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rivista il: 05 ottobre 2011

 

NUSTALGIA DE VENTEMIGLIA     2009

     Uno stuolo di “Ventemigliuse” in abito tradizionale, dall’aspetto gaio e spensierato, hanno accolto gli “Spantegai” ed i numerosi cittadini che avevano prenotato il loro posto, nei giorni precedenti. Molto pubblico non è potuto intervenire, a causa dei regolamenti sugli spettacoli, ma non abbastanza per poter indire una replica nei giorni successivi.
       
Dopo una breve presentazione di Mara Cilli e Giorgio Fusaro, si è aperto il sipario sulla essenziale scenografia della commedia “U scangiamento da scià Bregögliu” introdotta da “Gh’eira in ciarrun pautrun”, una filastrocca dello stesso autore Andrea Capano. Successivamente è toccato alla neo costituita Orchestra Filarmonica di presentare tre brani di Folk oltre ad altri due che hanno impegnato giovani, ma non meno talentuosi, solisti del Gruppo; fino a concludere il primo tempo.
A sipario calato, Maria Cristina Brettone e Luigino Maccario si sono resi intrepreti di una inedita traduzione del nostro concittadino veramente singolare e stupefacente: La Divina Commedia con estratto delle famose terzine di Paolo e Francesca, cosa quanto mai gradita dall’attento pubblico.
       Il Coro Polifonico ha preso poi postazione per il suo programma: cinque canzoni "ventemigliuse", oltre a:”Ma se ghe penso”, “Non ti scordar di me”, valzer da “La rondine” di G. Puccini ed infine dal Nabucco di G. Verdi “Va' pensiero”.
        Il M° Giovanni Martini di Taggia, non solo è intervenuto nel brani folk del Coro, ma si è esibito in una straordinaria esibizione presentando un "medley" del famoso Nino Rota. La "standing ovation" lo ha "costretto" ad un "bis" dedicato al M° Romano Pini: "Largo al Factotum" di G. Rossini.
   
Al termine un altra sorpresa per il "bis" richiesto al Coro:"Marcia trionfale di "Aida" di G. Verdi con una quindicina di fiati della Filarmonica. Un trionfo davvero.
        Stelline cadenti per la notte di San Lorenzo in sala, con un solo fascio di luce e sul sottofondo di "Tonight" di L. Bernstein hanno augurato la buonanotte al pubblico, con l’omaggio di rose a tutte le Signore intervenute e di "Castagnole" agli "Spantegai".
        L'amplificazione ed il sonoro, dell'impianto in dotazione al Teatro, sono stati migliorati, per quanto fosse possibile, da "Studio Sound & Sampling" del maestro Diego Di Caro.
       La ditta "Onda Fiori" ha messo a punto l'allestimento floreale, usando la messe di fiori, dono dall'assessore Andrea Spinosi, mentre la maestosa composizione che abbelliva l'atrio del Comunale è stata dono di Mariadina Lorenzi.
         Le immagini della serata sono stati eseguiti dallo "Studio Pini", mentre la sequenza filmata è stata rilevata integralmente da "Unique Video" di Walter Turrin.

        In seguito al clamoroso successo della prima edizione, l'Amministrazione Comunale del Sindaco Gaetano Antonio Scullino, ha inserito "Nustalgia de Ventemiglia" quale evento di punta nell'agosto teatrale al Comunale, avvertendo i Ventemigliusi Spantegai, con appropriato annuncio sulle pagine de LA VOCE INTEMELIA.

        Anche per il 2009, è stato nutrito il rientro estivo di molti “spantegai” in Ventimiglia e dintorni, per trascorrere le ferie “a casa”. Per loro, subito dopo Ferragosto, Mario Palmero ha indetto la giornata di ritrovo, col previsto pranzo rituale; ma il Sindaco Gaetano Antonio Scullino, non ha mancato l’organizzazione della ormai, quasi tradizionale “Nustalgia de Ventemiglia”, la serata di arte varia al Teatro Comunale.
      Quest’anno, il Sindaco ha provveduto ad investire dell’evento l’Assessorato alle Manifestazioni, il fecondo ufficio del quale si è attivato, sulla falsariga della passata, riuscita edizione, confermando alla regia la consapevole Cecilia Pini, con il compito di inquadrare le varie entità cittadine connesse allo “spettacolo”. In considerazione della data, questa volta fissata nel giorno di lunedì 10, prima del verificarsi della canicola, Il Coro Polifonico Città di Ventimiglia, guidato dal suo prestigioso Maestro Romano Pini, ha messo a disposizione un vasto repertorio, sostenuto da buona parte dei componenti abituali. La Filarmonica, guidata dal Maestro, Franco Cocco, ha portato un buon nucleo di giovani musicanti, tra cui due già rinomati solisti.
   
