambrosio - Leandro Poli - Enzo lannì - Lorenzo Serecchia
1981  MARINA        in 11'03"
  Giovanni Manara - Adriano D'Ambrosio - Leandro Poli - Enzo lannì - Lorenzo Serecchia
Un miglio ed 1/9 con giro di boa
1982  MARINA        in 13'05"
  Giovanni Manara - Adriano D'Ambrosio - Leandro Poli - Enzo lannì - Lorenzo Serecchia
1983  MARINA        in 13'43"
  Giovanni Manara - Adriano D'Ambrosio - Leandro Poli - Enzo lannì - Lorenzo Serecchia
1984  CUVENTU     in 13'12"
  Franco Romano - Angelo Valente - Mario Amarella - Domenico Fantini - Paolo lannì
.
1985  Non Assegnato
.
1986  CIASSA          in 13'14"
  Michele Chiappalone - Roberto Faraone - Francesco Frenna - Giuseppe Tredici - Bruno Principato
1987  CAMPU          in 13'26"
  Massimo Muratore - Pino Longordo - Silvano Praticò - Luciano Praticò - Pierre Rosadi
1988  MARINA        in 12'34"
  Luciano Praticò - Massimo Muratore - Silvano Praticò - Nico Gibelli - Efìsio Boi
1989  CUVENTU     in 12'20"
  Pietro Arena - Sandro Durante - Domenico Fantini - Fausto Nicomedi - Angelo Valenti
1990  CUVENTU     in 12'45"
  Pietro Arena - Domenico Fantini - Fausto Nicomedi – Bruno Calipa - Ferdinando Calcopietro
1991  CUVENTU     in 13' 17"
  Fausto Nicomedi - Bruno Calipa - Piero Arena - Domenico Fantini - Ferdinando Calcopietro
1992  BURGU          in 12'40"
  Fernando Grilli - Claudio Lorenzi - Roberto Alessandro - Agostino Lorenzi - Marco Libra
1993  BURGU          in 12'52"
  Fernando Grilli - Claudio Lorenzi - Roberto Alessandro - Agostino Lorenzi - Marco Libra
1994  CIASSA         in 13'06"
  Fausto Nicomedi - Bruno Calipa - Pietro Arena - Giuseppe Saglibene - Marco Aciatino
1995  CAMPU          in 13'47"
  Roberto Beccarla - Gianni Manera - Diego Magliano - Piero Ballotta - Gabriele Palmero
1996  CAMPU          in 14'02"
  Gabriele Palmero - Roberto Beccarla - Gianni Manera - Diego Magliano - Davide Massa
1997  CUVENTU     in 13'58"
  Orazio Medoro - Franco Lorenzi - Ernesto Sismondini - Silvano Praticò - Massimo Muratore
1998  CUVENTU     in 14'09"
Orazio Medoro - Franco Lorenzi - Ernesto Sismondini - Silvano Praticò - Massimo Muratore
1999  CIASSA          in 13’44’’
Marco Acitino - Fausto Nicomedi - Bruno Calipa - Domenico Fantini - Fabio Amalberti
2000  MARINA       in 14'12"
Richard Rosadi - Claudio Lorenzi - Alessandro Lorenzi - Mauro Morsia - Maurizio Fazzino
2001  CIASSA             in 13'52"
Efisio Boi - Fausto NIcomedi - Bruno Calipa - Claudio Ferrua - Fabio Amalberti
2002  CIASSA          in 13'48"
Efisio Boi - Fausto NIcomedi - Bruno Calipa - Claudio Ferrua - Fabio Amalberti
2003  BURGU           in 13'07"
Daniele Chiaro - Maurizio Fazzino - Fabio Fazzino - Davide Germiniasi - Stanislav Kisel’ov
2004  MARINA        in 13'38"
Daniele Chiaro - Maurizio Fazzino - Fabio Fazzino - Gabriel Smerecinschi - Stanislav Kisel’ov
2005  MARINA        in 14'08"
Daniele Chiaro - Maurizio Fazzino - Fabio Fazzino - Gabriel Smerecinschi - Stanislav Kisel’ov
2006  MARINA        in 13'32"
Daniele Chiaro - Maurizio Fazzino - Fabio Fazzino - Gabriel Smerecinschi - Stanislav Kisel’ov
2007  CAMPU          in 12'56"
Stefano Bianchi - Riccardo Lercari - Claudio Ferrua - Marco Calipa - Remo Lentino
2008  CAMPU          in 13'06"
Riccardo Lercari - Remo Lentino -  Claudio Ferrua - Marco Calipa - Stefano Bianchi
2009  CAMPU          in 13'48"
Riccardo Lercari - Remo Lentino -  Claudio Ferrua - Marco Calipa - Stefano Bianchi

