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PAGINE DI MEMORIA CITTADINA

VINTAGE VENTIMIGLIA SPORT

 

    Anche l’attività sportiva è un importante segnale, nella civiltà d’una comunità. Ad Ottocento inoltrato, Ventimiglia aderiva al settore con vivacità, fondando numerose Società, che nel tempo si sono anche decisamente affermate; alcune hanno goduto di una parabola felice, pur scomparendo nel tempo. In città, oggi operano una trentina di club sportivi, alcuni molto attivi e agonisticamente efficaci, dei quali a volte non si conosce abbastanza del loro percorso creativo.

 

FINE OTTOCENTO

 

    Negli ultimi decenni dell’Ottocento, il costante contatto con la comunità internazionale residente in Riviera, ha stimolato nei ventimigliesi l’adesione all’attività sportiva agonistica; come avveniva in buona parte d’Europa.

    Alcuni volonterosi cittadini fondarono “LA PALINGENESI”, Società ginnica che svolgeva però, anche alcuni sport anglosassoni.

    L’attività agonistica aveva contatti con le numerose società nate il tutta la Liguria in quel periodo.

 

 

DAL 1947

FONDAZIONE DEL

TENNIS CLUB VENTIMIGLIA

di Alfonso Giansoldati - 1976

 

    Dai “primordi”‘, una espressione che può, in chiave moderna, sintetizzare l’azzardo e l’avventura dei soci fondatori, ai primi e fervidi anni di vita, il Tennis Ventimiglia ha svolto una attività di rilievo, inversamente proporzionale alle strutture di cui disponeva.

    Attività intensa e tale da richiamare l’attenzione di Umberto Mezzanotte, direttore della rivista specializzata “Il tennis italiano” e unanimemente considerato, a quei tempi, un padreterno. Infatti, sull’unico court di via Chiappori si disputavano esibizioni, incontri e tornei addirittura a carattere internazionale, tanto da provocare gli strali della FIT che non autorizzava, ovviamente a termini di regolamento, manifestazioni in sedi con impianti non dotati di almeno tre campi.

    Eppure, barando con l’asso nella manica dell’entusiasmo, ciò si registrava, coinvolgendo in una atmosfera non epidermica, ma sana e dilagante di euforia sportiva personaggi come Goffredo Maccario, Pietro Guglielmi ed Ettore Laura.

    Molti ricorderanno il campione austriaco Redi (ex di coppa Davis), reduce di guerra e mutilato, ma talmente bravo con il solo braccio che gli restava da affascinare il pubblico, già allora attento e partecipe.

    Ricorderanno Prouse (poi docente all’università milanese del Sacro Cuore) con lo spettacolare e imprevedibile rovescio alla Beppe Merlo, i fratelli Michele e Gigi Pirro, in quegli anni primattori non soltanto in provincia, il più anziano addirittura pluricampione nazionale di doppio e di doppio misto; la gentile Angela Fissare, Barba, Altini; e Billour: un portamento chic in bilico tra Von Cramm e Asboth. Eppoi le “soubrettes” Yvette Driussi e Rosanna Braida; nonostante le affermazioni in coppa Lambertenghi, e quindi non sprovvedute e di rango, meritavano “l’affiche” soprattutto per la loro avvenenza.

    Ed ancora: i nostri simpaticissimi vicini di casa, i transalpini Pasquier, Ruzic, Viviani, l’inossidabile veterano Cornerò, Ballerei, Borfiga, Borderò, D’Adhemar, Vanderpol, quest’ultimo coccolato dalle ragazzine in occasione di una semifinale del campionato monegasco e svoltasi in “trasferta”, ma con etichetta ufficiale, appunto sul terreno di via Chiappori. Infine, gli indocinesi dai nomi simili a geroglifici, ma bravissimi e di spontanea cordialità.

    Le racchette intemelie non hanno eccessivamente brillato, inizialmente, nell’arengo tennistico, pur riportando affermazioni di prestigio contro team di riconosciuto “pedigree” come Bordighera, Mentone, Imperia, Finalmarina. Relativo smalto, certo, ma dai chiaroscuri agonistici di via Chiappori si è aperto lo spiraglio che ha consentito, in senso promozionale, la costruzione dei campi delle Logge e, in seguito, quelli sociali di Peglia. Quindi un seme o, meglio, una pietra miliare.

    Sul fronte interno si digeriva con qualche approssimazione la lezione saltuaria e bonaria del maestro Amalberti. Si cimentavano, con una padronanza non proprio ortodossa dei cosiddetti fondamentali, personaggi che oggi, però, vanno “rivisitati” come catalizzatori e protagonisti di una epopea: Elio Gastaldo, Arbea, Salvatico, Bordi, Mario e Luciano D’Amico, Scotto, Raimondo, Procelli, Angelo ed Andrea Maccario, Romano e Vittorio Maccario, Trivellato, Randelli, Martinoia, Losco, Ramerò, Cabri, Pastello, Martino, Giorgi, Raneri, Piombo, Fiorenzo e Roberto Squarciafìchi, Fiorenzo Viale, Vetrone, Bosoni, R. Gugliemi, Giordano, Lumachelli, De Paoli, De Donatis, Morene, Acquarone, Cottalorda, Pillon, Frontoni, Moraglia, Gibelli, Giansoldati, Nini Civallero, Silvana Sangiacomo, Collini, Massa, Masotti e Scullino; è di rigore chiedere venia per quanti non ricordati.

