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 Data: giovedì 22 aprile 2004

 

SE VE’ A CORSEGA

                                                              Luigino Maccario  - Pubblicato su LA VOCE INTEMELIA del marzo 1988

    Come in tutte le mattinate susseguenti a una giornata di forte levante, anche nelle limpide e terse sere di gennaio e febbraio, i solitamente infuocati tramonti, del ponente ligure, hanno l’aggiunta prerogativa di poter far assistere ad un effetto ottico di eccezionale risalto.

    I raggi inclinati del sole fanno apparire, all’orizzonte, il profilo defilato della Corsica, che pare talmente vicina da poter essere inclusa tra le mete ambite da un abile rematore.

    Presunti esperti in scienze geografiche e matematiche ci avvertono che la visione è frutto di un effetto ottico, come dicevamo, tendente ad avvicinare per rifrazione il soggetto visivo. Un po’ come i miraggi della Fata Morgana, nel deserto.

    Infatti, proclamano, dal livello del mare, la curvatura della crosta terrestre dovrebbe nascondere alla nostra vista, la quasi totalità dei profili montuosi (1389 - 2707) a 180 Km. di distanza.

    In effetti, al livello del mare, l’orizzonte naturale è considerato poter raggiungere visivamente 30 Km circa. All’altitudine di 100 metri 35.7 Km.; a 1000 metri diventano 113 Km.

    Quindi i 180 Km. che ci separano dalla Corsica dovrebbero precluderci, a livello del mare, la visuale fino a 2500 metri di altitudine o viceversa dovremmo essere a 1300 metri d’altitudine per intuire all’orizzonte, soltanto le altezze superiori a questo valore.

     Si parla però di un orizzonte razionale o geocentrico che considera la possibile differenza sull’orizzonte matematico ed aumenta sensibilmente le misure visive naturali.

    Agli esperti vorremmo credere, ma ci fa comunque piacere, continuare a conservare, così come ci è stata tramandata da lontanissime generazioni di ventimigliesi, l’eccezionale e pur comune visione della Corsica, come un qualcosa che lega il Ponente ligure e Ventimiglia in particolare, a questa diafana terra d’oltremare.*

    Vorrei invece fare delle considerazioni sulla generalità del fenomeno, basando il discorso sul bel documento fotografico, prodotto da Enrico Collini, che dal balcone di casa, in Seglia, è testimone continuo di questi piacevoli eventi, solitamente invernali.

    Infatti sono invernali le giornate caratterizzate da atmosfera limpida e secca, frutto delle efficaci spazzolate, che il vento di levante sa portare a compimento pei nostri cieli. In quelle giornate, la Corsica risulta visibile, magari, dall’alba al tramonto e qualche volta, la luna piena di febbraio ce ne consegna il cupo profilo emergente da un mare eccezionalmente luminoso.

    Dovrebbe trattarsi delle alture che vanno da Punta Scandola al Golfo di San Fiorenzo, con l’altipiano del Niolo, Capo di Vegno (1389) e Paglia Orba (2527), il massiccio Monte Cinto (2707) e Monte Padro (2393).

    Punta di Revellata ci nasconde Calvi e Calenzana, mentre sulla destra dovremmo poter intuire Nonza, sul mare e Oletta in altura.

È eccezionale la visione ravvicinata di appendici al profilo dell’isola tirrenica, ma sono molti i ventimigliesi (ed io tra quelli) che assicurano di aver visto, purtroppo senza aver potuto documentare, una Corsica nella quale si distinguevano le macchie nevose sulle alture ed anche qualche particolare foschia nelle più segnate vallate.

    In quelle occasioni si aggiungono a sinistra del profilo, una ed a volte due nuove sagome, brevissime d’orizzonte, che risulterebbero appartenere alle minori altitudini di Capo Corso, con la cima più alta del Brando (1305) e forse all’isola dell’arcipelago toscano Capraia (447).

    Del resto, qualcuno giura che in particolari condizioni, in altura, dal Grammondo è possibile scorgere il profilo delle Apuane (1946 - 2017 - 2165), oltre la Versiglia e sinceramente ci crediamo.

    Se volgiamo il nostro sguardo a Ponente, sempre da livello del mare e seguiamo la costa francese, i profili sempre meno visibili, sempre più offuscati ed irreali, ci elencano tutta la serie dei capi e dei golfi fino a Cap Camarat e le Isole d’Hyères, per Km. 150 circa.

    I 150 Km. delle Hyères non valgono dunque i 180 Km. delle alture corse ? L’orizzonte non piega anche verso Ponente ? Oppure anche le Hyères sono un effetto ottico, anche se sono notevolmente più basse ?

    L’argomento è apertissimo. Oseremmo affermare che siamo convinti di avere una ineffabile realtà davanti. Un’ineffabile realtà corsa, che potrà avvalersi di apparire più o meno visibile in giornate e condizioni particolari e dar luogo a tutta la dialettica fantasiosa che si accomuna a questo annoso e vivace argomento e ci piace considerarla così.

(*) Perché Ventimiglia in particolare ? Provate a scorrere il lavoro di Fausto Amalberti - STORIA DI VENTIMIGLIA LA NUOVA - La ricostruzione di Portovecchio dell’anno 1578 - edito dalla C.d.V. nel 1985.

 

        In giornate particolarmente limpide è possibile vedere la Corsica dalla costa ligure. Se se guarda da un'altura, qualche volta si può vedere, oltre alla Corsica, la Capraia, la Gorgona e la parte più alta dell'Elba, il monte Capanne. Non è facile senza un teleobiettivo fare delle fotografie, scattando con una fotocamera normale appena dopo il tramonto ...

    Con il binocolo, quando la Corsica fosse ancora illuminata dal sole, si vedrebbero molto bene le cime delle montagne coperte di neve.