 La Cumpagnia d’u Teatru Ventemigliusu è intervenuta con una pieçe in due atti, di Andrea Capano, la ilare “U scangiamentu d’a Scià Bregögliu”. Confermata la virtuosa fisarmonica di Gianni Martini, si sono potute gustare le rapsodie, nelle quali eccelle. Non hanno fatto mancare il loro apporto neppure Mariacristina Brettòne e Luigino Maccario, che hanno seguito le orme di Roberto Benigni in un apposito “Infernu chintu - 70/142”.

       L'anziana ed avarissima Scià Bregögliu, riceve la visita di Don Miché, il parroco, che gli propone un'opera di carità, a favore d'un giovane e squattrinato suonatore di violoncello, il quale deve necessariamente maritarsi, a causa del sopraggiungere d'un erede inatteso. La vecchia tirchia inventa mille astruse scusanti per non adire alla richiesta, allontanando sbrigativamente il sacerdote. Subito dopo, la fantesca Tereixina gli annuncia la imprevista visita di quella sorella, che la spilorcia vede già poco volentieri nelle occasioni rituali, ad evitare inopportune richieste. In effetti, la sorella Censina, avanza pressapoco le medesime richieste che aveva posto il parroco, però rivolte verso la propria figlia, nipote della nostra taccagna; la quale ci mette poco a capire chi fosse la detentrice del figlio atteso dal suonatore di violoncello. Anche la sorella viene allontanata alla spicciolata, innescando la reazione morale della fantesca Tereixina, la quale a conclusione dell'ennesimo battibecco tra la tignosa e l'uomo di fatica Girò, a causa di un cesto di fichi, raccolti nei trascurati possedimenti della vecchia; propone proprio a Girò una strategia con la quale dare una adeguata lezione alla nostra pidocchiosa.
     
Col levarsi del sipario per il secondo atto, Tereixina inizia la tresca, convincendo la sua padrona di essere vittima d'una strana malattia e consigliandola di farsi visitare dal medico. Il rifiuto dell'affrontare la spesa d'un consulto è scontato, ma è proprio la reazione attesa da Tereixina, che ci mette poco a convincere la pitocca di chiamare un certo giovane dottore del vicinato, disposto a visitare gratuitamente i nuovi clienti. Ecco giungere uno strano dottore, del quale la vecchia sofferente intuisce vagamente la somiglianza con Girò, ma dal quale si lascia consigliare una strana cura ed un'altrettanto complicata dieta. Uscendo in strada, il dottore dispone l'invio di uno strano notaio, che si presenta per raccogliere le ultime volontà dell'ammalata. Pur dubitando della ricorrente somiglianza con Girò, la vecchia allarmata dalla diagnosi e dalle strane incombenze testamentarie, firma un balzano testamento in favore del Comune. Alla dipartita del notaio, segue l'arrivo di uno strano nuovo prevostro, in sostituzione di Don Miché, promosso vescovo, il quale induce la distrutta moribonda ad una gigantesca penitenza.
  
Servirà la complicata lezione a far cambiare l'atteggiamento sparagnino della signora Bregögliu ?  

 

           Hostess ventemigliuse




                              Coro Polifonico





Locandina della commedia





                               Gianni Martini





Morabito e Pini : tenori all'unisono

a Scià Bregögliu, Tereixina e Girò
Girò nutàru
Aldina Gilardi : a Scià Bregögliu

Mara Cilli, presentatrice d'eccezione
Luigino Maccario   e   Mariacristina Brettòne   in
                       "Gh'eira in ciarrun pautrun", di Andrea Capano

Infernu chintu - 70/142

Girò prevostru

 

