Ancöi l'è e i sun e ure
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   Casun-ture d'i Paschéi, sito di fronte al Cenobio Agostiniano 

 

TORRI COLOMBAIE

 

 

      Da sempre le torri hanno caratterizzato in modo distintivo il paesaggio, sia rurale che urbano, fornendo all’uomo manufatti abitativi o di servizio che potevano essere: tombe, castelli, o dimore rurali fortificate.

       A partire dal XV secolo, lo svilupparsi dell’economia agricola nei paesi del Mediterraneo, abbinato al momento più rilevante delle attuazioni architettoniche rurali, lungo tutta la penisola italiana vennero eretti significativi manufatti a forma di torre adatti a contenere l’allevamento dei colombi.

       Fin dal medioevo, questi volatili si dimostrarono utili ad inviare messaggi, supportando la strategia militare, mentre offrivano ottima carne nell’alimentazione e , inoltre, le loro feci si mostravano utilissime nella concia delle pelli, come nella fertilizzazione dei campi.

      La maggior parte di quelle torri si mostrano contraddistinte da una pianta circolare, quindi si palesano in forma tondeggiale, cava al centro e aperta dall’alto, per agevolare l’accesso ai volatili che devono contenere e gestire. L’aspetto esterno è ornato da una porta, in basso, per permettere all’uomo di entrare, mentre i muri interni sono caratterizzati dall’alternarsi di cellette o nicchie dove i colombi avrebbero potuto nidificare tranquillamente. Alcune di quelle in forma quadrata erano dotate di cellette che si aprivano sulle pareti esterne, concedendo così l’opportunità di usare gli stanzoni, ricavati sui tre piani, ad uso di deposito.

         Nelle regioni dove si coltivavano i cereali, sorgevano torri quadrate di tre piani, a volte abbinate, dove venivano conservate le granaglie. Di aspetto erano molto simili alle colombaie ma giustamente assumevano il nome di “Torri granarie” ed erano ben coperte da un solido tetto.

 

                         Torre a pianta tonda                                                                      Torre a pianta quadra

 

 

        In Liguria, dal XV secolo, comparirono molte torri granarie sulle quali, al posto del tetto, sostituito da una opportuna soletta, sui bordi, veniva sistemato un parapetto sorretto da due archi su tutti i lati, che permetteva l’allevamento dei colombi. Questo fatto dava l’opportunità di appellare la torre granaria col nome di “Torre Colombaia”.

        A Ventimiglia venivano considerate sia colombaie che granarie, così, int’u nostru parlà si conoscevano col nome di “Casùi-ture”.

       La presenza di queste torri granarie serviva a conservare le derrate alimentari appena raccolte in sei fondi agricoli in possesso dei Canonici Eremitani Agostiniani sul territorio che dalla collina di Siestro calava nella zona degli Orti, posta tra le Gianchéte e il Cuvéntu. Altri  loro possedimenti erano poi siti lungo tratto terminale del Resentello, dove era la zona dei Prati, seguita da un ampio appezzamento nelle Asse. Questo era dotato di una opportuna noria, che ne consentiva un benefico ed ampio annaffiamento in qualsiasi condizione di tempo meteorologico.

           Un quarto fondo fruiva del caratteristico terreno delle Arene per mettere a dimora radici, carote e barbabietole, seguito da un poderoso frutteto in zona Nervia, bagnato dalle acque del Lagàssu.

       Una settima torre eretta in zona Paschéi, praticamente situata proprio di rimpetto al Cenobio agostiniano, serviva da dispensa per la mensa dei Canonici e al desco della foresteria, quasi un moderno frigorifero dove tenevano a disposizione ogni tipo di derrata.

  

 

CASUI-TURE d'u CUVENTU 

 

CONVENTO AGOSTINIANO

 

Ture d'i Orti, oggi Torre Guglielmi prospicente alla ferrovia per la Francia, appena fuori stazione