SDERNÀ d’u MUNGUGNU
2009

 

A pranzo col Sindaco

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        Nella primavera del 1964, il Consiglio della Cumpagnia, guidato dall’appena eletto Consule: Antonio Cauvin, istituì quella che divenne la tradizionale Çéna d’u Mungùgnu, offerta de bàda a tutti gli Iscritti.  Oltre all’intero Consiglio, una ventina di Soci partecipava attivamente a questa cena annuale, in convivio col Sindaco, per poi “mungugnà” sulle pecche cittadine.  In forma di cena, l’appuntamento annuale durò fino al 1971Dal 1972, cambiando l’ora istitutiva del banchetto al mezzogiorno, assunse il titolo di Sdernà d'u Mungùgnu (pranzo del mugugno). Da quell’anno si susseguirono molti Sindaci, ma nessuno mancò di partecipare allo Sdernà, dando ascolto alle lagnanze tipicamente liguri degli intervenuti ed, a volte, cercando di risolvere le inadeguatezze segnalate o a sostenere gli eventuali suggerimenti.

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                                                                                   rivista il:  03 settembre 2010

 
2008
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FOTO D'EPOCA
1966

1988

Il Sindaco Ballestra

   gratifica

      u Console Ançian:

      Stevanin Carabalona

Il Vicesindaco Barabaschi

 insigna del "Tundu d'u Sdernà"

 u Console Bairu: Giovanni Luciano

                    per i meriti acquisiti.

1989

1994

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2001

2007

 

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      T E M I

               DELLO

 SDERNÀ

                 2009

       Trentasettesima edizione dello Sdernà d’u Mungugnu, svoltosi a mezzogiorno passato  di domenica 15 novembre, al Ristorante “Nanni” di via Milite Ignoto 2, Giardini Pubblici.   Presenti: il Sindaco: Gaetano Antonio Scullino e l'Assessore Andrea Spinosi, che ha omaggiato di due rose rosse le signore intervenute
   
     Questa edizione  è stata anomala nei confronti della tradizione, infatti, i mungugni rivolti al Sindaco Gaetano Antonio Scullino ed all’Assessore Andrea Spinosi, non sono stati molti, anche se minuziosi. Quasi a termine dell’ottimo pranzo, la Console Rita Zanolla, dando apertura al momento topico, ha evidenziato il malvezzo imposto dai ciclisti sfreccianti sui marciapiedi dei lungomare e sulla passerella, proponendo la costruzione di una opportuna pista ciclabile.
       
La prima serie analitica, raccolta da Guido Maccario in un anno di osservazioni, ha indicato l’arretrato nella potatura delle piante: i pitosfori e le palme dei lungomare, siepi ed alberi del Centro Studi, le palme del lungoRoia, e le alte palme di via Roma. La mancata pulizia dei parcheggi auto, in via Tenda e al Funtanin. La indecorosa palizzata sotto la curva del Cavu, in via Biancheri. La manutenzione straordinaria dei Giardini Pubblici. l’asfaltatura di molte strade semiperiferiche ed i contenitori della raccolta differenziata.
       
Mario Palmero ha portato l’attenzione alla vivibilità del Centro storico, chiedendo maggior controllo sull’invadenza di moto e motorini lungo i vicoli, con pericolose gincane, persino in via Falerina. Ha poi indicato la possibilità di dare illuminazione notturna allo svettante campanile di San Francesco, rimettendo in funzione il suo orologio, fermo da anni.
        
Zorajda Romano ha indicato la pericolosità di circolazione stradale sul lungomare Oberdan, all’incrocio di via Chiappori, che necessita forse di un grande specchio. Il signor Pirero ha mugugnato sulla raccolta della spazzatura, specialmente in via Tremola, alle Porre.
         
Adriana Oxilia ha esordito proponendo di piantumare un pino, nei pressi di Vico del Pino, a Nervia, dove l’annosa pianta di quell’essenza, che ha dato il nome al vicolo, è stata abbattuta dal vento, anni orsono. Ai Giardinetti, da qualche tempo, l’elegante pontino dell’aiuola centrale non è più coerente con la viabilità disegnata dalle pietre dell’opus, molto incertus.
        
Qualcuno ha fatto notare la condizione del piano stradale ed il degrado, intorno al Comando di Polizia Municipale, riflettendo di come i Vigili non siano in grado di rilevare neppure le situazioni negative in casa loro.Hanno anche fatto notare il degrado prodotto dai “circoli anziani” ai Giardinetti, in coabitazione con bimbi e famiglie rispettose.
       