NUSTALGIA DE VENTEMIGLIA     2008

         La Banda Cittadina, non ha trovato molta difficoltà ad allestire un gruppo di supporto musicale, considerando come il Maestro, Franco Cocco, mantenga allenata una "bandina" di esperti, per occasioni simili a questa.
        A Primo Florio, il fisarmonicista titolare delle "divagazioni" precedenti, è stato affiancato un artista d'eccezione, il taggiasco  Gianni Martini, il quale ha prodotto una rapsodia sull'opera di Fabrizio De André da far accapponare la pelle.
      Le fanciulle della scuola "Meta Danza" di Michela Andreoli: Bianca e Federica, hanno eseguito un balletto sull'aria de "Il Corsaro" di Verdi, eseguita dal soprano ventimigliese Carla Talete, con la bravura di sempre.
         Oltre che intrattenere la platea, Bruno Strangio si è esibito eseguendo sue canzoni e leggendo brani del suo "Ciapelete". Gianfranco Raimondo ha eseguito "U vestimentu növu" un racconto da lui stesso adattato; Rosanna Menghetti ha letto "In re ch'u nu' se ve' ", constatazioni sulla figura di Giuà de Minò, opera del figlio Daniele Eviri; mentre Mariacristina Brettòne ha ancora letto, da par suo, la poesia "E purpete de me' maire" di Angelo Fochi.
         La "Corale Folcloristica" di Cecilia Pini si è elegantemente abbigliata con i costumi ventemigliusi, prestati dalla famiglia Tripodi del "Museo della Canzone" di Vallecrosia, adattati dalla sarta Pina  Belvedere.  Nello svolgersi della serata la corale ha eseguito: "Matin de Primavera" Bosio, Ughes; "Viva u Scögliu" di Azaretti - Niloni; "Lezendia ventemigliusa" di Rostan - Ughes; "Fatene carà Paulin" di Azaretti - Ughes; "U varsu de San Segundu" di Ughes; "A funtana d'a Catedrale" di Rostan - Ughes; "Viva a Bataglia di E. Viale - Sismondini", "A festa d'ê sciure" di Bosio - Sismondini e  "Sona mezanöte" di Ughes; tutti brani armonizzat da Romano Pini, ad uso del celebre coro .
         La stessa Cecilia Pini, in apertura, si è esibita quale raffinata interprete di "Nustalgia de Ventemiglia", canzone degli Anni Cinquanta, di Lidia Viale ed Ughes.  Alla richiesta di un bis, il coro, supportato da due collaudati solisti: Tina Schiraldi, soprano e  Pasquale Morabito, tenore, hanno proposto una allegra "Ciribiribin" di repertorio.
         La serata ha avuto il rinforzo d'una presentatrice d'eccezione, Mara Cilli, la quale oltre a mettere a proprio agio la parte del pubblico formato dagli "Spantegai", informandolo  sulle esperienze cittadine, ha costantemente seguito gli artisti, aiutata dalla paziente ma dinamica Graziella Tabiani, mentre i brani della corale venivano presentati da Giorgio Fusaro, che è stato anche il braccio destro di Cecilia Pini nell'allestire lo spettacolo.
        L'amplificazione ed il sonoro, dell'impianto in dotazione al Teatro, sono stati migliorati, per quanto fosse possibile, da "Studio Sound & Sampling" del maestro Diego Di Caro.
       La ditta "Onda Fiori" ha messo a punto l'allestimento floreale, usando la messe di fiori, dono dall'assessore Andrea Spinosi, mentre la maestosa composizione che abbelliva l'atrio del Comunale è stata dono di Mariadina Lorenzi.
         Le pasticcerie "Curti" e "Viale" hanno donato le "castagnole" di antica ricetta, offerte ai signori "Spantegai.  L'immagine che ha richiamato l'evento è un bel ritratto della bellissima Ramona Spanò, in costume ventemigliusu:  immagine ricavata dai numerosissimi scatti eseguiti per l'occasione dallo "Studio Pini", che ha curato anche il resoconto dell'evento per immagini, mentre la sequenza filmata è stata rilevata integralmente da "Unique Video" di Walter Turrin.

        Con una attività costante e molto fruttuosa, Mario Palmero, che è stato uno "spantegau", ora tornato in patria, tiene i contatti con i ventimigliesi residenti in ogni dove, ravvivando il loro interesse per la città d'origine, che  alcuni  di  loro, sovente  esternano con interventi scritti, pubblicati su LA VOCE INTEMELIA.

         Prendendo spunto dal rientro estivo di molti "spantegai", per trascorrere le ferie "a casa", Mario indice ogni anno, da ormai dieci anni, subito dopo Ferragosto, una giornata di ritrovo che prevede un pranzo rituale e l'offerta locale di alcune divagazioni artistiche. Quest'anno, proponendo la solita "giornata" al Sindaco Gaetano Antonio Scullino, ha trovato in questi una disponibilità che, esulando dal pranzo rituale, prevedesse la rinnovata utilizzazione del Teatro Comunale, per offrire agli "spantegai" una serata di arte varia che sostituisse più degnamente le "divagazioni" degli anni precedenti.
         Il Sindaco medesimo, a poco più di un mese dal Ferragosto, ha contattato le varie entità cittadine inerenti lo "spettacolo", invitandole a produrre qualcosa da mettere in scena tra il 16 ed il 26, nell'ambito delle manifestazioni per la Festa Patronale. In piena estate, anche le "entità di spettacolo cittadine" sono in piena produttività, oppure sono smembrate dalle numerose "ferie" dei componenti, tanto che il progetto non è stato facile da realizzare. 
        Si è manifestato, però, tutto il proponimento che covava da tempo, tra alcuni componenti del più che blasonato Coro cittadino, nel produrre uno spettacolo di tradizione che prevedesse l'esecuzione delle locali canzoni d'autore, prodotte negli Anni Trenta, eppoi, continuativamente  collegate alla Battaglia dei Fiori. All'invito del Sindaco e con la disponibilità di un Teatro prestigioso, questi coristi hanno sollecitato Cecilia Pini affinché superasse i timori reverenziali nei confronti di papà Romano e si cimentasse nella direzione di una Corale Folcloristica, "non del tutto identificata", sorta per l'occasione, mentre i due terzi dei componenti il Coro si trovavano altrove per ferie.
          Così è stato, ma non solo; la dinamica Cecilia ha saputo anche sollevare i "promotori", il comitato  ideatore dell'evento, assumendone personalmente la totale realizzazione.   Coinvolgendo molti professionisti, di sua conoscenza personale, oltre alla crema dei supporter di spettacolo cittadini e le disponibili professionalità delle maestranze "Ariston", ha messo assieme uno staff creativo di tutto rispetto, col quale in poco più di venti giorni ha sfoderato un evento che passerà tra i grandi successi zonali da ricordare.
        Discernendo sugli impegni più generalizzati del gruppo che si andava formando, si è allora scelta la data di giovedì 21 agosto, inderogabilmente, per lo svolgimento dell'evento, ma la Cumpagnia teatrale in ventemigliusu, diretta da Pierino Sismondini, invitata a produrre un suo intervento, per quella data era impegnata in una serata di trasferta, da tempo programmata.
       Il panico è serpeggiato nello staff, riunito in Municipio   per definire la scaletta ufficiale, ma Tano Scullino  in persona,   sempre ben informato  sul tessuto  associativo  cittadino,  ha brillantemente risolto il problema all'istante, dando inizio ad una soluzione, che vi raccontiamo a parte.

