Ancöi l'è

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a pranzo col Sindaco

 

    Nella primavera del 1964, il Consiglio della Cumpagnia, guidato dall’appena eletto Consule: Antonio Cauvin, istituì quella che divenne la tradizionale Çéna d’u Mungùgnu, offerta de bàda a tutti gli Iscritti. Oltre all’intero Consiglio, una ventina di Soci partecipava attivamente a questa cena annuale, in convivio col Sindaco, per poi “mungugnà” sulle pecche cittadine. In forma di cena, l’appuntamento annuale durò fino al 1971.

    Dal 1972, cambiando l’ora istitutiva del banchetto al mezzogiorno, assunse il titolo di Sdernà d'u Mungùgnu (sdernà= pranzo). Da quell’anno si susseguirono molti Sindaci, ma nessuno mancò di partecipare allo Sdernà, dando ascolto alle lagnanze tipicamente liguri degli intervenuti ed, a volte, cercando di risolvere le inadeguatezze segnalate o a sostenere gli eventuali suggerimenti.

 

DAL  2014

una sbicchierata col Sindaco

 

    Dopo due stagioni di Amministrazione Commissariale, durante i quali lo Sdernà non è stato convocato, con l'insediamento di un primo cittadino eletto, il "mungugnu" tornava a emergere in città, intanto che la ristorazione trovava continuamente nuovi modelli di convivio, da proporre in luogo degli impegnativi pranzi indetti con le portate già ben definite.

    La Cumpagnia d'i Ventemigliusi ha colto il segnale e dall'autunno dell'anno 2014 propone di esternare il "mungugnu" nel corso di un buffet che proponga prelibatezze della tradizione.

 

DA  SDERNÀ  A  POUSÀ

    Dai primi Anni Settanta, in autunno, la Cumpagnia d’i Ventemigliusi ha invitato associati e cittadinanza tutta per un incontro conviviale col Sindaco, così da poter intavolare con l’autorità un momento di dialogo dove esporre i mungugni più assillanti.

    Dapprima si è trattato d’una çena, trasformata poi nel consueto “Sdernà d’u mungugnu”, del quale nell’anno 2011 si è svolta la Quarantesima edizione.

    Gli anni scorsi, durante la gestione della cosa pubblica da parte della Commissione Straordinaria è venuta meno la spontaneità del confronto, per cui la tradizione è stata interrotta, anche perché ci si è accorti di come fosse sempre più complicato coniugare la dinamicità degli impegni che gravano sul Primo Cittadino col protrarsi tipico di un pranzo.

    Nel frattempo, il comparto ristorazione ha trovato modo di ovviare alle lungaggini conviviali, inevitabili nelle grandi tavolate, istituendo l’assai dinamico “Apericena”, dove ci si serve da soli, ci si approccia ad un menù di proprio gusto e nel frattempo si è liberi di conversare ampiamente, in accettabile armonia.

    La Cumpagnia d’i Ventemigliusi avrebbe così previsto di invitare il nuovo Sindaco, accompagnato dalla sua Giunta, ad un momento conviviale evolutivo, che si chiamerà “A POUSA’ D’U MUNGUGNU” e dovrebbe trovare svolgimento sempre nelle prime settimane di novembre.

    La glossa “Pousà” richiama a quella sosta che, nelle radici del convivere, si espletava in precisi punti del viottolo campestre dove viandanti e contadini facevano in modo di radunarsi, e dunque, nel momento stesso che prendevano fiato e si ristoravano, si scambiavano le notizie sostanziali nel convivere della comunità.