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Categoria: ENTI ed ENTITA' LOCALI
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TERRITORIO

MONUMENTI

ARCHEOLOGIA

BENI CULTURALI

    Nel 1974, con l’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, che oggi si chiama Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo Stato cercava di mettere ordine e favorire l’attività di recupero e di salvaguardia di tutti quei materiali e tratti di territorio, che fanno della nostra Italia il più grande museo a cielo aperto del Mondo, con l’istituzione delle Soprintendenze, dalle varie competenze.

    Sul nostro Ponente Ligure, le Soprintendenze sostituirono il lavoro condotto per anni dall’Ente Monumenti Intemeli e dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, del professor Nino Lamboglia, ampliandone l’interesse su campi ancora intoccati, ma lasciando comunque inalterata la ricerca approfondita e strutturale, della quale il Ponente ha ora impellente necessità.

 

Direzione Generale per i Beni Archeologici

Museo preistorico dei Balzi Rossi

 

 

    Dal 1994. vive sulla validità dei lavori per l’ampliamento degli spazi espositivi, migliorandosi e attivandosi, fino ad essere diventato un polo d’attrazione internazionale; effettuando scavi di respiro internazionale. Nella gestione del personale, da un po' di tempo è inserito nella Soprintendenza ligure.

 

Soprintendenza per i Beni Archeologici

della Liguria

Area Archeologica di Ventimiglia


    Ai lavori realizzati dal professor Lamboglia, dal 1980, sono stati aggiunti l’ampliamento e la sofferta ristrutturazione dell'Antiquarium, la realizzazione del sottopasso all'Aurelia e la conclusione del percorso senza barriere architettoniche, oltre a qualche opera sul sito EX GAS. Di recente,la nuova direzione ha dato attuazione al rilancio museale dell’’esistente, aderendo al progetto ARCUS. Una efficace ristrutturazione del Teatro concede la possibilità di effettuare spettacoli, che siano compatibili col rumore del traffico automobilistico che scorre sul vicino cavalcavia.

 

 

Soprintendenza  per  i  Beni  Architettonici

Paesaggistici  della  Liguria

Cattedrale Santa Maria dell’Assunta e Battistero

  

      Dal 1847 al 1850, fu interessata a lavori di consolidamento strutturale da parte dell’architetto Vernier, è stato poi Nino Lamboglia ad eseguire l’opera di più intenso restauro, dal 1948 al 1950, eppoi, a fondo, dal 1965 al 1973, rendendola il gioiello che è oggi. Nel  2000, la Soprintendenza per i Beni Architettonici operò egregiamente con la pulitura del portale, del tiburio e della copertura totale del plesso. Poi inesorabile inerzia. Nel 2009, il Battistero ha ricevuto alcuni adattamenti per renderlo visitabile.  Da qualche anno, vi si può accedere dall'interno della Cattedrale, attraverso una scala ferrea..

 

VINCOLI ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI

 

 

Soprintendenza  per i  Beni  Storici

Artistici ed Etnoantropologici

della  Liguria

 

    Dal 2004, esercita la propria attività di tutela, conservazione, gestione e valorizzazione sul patrimonio di pertinenza di Enti, Associazioni, Fondazioni ed altro, nel territorio della regione. Ha competenza tecnico-scientifica anche sul patrimonio di pertinenza privata se dichiarato di “notevole interesse”.  Nel Ponente si vede poco.

     Tempo addietro è stata chiamata in causa dal blog più attivo e ben strutturato del Ponente Ligure e non solo, a causa di lungaggini sul restauro della artistica Fontana di Isolabona.           Febbraio 2010. Si sono fatti vivi ed è iniziato il restauro.

 

 

Soprintendenza bibliografica per la Liguria

 

    Le Soprintendenze, istituite nel 1919, erano uffici dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione, le cui competenze, nel 1972, passarono alle Regioni.

     Svolgevano funzioni di tutela e sorveglianza sul patrimonio bibliografico posseduto dalle biblioteche non statali, con particolare attenzione a quello raro e di pregio, e funzioni di coordinamento e sviluppo e di promozione della lettura.

     La Regione si ripromette di riordinare la documentazione dell’archivio storico regionale, per inventariare e mettere in rete i contenuti di tutte le biblioteche.

     A quando l’inventario standard dell'Aprosiana ?