     Richiamandosi all'attività accademica, prodotta dalla Cumpagnia teatrale per l'UNITRE' INTEMELIA, il Sindaco in persona ha benevolmente costretto il co-docente, libero da impegni, a produrre qualcosa di efficace per l'occasione.
         La soluzione immediata è stata quella di proporre la lettura di alcune poesie e qualche racconto, da parte di Gianfranco Raimondo e Luigino Maccario, ma la staff manager, Cecilia Pini, non era del tutto d'accordo di non poter produrre un brano veramente teatrale.
         Bruno Strangio ha suggerito "Ina purmunite dugia", commediola di Filippo Rostan, cavallo di battaglia di Genia Viale e Franchino Amalberti, negli Anni Settanta, ripresa  in radio da Gianfranco Maggioni.
      Contando sulla indisponibilità del personale femminile della Cumpagnia, Luigino Maccario si è detto disponibile alla realizzazione, ma allo stesso tempo dispiaciuto della irrealizzabilità. Qui, è intervenuta Mara Cilli ed ha proposto il coinvolgimento di una vera e propria attrice di sua conoscenza, mettendo in forchetta il poco scaltro Luigino.
         L'attrice e creatrice di eventi, nella persona di Mariacristina Brettòne, ha accettato, Mara l'ha messa in contatto con Luigino ed il brano teatrale ha iniziato l'avventura. 
         Letto il copione, Mariacristina lo ha giudicato oneroso, a fronte dei pochi giorni disponibili alla realizzazione,  ne ha quindi prodotto una riduzione talmente efficace che ha senz'altro reso molto più "attuale" la pieçe.
          Non vi dico la gioia di Luigino nel vedere attuabile e molto più duttile la riduzione, ha incominciato ad impegnare la sua pur vacillante memoria, guardando non senza patemi ai venti giorni dall'evento.
     Mariacristina aveva in serbo delle soluzioni mnemoniche di buona efficacia, tali da sollevare ogni incertezza preparatoria; inoltre ha coinvolto un volonteroso suggeritore, nella persona di Romeo Peotta, il quale ha contribuito efficacemente all'avventura.
           Avendo abitato per molto a Bordighera ed essendo ventemigliusa, o meglio "laiteira", da pochi anni, Mariacristina assimilava il copione in modo integrale, mentre il suo esprimersi intu nostru parlà si affinava molto velocemente.
          Martedì 19, la riduzione del lavoro di Rostan, col titolo "A purmunite dugia" si poteva dire pronta. Una prova sul palco nel pomeriggio del 21, tra corale e balletto, e la sera "spettacolo", per una platea stracolma ed una galleria attentissima, che pare abbiano apprezzato.

 

Corale folcloristica

                         Cecilia Pini in "Nustalgia"


Gianni Martini interpreta De Andrè


                   Primo Florio e Gianni Martini




Carla Talete esegue "Il Corsaro", con

     
Bianca e Federica di "Meta Danza"

                        Cecilia Pini alla direzione

     Mariacristina Brettòne effonde gelosia

            
 sul "pustin" Luigino Maccario

 

Serate d'arte varia, offerte in agosto al Teatro Comunale,
dall'Amministrazione Civica ai Ventemigliusi Spantegai, ma anche ai Ventemigliusi locali che abbiano prenotato.
NUSTALGIA 2009.