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    Anno I, n. 1, così si legge nella testata de La Voce Intemelia di sabato 12 gennaio 1946, Direttore Emilio Azaretti, Redattore responsabile Ennio Duce, stampa della Tipografia Bonzano. Il primo numero “apriva”, come si dice in gergo giornalistico, con una accorata lettera all’On. Alcide De Gasperi, allora Presidente del Consiglio dei Ministri, con la quale la città di confine, stremata dalla guerra, lanciava un drammatico S.O.S. al governo di Roma. E quindi questo primo numero rimane come una dolorosa testimonianza delle miserevoli condizioni di Ventimiglia nell’immediato dopoguerra.*

    Ma, se ci è concessa anche una piccola annotazione astrologica, La Voce Intemelia nasceva sì in un momento difficile, ma pur sempre sotto il Capricorno, il segno zodiacale della tenacia, della perseveranza e della laboriosità. Tutte caratteristiche che avrebbero poi contraddistinto i 50 anni di vita del giornale, che noi oggi ricordiamo.

    La tradizione dei fogli locali non era nuova a Ventimiglia poiché, nel periodo a cavallo fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, vi era stata in città una notevole fioritura di gazette. Tutte testate più o meno effimere che si chiamavano: La Pipa, L’indipendenza, Il Progresso, Il Risveglio, Il Giornale di Ventimiglia e L’Avvenire di Ventimiglia.

    La Voce Intemelia doveva però distinguersi dai giornali locali che l’avevano preceduta intanto per la sua longevità, ma poi anche perché nasceva in un momento del tutto particolare sia della storia nazionale che della vita cittadina.

    Era, quello degli anni 1946-47, un periodo cruciale caratterizzato da avvenimenti di portata storica come il Referendum istituzionale del 2 giugno, l’Assemblea Costituente e il Trattato di Pace di Parigi.

    Per Ventimiglia, città di frontiera, ancora una volta in prima linea, l’avvenire non si presentava roseo.

    Occupata inizialmente dalle truppe del Gen. De Gaulle, era stata oggetto delle mire annessionistiche francesi mentre la Conferenza di Pace avrebbe riservato ulteriori mutilazioni in Valle Roia con la perdita di Briga e Tenda.

    Ed è in questo quadro generale e locale che viene fondato il nostro giornale, pubblicato a cura dell’U.D.F.L.I. (Unione Democratica Federalista della Liguria Intemelia), l’associazione fondata da Azaretti e dai suoi sostenitori per la creazione della Zona Franca.

    Come si leggeva proprio nel primo numero del giornale, il Congresso dell’U.D.F. aveva votato unanimemente un o.d.g. nel quale «In nome dei diritti di autodecisione sanciti dalla Carta Atlantica, si riaffermava la volontà della popola-zione che fosse istituita una Zona Franca, quale unico mezzo per la solu-zione dell’annoso problema della Val Roia e quale indispensabile presup-posto per una frontiera di pace fra l’Italia e la Francia».

    Ed è perciò che, durante i primi anni, la storia della Voce Intemelia e quella del movimento federalista si intrecciano e procedono di pari passo. Dopo il 1947, con l’affievolirsi delle speranze di realizzazione del progetto, la “Voce” continua il suo cammino come organo di informazione e difesa degli interessi locali sempre però sotto la bandiera del federalismo.

    Troppo numerose per essere ricordate tutte, le battaglie sostenute dal giornale durante questo mezzo secolo di vita, ma non si possono tuttavia passare sotto silenzio almeno le più importanti. Come quella per il ristabilimento dei rapporti di buon vicinato con la Francia, dopo il trauma della guerra, e quelle in favore della strada e della ferrovia di Val Roia e per la rinascita dei Giardini Hanbury, del Teatro Comunale e della Battaglia dei Fiori.

    E, sempre in tema di difesa degli interessi locali, vanno ricordate anche le purtroppo sfortunate battaglie contro il depauperamento delle strutture amministrative ed economiche cittadine come il Mercato dei Fiori e gli Uffici Finanziari, soltanto per citare due casi fra i più gravi.

    Né si può passare sotto silenzio l’opera di salvaguardia della cultura locale (storia, dialetto, tradizioni) svolta dalla “Voce” in questi ultimi decenni, che hanno visto aumentare le pagine del giornale e di conseguenza lo spazio dedicato alle varie manifestazioni della vita cittadina.

Renzo Villa  - 25 gennaio 1996 - Anno LI - n° 1

* Nel gennaio del 1986, in occasione del 40° anniversario di fondazione, LA VOCE INTEMELIA conteneva al suo interno la riproduzione fotostatica del foglio stampato nel 1946.