GH’EIRA ‘STI ANI ...

Gh’eira ‘sti ani a Ventemiglia d’a gente ch’a l’arrivava in çerca d’in travagliu e a se fàva ina famiglia.

Gh’eira d’e alberghi de lüssu, cin de furenti e persunagi famusi, gh’eira u Teatru e trei cinematografi, Gh’eira aiscì l’uspeà, a clinica e u cadastru.

U mercau u l’auduràva de ganöfari e, a Ponte San Luigi, in chioscu de legnu u vendeva e sciùre de Ventemiglia.

Int’a scciümaira gh’eira canèi e lòne prufunde e, cu’ ina cana, ina lensa e in po’ de pasciensa, ti incivi u cavagnu de pesci.

Cun l’agiütu d’in paràigu ti te levavi fina a cuvea d’in tundu de anghile frite.

Gh’eira u Scögliu Autu, ma in giurnu u l’è carau, cume u Cavu.

Int’a Ciassa Vinti Setembre gh’eira de sciòrte de done invenxendae, cine de sporte, pacheti e figliöi, pe’ piglià d’e curriere burdelùse ch’i l’àva fina u rimorchiu pe’ carregà e corbe d’ê sciùre.

Gh’eira a feira de San Giusepe, u balu de San Segundu, e e castagnole i e fàva ümere e i nu’ te rumpeva i denti.

Gh’eira menu murri longhi e ciü faturisi.

Gh’eira, ... gh’eira, ... gh’eira ...

Avura gh’é, ... gh’é ancura caicün che u s’arregorda che gh’eira ...

Anonimi Ventemigliusi

LA VOCE INTEMELIA  anno LVI n. 2  - febbraio 2001

 

  1922 - La Caserma dei Bersaglieri al Funtanin

NERVIA   1927/1943

                                                         Luigino Maccario 2005 

        
Lo scorso mese, il dinamico Pippo Guglielmi ha ritrovato una vetusta fotografia dell’Aurelia a Nervia, sul bivio con la Provinciale per Pigna, scattata da Mariani prima del 1927, quando sul posto c’era ancora l’ufficio del Dazio comunale.
        Da una pianta della città, datata 1915, presente nel locale Archivio di Stato; si può rilevare la situazione del luogo ritratto, dove al numero 36 è segnalato appunto il Dazio Comunale ed al 65, dall’altro lato del Cavalcavia, la Stazione dell’Officina tranviaria Ventimiglia-Bordighera (non visibile in foto).
         Nel 1915 gli uffici del Dazio in città erano tre: quello di Largo Torino, con la pesa pubblica, smesso con l’avvento dell’IVA e la costruzione del cavalcavia di Via Tenda; quello di Nervia, appunto, con la pesa; ed uno in Piazza della Stazione, poco al disopra della Scaletta da Via Hanbury, che divideva l’area con un chiosco atto ad Agenzia di Cambio.
        Sul sito retrostante le case in fotografia, sull’appezzamento di terreno assai ampio che vedeva il fronte strada proprio dove sorgeva la casupola del Dazio, proprio nel 1927, il prevosto di Sant’Agostino, Pier Giovanni Semeria, progettò di costruire un santuario dedicato a Cristo Re.
         Dopo un anno d’intensi lavori, il 29 giugno 1928, il vescovo Daffra poteva celebrare la Messa nel nuovo santuario. Nel 1933, il parroco Semeria, con l’approvazione del vescovo Rousset, affidò a don Libero Maldotti la cura continua di quel luogo di culto, ormai molto frequentato; fino alla decisione del vescovo Rousset di erigerlo a Parrocchia, il 19 giugno del 1936.
        Il primo bombardamento aereo alleato sulla nostra città, il 10 dicembre 1943, invece di colpire l’obiettivo fissato sul Ponte di Nervia, fece danni e morti su molte case attorno. Altri bombardamenti su quel quartiere, nel 1944: il 3 maggio, il 4, 6, 21, 22 e 29 agosto, cannonate dal mare il 22, 23, 24 e 29 ottobre, il 4 novembre e il 26 dicembre e nel gennaio 1945, ne hanno stravolto l’urbanistica.
        Nel dopoguerra, le rovine delle case crollate attorno a Cristo Re, non vennero riedificate e la ricostruzione provvisoria dell’Aurelia, servita da un passaggio a livello e la successiva riedificazione del cavalcavia, nel 1949, cambiarono, di fatto, l’urbanistica della zona, mettendo in bella vista la chiesa, rimasta miracolosamente intatta anche se assai scalfita.
         Un’elegante, anche se angusta, piazzetta è stata posta a disposizione dei parrocchiani, che una decina d’anni più tardi vi hanno eretto una statua della Vergine, protettrice del traffico.

       
LA VOCE INTEMELIA  anno LX  n° 10  - ottobre 2005

NERVIA
  bivio per
    Pigna

1927

1945

 

 

  1922 - Il mercato degli animali, in via Tenda, presso il gabbiotto del Dazio

 VENTIMIGLIA 1922

 

A Latte: chiesa di San Bartolomeo, nel 1922
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  Stagno di
Sant'Anselmo

   Con una semplice occhiata, vecchie illustrazioni possono indicare una situazione paesistica ormai inimmaginabile; mentre a volte, la mancanza di immagini costringe alla descrizione. In altri casi, l'eccessiva differenza di paesaggio impone di supportare le immagini, configurandole.

 DAL PASSATO
 CANTUI D'INA VOTA
UN LAGHETTO
  SANT'ANSELMO,

                                                                 Luigino Maccario  -  2004

       Sull’antico libretto: Guida all’estrema Liguria occidentale, pubblicato ad Imperia da Nicola Orengo, bibliotecario all’Aprosiana, nel 1929, per i tipi di M. Ricci, compare un aspetto dei nostri paesi, dimenticato dalle attuali generazioni.
       «Il tratto di lido che stendesi tra Ventimiglia e Bordighera è l’unico piano che esiste nella Provincia. Ha un chilometro circa di larghezza su cinque di lunghezza ed è annaffiato da quattro corsi di acqua: il Roia, il Nervia e i due torrentelli del Torrione e del Borghetto, alle cui millenarie alluvioni deve l’esistenza e la vigorosa vegetazione che lo distingue. Un microscopico laghetto di Sant’Anselmo, unico esso pure nella Provincia, par cascato a bella posta in tutta quella furia di verde per gettarvi in mezzo uno strappo di quell’azzurro sì bello che gli sorride».
        Fino agli Anni Trenta, la piana di Vallecrosia e Bordighera era veramente una intensa macchia di verde continuo ed il laghetto di Sant’Anselmo, posizionato dove ora verdeggia Piazza d’Armi a Camporosso Mare, raccoglieva le acque che gli derivavano dalle alture di Colle Aprosio e Santa Croce.
       Non aveva un emissario evidente, perché le acque in massima parte non copiose, defluivano anche attraverso la falda freatica, mentre, nel corso di cospicui eventi temporaleschi, defluiva verso la foce del Nervia.
       Opere di bonifica in quegli Anni, hanno permesso l’interramento del laghetto e la realizzazione della piazza, che è stata anche campo sportivo, prima di diventare un decoroso parco pubblico.

                                 
LA VOCE INTEMELIA  anno LIX n°  2  - febbraio 2004

 rivista il : 14 febbraio 2012
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