G U I D A
COMUNALE
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CINEMA TEATRO

VENTIMIGLIA

VENTIMIGLIA

CINEMA TEATRO
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      Nel 1947, vennero cancellate le assai poco disastrate file di palchi per dar spazio ad una sconvolgente galleria a sbalzo, che venne utilizzata dal pubblico nel 1948.
    Cercò di superare anche l’incuria culturale delle Amministrazioni, frutto del miracolo economico nazionale, ma stava per arrendersi di fronte ad una ventilata speculazione, poi arrestata dal ciclone di "Tangentopoli".
     Nel 1971, scadeva il contratto di concessione per il Teatro Comunale, che non veniva rinnovato, restando inattivo, in mano al Comune, che nel 1974 lo chiudeva per inadempienza alle norme di sicurezza.
       Dal 1975, è intervenuto un  comitato dell’Associazione Commercianti, in collaborazione con l’Azienda Autonoma di Soggiorno, sotto la responsabilità del Sindaco Lorenzi, che lo renderà agibile per singole particolari occasioni, fino al 1983, quando venne definitivamente chiuso per inadeguatezza.
     Dopo vari tentativi per l'ottenimento dei fondi necessari alla ristrutturazione, mai andati in porto per dieci anni; è stato  nel 1990, che l’Amministrazione Valfrè ha realmente agito per aprire  il cantiere, che prese a procedere, tra alti e bassi. Poi, senza intoppi, dal 2003, vennero allestite le opere murarie.
     Dopo un'altra emozione, al momento dell'allestimento delle strutture sceniche e di arredamento, il 28 aprile 2007, Giorgio Valfré, Sindaco uscente, assieme a Gaetano Scullino, appena eletto, provvidero ad inaugurare una accogliente e funzionale struttura.   
       I primi tre anni di gestione sono stati ben condotti dalla Società "Ariston", della famiglia Vacchino; al momento della scadenza di contratto, Vacchino ha mantenuto la gestione per il cinema; mentre l'attività teatrale viene condotta direttamente dal Comune.
                                                                       L.M.

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      Nel 1919, alla riapertura vide realizzati soltanto una serie di veglioni e soltanto, nel 1921, vi recitò Ermete Zacconi. Nel 1924, ancora Grasso, poi Politore e, per la prima volta Gilberto Govi, con grande successo
       Nel 1927, iniziarono proiezioni cinematografiche di avanspettacolo, a carattere bellico, proposti dal Regime, con la gestione di F. Rey.
    Dalla primavera del 1928, la locale filodrammatica, appena fondata, col titolo di Cumpagnia d'u Teatru Ventemigliusu, tenne il Politeama come palco di riferimento.
     Seguirono la gestione di Ferrari & Giraudo, con la Compagnia Maresca, e le Sorelle Grammatica per la prima volta assieme in anteprima nazionale.

     Nel 1930, divenne appendice delle attività del Dopolavoro di Regime la OND, mentre il teatro in città era portato dal Carro di Tespi.
     In città operava anche il Giardino del Francia e, nel 1934, il Cinema Impero; mentre al Politeama agivano Petrolini, Viviani e Ricci.
  
  Nel 1936, venne ceduto al Partito dominante che vi adattò la Casa del Littorio, fino a quando non spostò questa nell’apposita costruzione, oggi Municipio.
    Nell’agosto del 1939, si preferì allestire una mega rappresentazione della Madama Butterflay sotto il Mercato dei Fiori; ma negli anni appresso vi recitarono Dapporto, Maggio e Chiari.
      Nell’aprile del 1943, il complesso teatrale passò tra le proprietà del Comune che lo usò soltanto come cinema, chiamandolo “Cinema Teatro Comunale”.
   
Continuò l’attività tra alti e bassi, passando, non indenne sotto i bombardamenti, che furono spunto per un discusso rifacimento interno.

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      Declassato il Teatro della Loggia, nella Città Alta, nei primi anni del Novecento, in Ventimiglia agivano due luoghi di aggregazione in strutture provvisorie e l’Arena Garibaldi, sorta nei pressi dell’attuale Mercato.
      Nel 1903, il giorno 15 novembre, gli Esercenti ventimigliesi provvidero all’appalto di un nuovo Politeama, da costruirsi su un terreno, presso i Paschei. Il contenitore, con facciata in stile neoclassico-liberty, venne eretto con i proventi di una civica sottoscrizione tra commercianti, molto più mecenati dei notabili di questi tempo. Si trattava di azioni cedute ad un costo equo, sostanzialmente acquistate dai medesimi commercianti ventimigliesi. Il Presidente della Società era Angelo Maccario e Vice era Thomas Hanbury, il quale aveva messo a disposizione il terreno dove edificarlo.
     Inaugurato nell’ottobre del 1904, con una serie di Veglioni danzanti, trovò la prima di uno spettacolo lirico, con la rappresentazione de “Il Trovatore”, il 23 aprile del 1905. Fin dal settembre successivo ebbero inizio una serie di vicissitudini sulla gestione e sulla proprietà, che non dettero una vita felice alla struttura.
       Gli spettacoli erano sovente di basso profilo, ma la vicinanza di Nizza e la congenialità con la strada per la Francia, portarono alcuni nomi di spicco ad esibirsi, durante il loro transito in città.
      Fregoli, la prima volta nel 1906, tenne spettacolo altre tre volte. Nel 1909, G. Pezzana portò la sua illustre Compagnia, con la gestione di Giuseppe Corbetta, che era stato scelto dagli Esercenti per un periodo di cinque anni.
      Nel 1912, dal fantomatico barone D’Orsetelli, venne avanzata la proposta di aprire al suo interno una sala da gioco, che non trovò sbocco a causa delle credenziali del personaggio.
       Nel 1913, il massimo della stagione furono una serie di operette e la famosa Compagnia De Sanctis. Col 1915, venne adattato a sala cinematografica, con un certo successo, ma vi recitò anche G. Grasso.
       Nel 1918, nuovamente Fregoli, ma subito dopo venne chiuso per lavori, forse per migliorarne l’acustica, che era pessima.

PLATEA
GALLERIA

 

 

 
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RIDOTTO NELL'AMMEZZATO

 

 rivista il : 10 agosto 2011
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