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ad ARCHIVIO DI STATO

ancora aperto nei locali

di Via T. Hanbury 12

 

          Il lavoro di ricerca condotto da Andreina ha potuto aver luogo fino a quando, con la scusa della pandemia, anche la Sezione di Ventimiglia, come le altre periferiche della così detta Provincia, non hanno chiuso l’attività, per far si che i materiali che contenevano vengano trasferiti e accentrati ad Imperia.

          I nostri governanti risparmieranno così di dover organizzare l’assunzione e la retribuzione di molti addetti alla custodia dei reperti, nei luoghi dove i reperti si sono formati; ammucchiando il tutto in ingestibili magazzini da allestire in quello che era il capoluogo.

          Per i ricercatori si tratterà di affrontare un inopportuno trasferimento, per chiedere a uno sparuto nucleo di archivisti di ricercare tra un corposo ammasso di materiali d’archivio, magari disordinatamente catalogati.

          Ventimiglia e la Zona Intemelia si sono visti sottrarre la gentilezza e la preparazione degli archivisti locali, i quali non mancavano di produrre le pubblicazioni di documenti specifici, ritrovati durante le ricerche attivate dal compito assegnatogli.

          Non finiremo mai di biasimare i nostri governanti per aver assunto questa irrazionale e impopolare decisione.

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            Nel pubblicare il prezioso lavoro di Andreina Muratore “Fogli d’Archivio” - Ventimiglia dal 1900 al 1918” una ricerca dettagliatissima, anche nella documentazione iconografica, dei verbali del Comune di Ventimiglia negli anni 1900-1918, custoditi presso 1’Archivio di Stato della Città, ci è parso fare cosa gradita e utile per il lettore postillare in calce ad ogni anno alcune notizie tratte dal volume “Cronaca Ventimigliese 1850-1914”, edito da Alzani e Cumpagnia d’i Ventemigliusi e stampato nel 1989. L’opera riportava appunti inediti dello storico Girolamo Rossi, collazionati dal pronipote Leone Gasparini e annotati da Emilio Azaretti. Si consente così al lettore di avere un panorama veramente molto ampio della vita della Città in questo periodo storico di così grande sviluppo urbanistico, civile ed economico.

                                                                                       L’Editore

 

 INTRODUZIONE

          Negli anni che hanno preceduto lo scoppio della prima guerra mondiale, l’Europa ha vissuto una fase di grandi contraddizioni: sono stati anni di sviluppo economico, ma anche di forti tensioni internazionali e conflittualità sociale; da un lato dunque un periodo di progresso scientifico, tecnologico e di spensieratezza, la Belle Epoque, e dall’altro un periodo dominato dal nazionalismo e da una spietata logica di supremazia, inevitabili premesse alla Grande Guerra. Quando ho iniziato le mie ricerche all’Archivio di Stato di Ventimiglia, avevo intenzione di ricostruire il più possibile la “quotidianità” dei Ventimigliesi tra il 1900 e il 1918, periodo particolarmente affascinante proprio per le sue contraddizioni. Opportunamente indirizzata dai disponibili e competenti responsabili dell’Archivio, ho iniziato il mio “viaggio nel tempo”, consultando fascicoli, faldoni, cartelle, per poi concentrarmi sulle sedute di Giunta e di Consiglio del Comune. Da quei registri polverosi sono emerse curiosità, personaggi, piccole storie che contribuivano a fare la storia della città, visioni della società di allora, “spaccati” di vita quotidiana, discorsi per noi retorici ed enfatici, ma che esprimevano con passione il modo di sentire di quel tempo. Nel 1900 Ventimiglia aveva già da un bel po’ “attraversato” il fiume Roja, espandendosi sempre di più. Si costruivano case, palazzi, nuove vie e si prolungavano quelle già esistenti, si tracciavano nuove strade per collegare la città con le numerose frazioni, si migliorava la linea tramviaria, sorgeva il “Politeama Sociale” per favorire il decoro e le attrazioni della città “e si procedeva” all’esecuzione e riempimento dell’area destinata ai giardini pubblici, come luogo di ricreazione poiché è giardino di tutti”. Ventimiglia viveva la sua Belle Epoque, oltre che per i vari luoghi di ritrovo e di svago, promuovendo la nascita, nel 1902, del Corpo di Musica Municipale, nel 1910 con l’apertura di una sede del Comitato della prestigiosa Società Nazionale Dante Alighieri e contribuendo, con altri comuni della Riviera, a rendere possibile l’esecuzione dei grandiosi pannelli dipinti da Cézanne, nel Padiglione reale all’Esposizione di Bruxelles. Al Politeama Sociale echeggiavano, per un numeroso pubblico, le note della Traviata o del Trovatore e si organizzavano feste da ballo, anche a scopo di beneficenza. Nel 1911, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, una rappresentanza del Comune, interveniva alle feste che si tenevano a Roma e concorreva alla spesa per l’erezione del Padiglione ligure. Insomma, la città aveva voglia di partecipare agli avvenimenti nazionali ed europei e di essere solidale e generosa con chi ne aveva bisogno. Poi arrivarono gli anni della guerra, Ventimiglia ne viveva anche le conseguenze economiche, dovute sia alla crisi “dell’industria dei fiori” che alla mancanza di turismo. Si stabiliva un calmiere sui vari generi alimentari, si sostituivano i chiamati alle armi con personale per lo più femminile, dilagava la terribile influenza “spagnola”. La città celebrava i suoi eroi e quelli nazionali, intitolando la piazza della stazione a Cesare Battisti e la passeggiata a mare a Guglielmo Oberdan. Con la fine della grande guerra si è concluso anche il mio “viaggio nel tempo”. Le pietre restano, come un palcoscenico su cui si avvicendano le generazioni, recitano la loro parte e poi escono di scena per far posto ad altri attori e ad altri copioni. Ventimiglia è una città dove tutte le epoche storiche si sono date appuntamento, una città che custodisce la sua storia a cielo aperto e nei suoi musei, nei suoi archivi, nelle biblioteche, una storia che vale sempre la pena di raccontare, da qualsiasi parte si guardi, di qua o di là dal fiume.

              L’Autrice

 

  ANDREINA (ADRIA) MURATORE, è nata nel 1955 e da sempre Ventimiglia è la sua città. Appassionata di storia, ha dedicato molto tempo alle ricerche d’archivio, in particolare all’Archivio di Stato di Ventimiglia, inesauribile fonte di studio ed origine di questa pubblicazione.