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U LANBARDÀN

 

           Fino a non moltissimi anni fa, a Dolceacqua, esisteva un personaggio caratteristico chiamato Lanbardàn. Era costui considerato una persona importante nel paese per la funzione che svolgeva: doveva far rispettare l’ordine all’interno della chiesa, durante le funzioni religiose, e fuori durante le cerimonie sacre in occasione di feste o particolari solennità.

           Uno degli ultimi Lanbardàn di Dolceacqua fu Pietro Vigarello detto u Muràssu; ed è proprio da una sua fotografia in abito da cerimonia che si riesce a capire il significato di questa specie di guardia svizzera locale. Vestito come un carabiniere in alta uniforme: cappello piumato, redingote con alamari sul braccio e guanti bianchi, u Muràssu impugnava con la mano destra una alabarda, decorata con una croce.

            Era quest’arma, usata in modo pacifico ma autorevole, che veniva battuta sul pavimento per richiamare i fedeli disattenti o quelli che parlottavano durante le funzioni sacre, a far guadagnare l’appellativo di Lanbardàn a chi la usava.

            Questo personaggio esisteva in altri paesi della Val Nervia, ad esempio a Pigna veniva chiamato u bedò. Il quale oltre a controllare che le feste religiose fossero seguite con attenzione aveva anche il compito di accendere e spegnere i lampioni sotto la loggia della piazza vecchia e di aprire le porte di accesso al borgo fortificato. Il compenso per queste incombenze era pagato con il privilegio alla pulitura ed al relativo recupero dello sterco nel carrugiu di via Fossarei, la strada principale di collegamento con la Val Roia e la Francia.

             Il fatto che oggi può sembrare stravagante non lo era per i tempi passati in cui la pulizia delle strade del paese e il recupero dello stallatico lasciato dal transito degli armenti rappresentava una fonte di reddito in una comunità rurale. Basti pensare che molti comuni di queste valli appaltavano la pulizia dei carrugi con un’asta pubblica, che veniva vinta dai maggiori offerenti.

                                                                                                    Raccolta da Giannino Orengo

 

 

  Da non confondere Lanbardan: alabardiere, sovrintendente all’applicazione dei fedeli durante le cerimonie religiose, con la parola Lambardan, che nel dialetto genovese assume il significato denigratorio di: lasagnone, uomo tardo, individuo poco tagliato a fare qualsiasi cosa.

 

 Sorelle D'Epinois - DOLCEACQUA il borgo - 1853

acquarello I.I.S.L.