 

inizio pagina

    L A   R E G A T A   D E I    S E S T I E R I
                    IMPRESA DI GLORIA E FATICA
                                                                                                   di  Renzo Villa

      Fra le manifestazioni dell’Agosto Medievale, la Regata dei Sestieri vanta in maniera particolare, un saldo aggancio con le tradizioni della nostra Città, dove un tempo si disputavano le famose Regate di San Secondo.
      La regata faceva talmente parte del nostro costume che espressioni come “regatà” o “andà de regata” si erano radicate nella fraseologia dialettale corrente per indicare il competere di due o più persone nello stesso campo o nello stesso tipo di attività.
      Al tempo delle regate che si svolgevano in onore del nostro Santo Patrono, gli equipaggi erano costituiti principalmente da pescatori, allora assai più numerosi di oggi, e la regata rappresentava un saggio annuale di vigoria e destrezza nel quale, per la verità, finivano quasi sempre per avere la meglio i pescatori della Mortola, paese di pescatori per eccellenza.
      Una regata a remi, spettacolo bello a vedersi, comporta però per i protagonisti un “tour de force” fra i più massacranti che si possano immaginare. E ben lo sanno i forzuti rematori dei Sestieri cittadini che, dopo mesi di faticosi allenamenti, partecipano alla gara in quella domenica d’agosto.
      La giornata della manifestazione il vogatore la trascorre in assoluto riposo e tranquillità; alieno dalle feste e dai cortei, fino all’ora in cui toccherà a lui entrare in scena. In attesa di quelle fatidiche sette della sera, che saranno determinanti, gli equipaggi scrutano il mare e ripassano, a tavolino, per l’ultima volta, le tecniche e le strategie, sperimentate e adottate in gran segreto, durante il periodo della preparazione.
      Poi, finalmente, nello specchio d’acqua nervino, ecco i sei gozzi, armati di guidone con gli smaglianti colori dei Sestieri, pronti sulla linea di partenza. Le imbarcazioni rullano e beccheggiano, irrequiete, come cavalli prima della corsa.
      A quel punto, e solo allora, si è sciolta anche l’ultima grande variabile: l’imprevedibile stato del mare. Un’incognita fatta di vento, di onde e di correnti che possono avere il loro peso determinante sull’esito della regata.
      In base ai risultati della Staffetta, che si è corsa per le vie cittadine la sera precedente, è anche possibile, per almeno cinque dei sei equipaggi, disporsi sulla corsia ritenuta meno sfavorevole. Il sesto dovrà accontentarsi di quella che gli altri hanno rifiutato.
      L’attesa del via, tormentata dalle difficoltà di perfetto allineamento e dal continuo pericolo di false partenze, è un’ulteriore dura prova per i nervi dei vogatori e dei giudici di gara.
      Ma, poi, quando sembra che il momento di partire non debba più giungere... eccolo! Le due bandiere, una rossa e una gialla, si sono abbassate di colpo, con un lampo vermiglio e dorato, uno sparo ha echeggiato sul mare. La regata ha avuto inizio e le barche aggrediscono, già veloci, il tratto iniziale dei 2.200 metri del percorso.
      I gozzi dei Sestieri, perfettamente identici e di egual peso, con i loro diciotto palmi di lunghezza, sono costruiti nel più tradizionale stile ligure. Col dritto di prua leggermente ricurvo all’indietro, a differenza delle imbarcazioni di tipo catalano e meridionale che lo hanno rivolto in avanti, presentano alla resistenza dell’acqua una superficie sferoide, quasi bulbare, che meglio riesce a fendere il mare e ridurre al minimo gli attriti laterali.
      Su ogni barca i quattro vogatori, ora curvi sulle impugnature dei remi, ora protesi con tutto il corpo verso prua, hanno nei loro movimenti la sincronia automatica di un congegno meccanico. Il timoniere, senza perdere mai d’occhio la direzione da seguire, con la voce rauca ritma lo sforzo dei compagni e con una specie di inchino, che nulla ha di cerimonioso, asseconda ed aiuta, a suo modo, il moto della barca.
      Le pale dei remi si tuffano nell’acqua e ne riemergono con perfetta regolarità mandando, ogni volta, bagliori simultanei come di specchi colpiti dai raggi del sole.
      I sei gozzi avanzano di fronte al litorale, gremito da una folla multicolore e inverosimile che applaude, urla, trepida per i colori del proprio sestiere, mentre cerca confusamente di portarsi verso la linea del traguardo.
      Ma la folla è dappertutto: alle finestre, sui balconi, sui terrazzi, sui bastioni della Città Alta, tribuna naturale da dove meglio si domina la scena.
      Sul mare una miriade di natanti di ogni tipo, come una flotta d’invasione che è sempre più difficile respingere, stringe d’assedio il campo di regata e si sposta parallelamente ad esso in un carosello inestricabile di scie e di sommovimenti acquatici. Visto da lontano, lo spettacolo ricorda certe stampe de “L’Invincibile Armata”.
      Da terra e dal mare, centinaia di cineprese e di macchine fotografiche scandiscono, istante per istante, i dieci minuti della gara e ne fissano le immagini.
     Scorrono i gozzi sull’acqua e sui cronometri i minuti, ansiosamente interminabili per l’equipaggio che è ormai prossimo alla meta di Marina San Giuseppe; inesorabilmente brevi e affannosi per coloro che, col passare del tempo, vedono sfumare ogni possibilità di vittoria.
      Poi, l’urlo della folla si fa assordante e parossistico. È il momento più spettacolare: un gozzo arranca a tutta forza, avanti agli altri, verso la Pria Margunaira, spinto dalle ultime palate, convulse e frenetiche. Sta per tagliare la linea del traguardo. La taglia, infatti, fra le grida di entusiasmo e i battimani di una sterminata platea. Sulla barca i vogatori, in piedi, sfilano dagli scalmi i remi luccicanti e li levano al cielo in segno di trionfo.
      Il gozzo vincitore continua, per inerzia, la sua corsa fortunata verso il “Sarbosu” che lo attende.