    Fra tutti avrebbe potuto emergere come talento naturale Agostino Ballestra. La continuazione della “puntata” è affidata alle generazioni non inquadrate dal nostro obiettivo. Pur godendo di una migliore impostazione tecnica e incasellando risultati di più consistente caratura, le leve con meno anni non possono e non devono dimenticare lo scomparso campo di via Chiappori, spesso arido spelacchiato a causa degli umori marini, talvolta strapazzato dal vento e con squallidi e precari spogliatoi.

    Un court, visto con l’ottica attuale, animato da patetici personaggi di una irripetibile galleria e sul quale si succedeva “la dinastia dei gallinacei” - battezzati così, in senso goliardico per via della recinzione della rete, i vari Rotondo, Nesti, Marvaldi, Cioli, Bianchi, Salamito e Anfossi cioè i solerti custodi di una disciplina sportiva considerata all’epoca, almeno nella zona, uno snobismo inerte e stucchevole da perdigiorno e figli di papa.

    Per i benpensanti quei pionieri erano degli sfaccendati ma, adesso, tirate le somme, è d’obbligo “le chapeau”.

 

 

1967

Festeggiati i vent’anni del

Tennis  Club  Ventimiglia

 

      Con una agape fraterna servita nel ristorante San Carlo, i soci del Tennis Club Ventimigliese hanno celebrato domenica il Ventennale di fondazione del fiorente sodalizio sportivo delta città di frontiera.

      Oltre a numerosi iscritti con alla testa il Presidente dott. rag. Fiorenzo Squarciafichi, hanno partecipato al festoso simposio il cav. Albino Ballestra, (presidente della locale Azienda di Soggiorno, e la sua gentile Signora, il dott. Peroni di Imperia presidente del Comitato Provinciale della F.I.T., il cav. Ugo Romagnone, Commissario della Gioventù Italiana, e le vecchie glorie dott. Mario D’Amico, Arsiero Procelli. Accompagnato dalla sua gentile signora e dal padre. Alfonso Giansoldati il quale ha ricordato i momenti salienti che hanno dato lustro al Tennis Club. Erano pure presenti, fra i tennisti più in vista, Paola Lorenzi, brillantissima segretaria, Roberto Squarciafichi, Agostino Ballestra, Ninetto De Donatis, Bonsignore, Sergio Massa, Sarah Cascino, Gabriele Lippolis, Elio Gastalo, Roberto Anfossi, Gianni Masotti ed Eraldo Prantoni. Al levar delle mense il Presidente Squarcifichi rievocando i venti anni di vita del sodalizio (ha posto in particolare rilievo il problema della costruzione di nuovi campi da gioco, di cui è sempre più vivamente sentito il bisogno nella popolosa città di frontiera. Sull’argomento il dott. Squarciafichi, che è stato calorosamente applaudito, ha informato sulle promesse fatte dal sindaco cav. uff. Giuseppe Zanelli e dall’assessore allo sport geom. Enzo Munaro riguardo il progetto per la realizzazione di un nuovo complesso sportivo tennistico.

      L’attuale situazione del Tennis Club ospitato nel complesso della palestra della Gioventù Italiana proprietaria del campo, è stata puntualizzata dal cav. Ugo Romagnone il quale, dimostrando ancora una volta la sua sensibilità, ha assicurato il suo interessamento per le legittime necessità degli sportivi della racchetta.

      La serie dei discorsi, è stata chiusa dal dott. Mario D’Amico che auspicava la costruzione di nuovi campi per far fronte alle richieste dei turisti, essendo lui Presidente dell’Associazione Albergatori.

      Si è proceduto successivamente alla premiazione del torneo sociale di singolo, conclusosi con la vittoria di Agostino Ballestra, il quale si è aggiudicato la Coppa Azienda di Soggiorno. Al secondo posto si è classificato Adriano Fadda, Coppa del Comune. A Roberto Squarciafichi ed a Sergio Massa, rispettivamente 3° e 4° classificati, medaglia d’Oro. Agli altri quattro che seguono in classifica: Luigi Piombo, Gabriele Lippolis, Ugo Jachino e Ninetto De Donatis, medaglie d’Argento.

 

         Agostino Ballestra premiato da Albino Ballestra                                       Luigi Piombo, raffinato talento

 

 

ANNI SETTANTA

 

CAMPETTO FOCE ROIA

 

 

  

        Negli Anni Settanta, la Società di calcio Intemelia ottenne di poter livellare l’ampio deposito di ghiaia creatosi nel tempo sulla riva sinistra della Roia, sottostante il Lungoroia G. Rossi, proprio davanti ai Giardinetti. Riuscì a farsi portare molto terriccio che stese sulla ghiaia, ottenendo un rispettabile terreno dove giocare a calcio, in notturna. Dal lato Giardini il pubblico si appoggiava alle ringhiere della passeggiata; mentre i giovani sedevano a terra con le gambe penzoloni. Negli altri tre lati erano state montate le verdi tribune "Bosio", veterane della inattiva Battadlia dei Fiori. Lo scopo fu quello di indire una lunga serie di Tornei Estivi per squadre di “bar” e di quartiere, che animarono le sere d’estate dei ventimigliesi per almeno un decennio.

      Anche di giorno, su quel terreno presero vita un’infinità di manifestazioni, ma il fascino della notturna ampiamente illuminata era impareggiabile, come mostra la foto della suggestiva vista dal “Cavu”. Per dare sufficiente energia elettrica all’impianto di illuminazione, il bravo Mario Zunino teneva “fermi” tutti gli ascensori della zona adiacente al campo di gioco.

 

 

1971

 

SPORT CLUB VENTIMIGLIA

 

LA  SQUADRA  DI  BASEBALL

 

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 1978

 

SOFTBALL FEMMINILE

 

 

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AIKIDO

1970