Anche Ventimiglia potrebbe aderire a quel manipolo di città italiane che hanno decisamente proibito i botti di Fine Anno, che troveranno inizio tra qualche giorno, per protrarsi in la nel tempo.
          
Prendendo la parola, il Sindaco Scullino, ha ringraziato per le segnalazioni ricevute, poi si è prodotto in un attento esame dei lavori eseguiti dalla Giunta da lui presieduta, che ha gratificato l’uditorio. Ha subito fatto notare la filosofia con la quale ha affrontato l’ordinaria amministrazione, frutto di una “spregiudicatezza” nei rapporti, sia coi cittadini che con le autorità superiori.
          
Non sarà un caso se, fra qualche giorno, il nostro Primo Cittadino riceverà un avviso per inadempienza di “ordini”; infatti Scullino si farà carico di non serrare il parcheggio nell’alveo del Roia, sul greto antistante i Giadinetti, tenendolo in vita con ordinanze successive, nella convinzione che Ventimiglia non può fare a meno di tale “struttura abusiva”, almeno fino a quando non verranno attrezzati altri parcheggi. Ha anche assicurato di opporsi all’abbattimento della Passerella Squarciafichi.
         
Ha detto: “Avrei potuto fare il politico da scrivania, ed invece mi sono prefisso di dedicare alla Città il mio apporto a tempo pieno”. Ha fatto notare del come i risultati siano sotto gli occhi di tutti, producendosi in un lungo elenco di opere eseguite ed in un altrettanto lungo elenco di progetti già esecutivi. Elenchi che sottintendiamo, essendo già noti attraverso la stampa ed il web locale.
        
Ha persino annunciato il progetto di rimettere in vigore il tradizionale “segnale di mezzogiorno”, espresso dalla sirena sita sulla Torre Comunale; retaggio degli avvertimenti ufficiali di bombardamento, nell’ultima Guerra, che ha caratterizzato l’apporto sonoro pubblico, aggregativo, in un dopoguerra di ricostruzione e sviluppo, presto dimenticato.
          
Ha segnalato gli acquisti, da parte della Comunità, della cabina ENEL di via Aprosio e della struttura ACI in piazza Costituente; spiegando il mancato acquisto di Castel d’Appio, del quale i presenti non si sono rammaricati più di tanto. Forse in buone mani private, potrebbe guadagnare in assistenza; ma la Cosa Pubblica dovrà sorvegliare.
           
Ha poi preso la parola l’Assessore Spinosi, il quale si è detto sicuro di come il rinnovato appalto alla Dock Lanterna. sulla nettezza urbana, dovrà migliorare il servizio, anche se costerà un po’ di sacrifici ai cittadini. Verrà incentivata la Raccolta Differenziata e coi risparmi che si otterranno, dall’interessamento della Ditta nell’operazione, si potranno aumentare i servizi.
        
Spinosi ha annunciato che l’Ufficio Comunale di Igiene Ambientale, non è più inaccessibile, come è stato finora. I cittadini che vorranno spiegazioni, trovano oggi uno sportello, guarnito di tre impiegati, nell’atrio del Municipio, verso la ex Pretura.
          
Come responsabile delle Frazioni edell’Agricoltura, ha anche sciorinato tutte le conquiste ottenute, e già ampiamente reclamizzate; quali “La Città Fiorita” con la relativa Miss; ed il piano per spillare alla Regione i fondi dovuti alle Strade Frazionali che presentino finalità operative verso la floricoltura.
           
Un deciso mungugnu, riservato alla DE.CO: della Castagnola, dolce tipico ventimigliese, lo ha pianificato Ebe Maccario, la quale al momento del dolce, ha fornito un centinaio di castagnole, così come vanno fatte, secondo la ricetta tradizionale. Ovviamente, le ha confezionate con le proprie mani, seguendo quelle regole che la costituzione della DE.CO. ha voluto stravolgere per assecondare abitudini sfavorevoli.
         
I commensali le hanno apprezzate, complimentandosi; infatti non erano nere all’interno, ma di quel bel colore bruno chiaro, tipico della castagnola; non parliamo poi del gusto e della speziatura, ideali. Insieme a queste, Ebe ha voluto produrre un assaggio di Bane, il dolcetto tipico di Camporosso, fatto con le mandorle, che la tradizione di quel paese sta perdendo.