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MAGNIFICA COMUNITA’

DEGLI  OTTO  LUOGHI

 

 

       Con la fine del XII secolo, il Libero Comune Marinaro di Ventimiglia arrivava ad amministrare il territorio compreso tra i Balzi Rossi, Monte Pozzo, Monte Bellavista, Colle Sapergo, fino alla costa, l’ampio luogo dove trovavamo ubicazione le “Otto Ville”, parte integrante del Comune.

        Nel 1219, la città era abitata da 603 capi famiglia, che avrebbero potuto costituire una popolazione oscillante tra le duemila e 2400 unità; mentre le Ville avrebbero contribuito con seicento anime, dedite alla fornitura alimentare della città. Ai villici toccava, inoltre, dedicare giornate per mantenere navigabile l’estuario della Roia.

        Il tratto finale della Scciümàira si impantanava nei Paschei, proprio sotto il Cavu, mentre il braccio di corrente, opportunamente incanalato, attraversate le Gianchete, dava forza motrice ai mulini e alle segherie per poi dar forma ad un lago, anch'esso reso navigabile dai villici, per ospitare il naviglio mercantile sul lato della Fondega, dove operavano. L’imboccatura del lago si presentava già in zona Asse, dove, in stagione, riceveva le acque del Resentello. Invece, il naviglio militare continuava ad attraccare sul lato del Cavu, protetto dalle strutture del Burgu

      Il Comune ventimigliese poteva contare su un portualità di adeguate proporzioni e strategicamente idonea, sia militarmente che per favorire industrie e commerci. Queste priorità avevano reso Ventimiglia una piazzaforte assai duratura, concedendo ai suoi abitanti un rilevante benessere economico. Ovviamente, infastidiva la potenza marittima genovese.

       Al volgere del XIII secolo, la bramosia dei genovesi di impadronirsi dell’intero territorio ligure,1 li spingeva a continui assalti sulle entità a Ponente di Savona, ultimo baluardo da loro instabilmente conquistato. Obbligavano quindi i signorotti ponentini a condurre le loro soldataglie in mirate scorribande nell’Albenganese, in Valle Impero, in Valle Armea, e specialmente nell’Intemelio, dove bisognava fagocitare Ventimiglia.

      Già prima del 1220, le Otto Ville ventimigliesi: Camporosso, Vallecrosia, San Biagio, Soldano, Vallebona, Borghetto, Sasso e Bordighera 2 erano finite sotto il controllo delle truppe genovesi, riuscendo però a mantenere ancora i commerci ed i servizi verso la città capoluogo.

       Ma il Parlamento ventimigliese non tenne conto dell’influenza che la famiglia nobiliare locale dei De Giudici potesse avere su parecchi dei popolani di alcune delle Ville. I genovesi comprarono i servigi dell’infida famiglia ed ottennero la possibilità di stravolgere il territorio ventimigliese a loro vantaggio.

          Per fiaccare ulteriormente la libera sopravvivenza ventimigliese, il 21 settembre del 1339, un vero e proprio diluvio fece ingrossare le acque della Roia fino a distruggere il ponte ligneo, i mulini e la totalità delle superstiti infrastrutture del porto canale.

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       Il Parlamento ventimigliese, amministrato dalla casta dei Magnifici, per la maggior parte di origine o di tendenza genovese, continuò a vessare le Otto Ville con le più assurde speculazioni, fino ad arrivare al 1686, quando queste comunità, “...con valide ragioni e in pieno accordo democratico, si riconobbero ufficialmente nella loro qualità e degnità di centri ricchi di storia e tradizioni e, fatto non usuale, seppero per ben oltre un secolo, sino a quando divennero autonomi Comuni, coabitare all’interno di una piccola e fiorente federazione di paesi, con un suo generale Parlamento”.3

 

 1  Per “Liguria” avrebbero inteso l’attuale linea appenninica da La Spezia fino a Ventimiglia, con l’aggiunta della “Costa Azzurra”. Ma Genova avrebbe avuto anche la smania di impossessarsi di buona parte della Provenza.

 2  Per semplificare, nominiamo le Ville coi nomi che assumeranno in qualità di Otto Luoghi, alcuni dei quali sorti, nel frattempo in luoghi abitativi di diverso nome.

 3  Il corsivo è tratto dalla Premessa dell’opera:

Storia della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi

di Bartolomeo Durante e Ferruccio Poggi

CIVICA BIBLIOTECA INTERNAZIONALE

Bordighera

Edito da ALZANI nel settembre del 1986

 

 

Occupazione genovese

 

EVOLUZIONE STORICO - TERRITORIALE