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 Prefazione

 

      Nel corso del 2018, al momento di predisporre le cerimonie annuali per onorare il 25 aprile per la Resistenza e il 4 novembre per ricordare il Centenario della Grande Guerra, sono stato incaricato dall’Amministrazione Comunale di verificare lo stato di conservazione dei monumenti a cui fare riferimento.

      Non disponendo di un elenco completo, decisi di predisporre a nome del Gruppo Alpini di Ventimiglia, di cui sono il presidente onorario, una ricerca al fine di censire tutti i monumenti nel Comune di Ventimiglia e verificare se necessitavano di interventi di restauro. Mi consultai con la dottoressa Silvia Sciandra, in quel momento Vice Sindaco della nostra città, la quale, già a conoscenza del problema, dopo avere ringraziato per l’iniziativa, mi conferì, verbalmente, l’incarico di svolgere questo censimento affiancandomi il consigliere comunale, dr. Diego Ferrari. Iniziò allora una proficua collaborazione tra gli Alpini e l’Amministrazione, per cui, dopo aver individuato i monumenti che più necessitavano di urgenti restauri, in breve tempo, dopo aver provveduto personalmente a restaurare le lapidi dei caduti civili di Nervia, del monumento ai “Martiri delle Foibe” e del Monumento a “Sir Thomas Hanbury», con l’aiuto delle maestranze comunali sotto la guida del Dr. Ferrari si provvedeva a restaurare il Monumento ai Caduti di Piazza della Stazione di Bevera (anche con il contributo del Comitato Locale di Quartiere), e del sito dedicato al “Sacrario dei Caduti” nel cimitero urbano. Per il restauro della lapide dedicata ai marinai della guerra 1914-18, posizionata sulla “Margunaira», ormai “spiaggiata», è stata interessata la direzione del Porto “Cala del Forte” che ha promesso di occuparsene. Per quanto riguarda invece il monumento ai caduti, opera del maestro Elio Lentini, nel cimitero di San Pancrazio non si è potuto intervenire per la mancanza di fondi.

       L'Amministrazione Scullino, che ha provveduto al restauro della lapide dedicata al premio Nobel Salvatore Quasimodo, in via Trossarelli mi ha confermato l’incarico di completare il censimento che nel frattempo è stato ampliato. Oltre ai monumenti ai caduti militari, civili e della Resistenza è stato deciso di censire, fotografare ed illustrare anche tutte le lapidi, i monumenti che ricordano i personaggi illustri, e le opere d’arte, anche di recente acquisizione, presenti nella città e nel territorio comunale.

       L’opera di censimento è stata completata con il reperimento di oltre un centinaio di testimonianze, siano esse di marmo, di bronzo o di legno, molte delle quali necessitano di restauri.

                                                            L’Autore

 

 

 

IL QUADERNO DELLA MEMORIA

 

I MONUMENTI NEL COMUNE DI VENTIMIGLIA

 

      Conoscere Ventimiglia nei suoi più diversi aspetti. Conoscerla, ripercorrendone il passato per capirne il presente. Ecco il significato di questo quaderno, impegno personale del sergente Dario Canavese, presidente onorario del Gruppo Alpini di Ventimiglia “Ten. Beppe Cumina”, risultato di un appassionante e impegnativo lavoro di ricerca dei monumenti e lapidi in città e nelle frazioni, in parte dimenticati, spesso in attesa di urgenti restauri.

       Rappresentano un modo per fissare la storia, sono preziosi documenti che pur sfuggendo all’occhio sotto ossidi e polveri, sono tuttavia significativi per decifrare i messaggi della storia. Rileggerli è un modo per ripercorrere la vita della città, attraverso gli eventi tragici che hanno segnato la storia del nostro Paese, e le vicende, scritte sulle lapidi, di tanti nostri illustri concittadini che hanno fatto la storia di Ventimiglia.

        Nomi e fatti che dall’alto di questi monumenti guardano al frenetico andare degli uomini di oggi. Le nostre città non hanno perso l’abitudine alle “lapidi”; ogni tanto se ne scopre ancora qualcuna, ma il più delle volte sono memorie di fatti tragici. Non possiamo così liberarci della sensazione che attraverso di esse consegneremo alla storia l’immagine violenta della vita di oggi, a fronte di un passato che si proponeva attraverso immagini un po’ auliche, qualche volta poetiche o quotidiane, quasi che le città non siano più in grado o non abbiano più il tempo per fermarsi a riflettere anche sugli avvenimenti lieti o sugli uomini illustri che ne scandiscono la vita civile, politica o culturale.

        Dunque, i monumenti come memoria che, a volte, esige di essere fermata in modo rassicurante e struggente con una lapide su cui si scrive un nome, una data, si ricordano dei fatti, si ricorda una vita non trascorsa invano.

      Questo testo è un modo anche per ritrovare qualcosa del nostro passato nelle abitudini, nei fatti di vita quotidiana, nelle cose importanti per il cittadino comune. Una riflessione sul particolare, tanto preziosa in questo nostro secolo attento solo all’esteriorità e alle generalità.

 

                Aprile 2020                                                  Dario Canavese