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Categoria: TRADIZIONI INTEMELIE
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TRADIZIONE  e  FOLCLORE

 

 

 

 

 

 

 

 

       Sant'Agnese

NELLE

 

VALLI

 

MENTONASCHE  

 

 

 

 

 

 

 

     Roccabruna


Riti e manifestazioni della profonda tradizione locale

La Festa della Lavanda selvatica, a Sant’Agnese

La rinomata Fiera Brocante, a Roccabruna

La grappa a Gorbio e la zuppa al pesto a Castellaro

 

 

Lavanda  selvatica a  Sant’Agnese

    Il più elevato dei villaggi litoranei francesi, Sant’Agnese è sorto attorno al XII secolo ed ha seguito le sorti del comprensorio.

    A fine gennaio, la festa patronale ed a giugno quella di san Giovanni, vengono svolte con opportuna folcloricità, che arriva alla lode nella seconda metà di luglio, quando una coreografica Festa della Lavanda selvatica, prevede la messa in opera di alambicchi artigianali per la distillazione, oltre a fornire spazio per la dimostrazione di molti mestieri oggi scomparsi.

 

 

Riti della Passione a Roccabruna

    Pur avendo donato Roccabruna ai genovesi, fin dal 1157, essendone stati investiti, i conti di Ventimiglia ne abitarono il castello almeno fino al XVI secolo, essendosi allontanati dal Comune ventimigliese, che nel 1185 provvide persino a stanarveli, per dare ordine alle competenze. Nel 1217, arrivarono a cederlo alla contessa Rosmunda di Candeasco, che lo voltò ai Vento, sotto ingiunzione dei d’Angiò, che nel 1289 la cedeva a Genova, verso gli Spinola e poi i Grimaldi.

    Roccabruna tiene vivo un coreografico rito della Passione, non mancando di vivacizzare la propria vocazione verso l’artigianato di qualità, a metà settembre, esaltandolo con la rinomata Fiera Brocante, mentre si rivolge agli amanti del gusto nel corso dell’assaggio dell’olio nuovo, a marzo, e con la Festa della Castagna, a metà novembre.

 

San Bartolomeo

A Gorbio, la grappa e il forno

    Borgo fortificato dai Ventimiglia, nel XI secolo, Gorbio ha vissuto gli accadimenti occorsi anche ai borghi circostanti, con l’aggiunta del fatto capitatogli il 5 luglio 1543, quando gli equipaggi di venti navi del corsaro Barbarossa, al soldo di Francesco I, lo depredavano, non essendo riusciti a far capitolare San Remo.

    A Gorbio, nel mese di maggio, è da non perdere processione notturna, illuminata da lucerne ricavate nei gusci di lumaca. In maggio, la Festa del Pane, cotto nell’antico forno comunale. In piena estate l’articolata Festa Patronale di san Bartolomeo. In autunno la Festa della Grappa, distillata da amatori in piazza, tra un brulicare di artigiani e produttori di alimenti della tradizione. Inizio ottobre l’imponente raduno di confraternite di tutta la Contea di Nizza e di Monaco. In dicembre, “Sagra dei beròudi”.

 

 

Castellaro, con la zuppa al pesto

    Già nel 1258, il poeta trobadorico Bonifacio da Castellaro dava per certo che i genovesi perdessero molta della loro sovranità sul ventimigliese, traendone pessimi auspici per i medesimi. L’anno successivo, Carlo d’Angiò infeudava tutti i territori a Ponente di Ventimiglia, a cominciare proprio da Castellaro. Il 5 settembre 1622, vi si è svolto un processo per stregoneria contro cinque donne tra cui Peirineta Raibaudo.

    Grande festa a San Giovanni; a metà agosto, poi la grande Festa della Zuppa al pesto, per San Bernardo, nel suo santuario agreste, oltre al rito dell’olio nuovo, nel Frantoio comunale.

 

 L'Olmo di Gorbio