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Categoria: UNIONE INTEMELIA
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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

aprile 2022

Graziella Colombini

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O - V - Z - P

OVVERO

RIFLESSIONI ALFABETICHE

 

   

< O > di OMICRON

 L’anno 2022 era iniziato un po’ in sordina, azzoppato dalla variante Omicron, a sua volta con successive varianti di quella sciagura che è stato l’affacciarsi e il dilagare nel mondo del virus Covid. Invisibile e maligno ci ha privato di due anni di vita “ normale” , ha lasciato pesanti conseguenze su tante persone, ha portato tanto dolore e tanti lutti in moltissime famiglie. Molti dicevano «Siamo stufi, sembra di essere in guerra...». Quando, tra la bella stagione imminente, vaccini e relativi rinforzi, mascherine e quant’altro si prospettava un ritorno a giorni più sereni... ecco arrivare quella vera:

 < V > di VLADIMIRO

 dovremmo dire “ i due Vladimiro” . Anzi sarebbero tre, se andiamo indietro nel secolo scorso. Queste terre tragiche hanno avuto la loro storia forgiata da tre personaggi con lo stesso nome: il primo è Vladimir Ulianov detto Lenin, che prese il potere con i bolscevichi della Rivoluzione nel 1922 e tutta la Storia, non solo quella della Russia e dell’Ucraina, due nazioni sempre tra loro fortemente intrecciate, ma quella di tutto il mondo, cambiò in maniera radicale. Terre che hanno anche visto la tragedia vissuta dai nostri soldati nella seconda guerra mondiale: quanto sangue italiano ha bagnato quei campi di girasole e di grano! Un po’ più lontano nel tempo, episodi bellici in Crimea, avevano consacrato il debutto internazionale dei nostri bersaglieri e nell’amena città di Yalta, sempre in Crimea, nel 1945 sono stati decisi i destini del mondo di cui, ancor oggi, vediamo i risultati. Ora nel tecnologico, scientifico e super digitalizzato 2022, e dopo tanti anni, abbiamo di nuovo sentito il drammatico rombo della guerra nel cuore dell’Europa, con gli orrori che porta con sé, rendendoci consapevoli che non si tratta di un film. Il giorno 24 febbraio un altro Vladimir che di cognome fa Putin ha dichiarato guerra, anzi, scusate, “un’operazione militare speciale” per conto della Russia a un altro Volodymyr (sempre Vladimiro) che di cognome fa Zelensky e che rappresenta la sorella nazione Ucraina. Triste destino di un nome. Siamo così precipitati in una tragica palude dove affondano i valori, i diritti, la dignità delle persone e dei popoli, lasciando sul campo solo la forza delle armi a dettare legge ed a spiazzarci con la loro disumanità. Una guerra atroce e spaventosa con scontri, vittime, lacrime, distruzione, profughi e l’incubo dei rischi nucleari.

 < Z > ?

  Perché la povera “Z” deve rappresentare un atto di aggressione? Che senso ha non usare il proprio nome e l’emblema che ci rappresenta mascherandosi in un ridicolo pseudo anonimato? Colui che ha avuto l’idea di marcare con questa lettera gli strumenti di aggressione di questa orribile guerra sarà un ammiratore di Zorro? Ma se ha visto quei telefilm, non è stato molto attento e non ha capito che il nostro eroe era dall’altra parte, da quella degli inermi. Sembra invece che “Z” stia per “Zapad” cioè “Ovest” in russo, forse per indicare la direzione verso cui doveva dirigersi l’offensiva della ”’Operazione Militare Speciale” oppure più probabilmente l’inizio della frase “Za pobedu” ossia “Per la vittoria”. Più semplicemente a noi ricorda la svastica di nazistica memoria.

 < P > di PACE

La speranza di poter vedere concretizzarsi a breve è sempre più flebile, è un filo molto sottile, tenue ma resistente che non bisogna mai permettere si spezzi e riannodare così il filo del dialogo per raggiungerla e comprendere quanto essa sia preziosa anche se pare non interessare molto ai signori del mondo.

Il dialogo tra i due protagonisti principali di questo terribile momento della Storia appare quasi impossibile. I1 nome è la sola cosa che li accomuna, le differenze tra loro sono non solo generazionali, ma sostanziali, tutto è radicalmente diverso a cominciare dalla possibilità di comunicazione. Ma sappiano che la diplomazia è l’arte dell’impossibile.

“Speranza, ultima dea” dicevano gli antichi: quando tutto sembra perduto non ci resta che credere ancora nella potenza della vita. E noi? Insolitamente ‘quasi” compatti, gli Europei appaiono come i vasi di manzoniana memoria. ... Nel frattempo ogni giorno in casa nostra si litiga per cose che la gente neppure capisce, si assiste al campionato delle sciocchezze, ma ci consoliamo leggendo che, a causa dell’embargo contro i prodotti russi, un pizzaiolo londinese è fortemente preoccupato... per non poter più servire la pizza col caviale che gli garantiva robusti incassi, mentre, non so dove in Italia, hanno iniziato a produrre fiumi di vodka che salveranno gli apericena e i cocktail a base del profumato distillato...

                             “Scegnù, tegnine a man insci’a testa”.