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USANZE  POPOLARI

A VENTIMIGLIA

    Usi e ritualità di popolo, magari provengono dalla più profonda antichità, anche se a volte hanno modificato aspetto, tanto che non tutti i continuatori partecipanti sono a conoscenza dell’impulso iniziale, l’esigenza che ha suggerito di impiantare il rito.

 

RITUALITà  PER  L’ASSUNTA

    Nel Medioevo ventimigliese primeggiavano i riti per la celebrazione dell’Assunta, feste popolari che giungevano dalla più profonda antichità. Da storico affidabile, Girolamo Rossi ci riporta tutti i documenti che gli sono pervenuti sull’argomento, riuscendo a fornirci un quadro assai esaustivo di questa incarnata tradizione, che nel XVII secolo è stata inesorabilmente sopita, abbandonando il Ferragosto di Augusto a vantaggio di una nuova festività da svolgersi circa due settimane più tardi.

 

da “STORIA DELLA CITTà DI VENTIMIGLIA

Girolamo Rossi  - 1886

VI  -  IL COMUNE   Parte II  - 8

….. E la ragione della florentezza del commercio nella Liguria, pare sia stata con verità additata dall’illustre Paruta, là dove dice: «I Napoletani e i Lombardi niuna cosa stimano più contrario alla nobiltà, che il fare alcun esercizio mercantile, dal quale dicono doversi gli uomini nobili astenere, come di cosa che possa macchiare la candidezza della nobiltà. All’incontro i Veneziani, i Fiorentini ed i Genovesi indifferentemente esercitano la mercatanzia in modo, che i più nobili fra loro sono per lo più i mercanti di maggiori faccende. E per rispetto a Ventimiglia questo fu tanto vero che non solo le primarie famiglie, ma come vedremo ben presto, alcuni dei Conti stessi teneano banco aperto in varie città della Liguria.

    Quanta dovesse essere perciò la ricchezza di non poche famiglie ed il benessere generale d’ogni ordine di cittadini, appariva in modo particolare nella festa più grande dell’anno, che ricorreva ai 15 di agosto, dedicata a Nostra Signora Assunta: festa già della federazione latina, che cominciava in Roma il 13 di agosto presso il tempio di Diana sull’Aventino, e a Ventimiglia lo stesso giorno presso il tempio di Giunone. Allorché il Cristianesimo si fece trionfante nella città nostra, si mutò il nome della divinità pagana in quello della Vergine Madre di Cristo: ma la solennità civile, che consisteva in celebrar feste popolari con simulacri di battaglie, alla presenza della magistratura, ed in una fiera che durava tre giorni, fu religiosamente mantenuta. Cominciava la sera del 13 a suonare per un’ora la campana maggiore della Cattedrale: e questo faceasi per invitare i rettori delle chiese, comprese nel territorio del Comune, a recarsi coi fedeli alla festa , che andava a incominciare, e associarsi quindi alla solenne processione, in cui al clero secolare e regolare preceduto dal vescovo, alle autorità civili e militari aventi a capo il podestà, pigliavano parte tutti i parafici o maestranze colle loro insegne. - Un fatto notevole attirava in copia i forestieri, ed era il poter assistere la vigilia della festa, allo scolo di un’acqua miracolosa, farmaco a molte infermità, che scaturiva da una stella in pietra, scolpita sul pilastro sinistro dell’elegante peristilio, che da il principale ingresso alla Cattedrale.

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19) Quantunque le feste e la fiera sieno state da più secoli abbandonate, ciò nullameno non è mai stato smesso l’uso di suonar la storica campana; e nell’Ordo dioecesanus al 13 agosto si legge: Hodie sero post vesp. pulsantur per horæ unius spatium campanæ cathed. Eccles. juxta antiqiiissimum ritum. Trovo nel Pitré (Nuove effemeridi siciliane, Palermo, Pedone Lauriel 1881, pag. 133): la festa di mezz’agosto della Madonna dell’Assunta durava tre giorni cominciando dal 14 agosto e in tutti i tre giorni vi erano spettacoli clamorosi; si correvano palii, si liberavano schiavi e v’era la processione delle maestranze.

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    A queste notizie della città e diocesi nostra, non credo estranea quella che trovo segnata all’anno 1497, e che riproduco testualmente da un antico manoscritto:«In quest’anno pure mancò l’acqua miracolosa, che da una stella di pietra posta nella porta della cattedrale usciva, per virtù di cui guarivano molti di varie infermità nella vigilia dell’Assunta, ove veniva: e concorreva gran gente per esservi una fiera grossa. Avvenne che un giovane cittadino, la cui famiglia non mi par lecito nominare, con ardire baciò sopra la detta porta una giovane, e in un subito mancò quest’acqua; fu per questo subito bandito».41  La stella esiste tuttora, come sono patenti gli strati minerali, rimasti aderenti alla pietra dal liquido che ivi scaturiva.  - Perché questa stella ?  Da dove proveniva quest’acqua ?  Credo, rispondo io, provenisse da uno di quei putei che si trovavano nelle primitive chiese cristiane della Gallia, cujus aquas (scrive il Ducange) aegrutantibus vice medicinae erant.42

 

41) Breve compendio di Ventimiglia, manos. del secolo XVII posseduto dall’autore,

42) DUCANGE - Glossarium medice et infimae latinitatis - Questi putei o puteali erano in tanta venerazione presso i Franchi, ut eorum aquae Boires-Dieu appellarentur.