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 rivista il: 12 giugno 2011
TERRITORIO INTEMELIO
TERRITORIO INTEMELIO

Auspicabile  lo scavo archeologico
dell’antico  Lago  di  Ventimiglia,
funzionante per secoli come porto

 

                                                                         Emilio Azaretti  -  1990

      In occasione del ricevimento di fine d’anno dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, la Direttrice dott. Francisca Pallares ha presentato una interessantissima relazione, corredata di proiezioni, su “I porti e gli approdi dell’antichità, dalla preistoria all’alto medioevo”, dopo gli scavi eseguiti sotto la sua direzione nel Mar Tirreno, a seguito di una convenzione fra le competenti Direzioni ministeriali e l’Istituto.
        
La relatrice ha anche informato i Soci di un probabile rinnovo della convenzione, che dovrebbe permettere di esplorare e restaurare altri porti ed approdi di grande interesse, ma di più difficile accesso a causa di costruzioni e utilizzazioni moderne. Alla chiusura della relazione, ho chiesto alla dott. Pallares, che è certamente l’esperta più autorevole in fatto di archeologia sottomarina italiana, che cosa pensasse di un’ancora di ferro, dell’altezza di circa m. 1.70, che era stata trovata nell’immediato dopoguerra nella località dell’antico Lago di Ventimiglia, che fronteggiava la frazione di Roverino. Dopo essere stato informato del ritrovamento, avevo cercato invano di rintracciare l’ignoto scopritore dell’ancora, che certamente l’aveva già venduta come “ferro vecchio” ad uno degli incettatori di metalli, che pullulavano in quel periodo. La risposta è stata che poteva essere di epoca romana o medioevale, ma che soltanto l’esatta particolarità costruttiva avrebbe potuto datarla.
           
Continuando il discorso, la dottoressa ha detto di ritenere che già in epoca romana, fosse il Lago il vero porto di Ventimiglia, piuttosto che il porticciolo esistente nella Città romana alla foce del Nervia. Questa è sempre stata anche la mia convinzione, suffragata dagli atti di pirateria compiuti dagli abitanti dell’Intemelion preromano contro le navi commerciali dei Greci di Marsiglia e delle sue colonie di Nizza e di Antibo, che presupponeva l’esistenza di un porto sicuro e facilmente difendibile. L’intervento militare dei Romani, alleati dei Greci di Marsiglia, ha poi portato nel 180 a. C. alla sottomissione della nostra città.
           
La dott. Pallares ha manifestato il suo intendimento di far entrare il Lago di Ventimiglia nei programmi della rinnovata convenzione; considerando che il Lago funzionava ancora da porto nel 1837, come si può rilevare da una stampa di Fisher Son & C., che mostra una nave a due alberi a monte del ponte stradale, il quale ha l’ultima arcata, di ponente, aperta. Speriamo che questa esplorazione, allargata all’isola esistente al centro del Lago, possa essere realizzata e dare buoni frutti.

                                                                               
LA VOCE INTEMELIA  anno XLV  n° 1  -  gennaio 1990

ANTICO PORTO
NEL "LAGU" AI PIEDI DELLO "SCÖGLIU"

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