 

    U Sarbòsu  è il drappo marinaro istoriato, guadagnato dal Sestiere vincitore della Regata, fatto di carbàso, che è una tela fine di lino, adatta ad allestire cortine o attrezzare vele di nave.

PREMI ALLEGORICI ALLA REGATA
.
Armo primo    arrivato : l’amurùn d’aigavìa
Armo secondo arrivato : u caratélu de vin
Armo terzo      arrivato : l’ùrceto d’öřiu
Armo quarto     arrivato : u vasétu d’amé
Armo quinto      arrivato : l’arbanéla de anciùe
Armo sesto        arrivato : a cassaròla insciurà

      Nelle edizioni più accurate del Corteo Storico, fine Anni Ottanta, l'ultimo quadro della poderosa sfilata era costituito da quattro armati del comune che scortavano il Custode d'u Sarbosu che recava il drappo istoriato, premio al Sestiere vincitore della Regata, seguito dal Capitano dell'Agosto, che reggeva il palio leonino, premio al Sestiere vincitore in gare e concorsi. Chiudevano il corteo le tre ancelle che reggevano la lunga ghirlanda d'alloro e nastri.

     Il quadro precedente era costituito dalle Dame del Guiderdone che reggevano, ognuna uno dei premi allegorici riservati agli armi della Regata; queste erano seguite dalla Contessina di Maggio, col suo scettro, scortata dalle Damigelle d'onore, con i loro tafarìn uvàsu e bacuřu uvàntu.

GUIDERDONE DI REGATA