Ancöi l'è
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

La diga delle Mesce in secca estiva

 

LE CENTRALI

IDROELETTRICHE

DI VAL ROIA

    Dal 1914, in Val Roia, ha preso forma un sistema di centrali idroelettriche a caduta che era da considerarsi uno tra i più importanti d’Italia. Sfruttando le acque raccolte nell’ampio bacino delle Mesce, la sola centrale di San Dalmazzo produceva 140 milioni di KW l’anno, mentre l’intero sistema, dalle Mesce a Bevera, è arrivato a fornire il 42,6 % dell’energia alla Liguria, nel 1946, quando per le centrali di San Dalmazzo, Paganin e Piena ebbe inizio lo sfruttamento da parte della Francia.

    La produzione di queste centrali andava ad alimentare le principali ferrovie in Liguria ed in Piemonte, oltre alla stessa Cuneo-Ventimiglia. Ma alimentava anche le principali industrie dell’Italia nord-occidentale, tra cui i complessi siderurgici di Genova e Saronno, i cantieri navali de La Spezia e gli stabilimenti chimici di Montecatini.

    L’acqua trattenuta da varie dighe in Valle delle Meraviglie, dopo aver alimentato una piccola centrale di servizio, viene convogliata nell’ampio bacino artificiale delle Mesce, da dove con una caduta di 713 metri tiene in movimento le turbine a San Dalmazzo di Tenda.

    L’acqua che fuoriesce da quel complesso viene convogliata fino alla Costa di Paganin, dove opera una seconda centrale, dopo una caduta di 115 metri. Dopo Paganin le acque vengono regolate dalla diga di Breglio, che le canalizza verso la centrale di Piena, con un salto di circa novanta metri.

    Dopo Piena, altre canalizzazioni prelevano l’acqua e la conducono verso la centrale di Airole, con un salto di centro metri circa. Un’ulteriore diga regola le acque uscite da Airole e le guida verso la centrale di Bevera, con un salto di 104 metri.

    La centrale di Piena è stata fatta saltare dalle truppe tedesche, in ritirata, nel maggio del 1945, poi è andata a far parte del patrimonio idroelettrico francese. La regolazione internazionale delle acque del Roia ha permesso all’Italia di conservare in efficienza le centrali di Airole e Bevera, per una produzione minima provinciale.

 

San Dalmazzo di tenda

 

  INTEGREAZIONE  INVIATA  DA

  Jean-Marc Tagliaferri

Dopo Paganin le acque vengono regolate dalla diga di Breglio, che le canalizza verso la centrale di Piena, con un salto di circa novanta metri. Dopo Piena, altre canalizzazioni prelevano l’acqua e la conducono verso la centrale di Airole, con un salto di centro metri circa. Un’ulteriore diga regola le acque uscite da Airole e le guida verso la centrale di Bevera, con un salto di 104 metri.

1°) a valle della centrale di Paganin (si vede la presa sulla foto) a quota 523, c'è une galleria, in riva sinistra del Roia, dove l'acqua va alla centrale di Fontan costrutta nel 1912-1914 da "Energie Electrique du Littoral Méditerranéen", che era la società elettrica francese più grande, avendo impianti in tutta l'attuale regione PACA e nazionalizzata nel 1946 per la creazione di EDF). Questa centrale a un salto utile lordo di 102m (per 108m di dislivello totale) e un flusso massimo di 10,3 m3/s (meno di Paganin che può rilasciare 12m3/s.

2°) Dopo il Roia scende per 135 metri di dislivello fino al lago di Breglio (quota 280m). La centrale che si trova a Piena si chiama per EDF "centrale de Breil". Il salto utile lordo e di 69 metri (e non novanta!). Il lago di Breglio non regola quasi niente perché EDF deve mantenere il livello costante! (benché abbiano ricostruito tra 2012 et 2015 la diga invece di scegliere un posto più a valle vicino all’acquedotto, con più di volume utile, e di avere rifatto la strada in galleria lungo quella del treno.

3°) Sotto alla quota 211,4 benché in territorio francese l'acqua, tra la diga di Piena va nella galleria fin dalla centrale di Airole

Caratteristiche tecniche della Centrale di Airole

Salto utile lordo 110.3 m

Producibilità media annua 48 GWh

Potenza efficiente 8.8 MW

A valle c'è la centrale di Bevera che prende l'acqua alla diga di Airole alla quota 89,1

Caratteristiche tecniche della centrale di Bevera

Salto utile lordo 52.9 m

Producibilità media annua 26 GWh

Potenza efficiente 5.1 MW

 

L'acqua è dopo rilasciata nel Roia alla quota circa 31 m slm perché deve alimentare la falda dove Ventimiglia, Mentone et Monaco prendono la loro acqua potabile tra i pozzi a monte del viadotto sul Roia cha dà accesso all'autostrada e a Bevera.

Troverete qui altri dati per le centrali EDF Alta Roia ha avuto almeno quattro altri piccole centrali idroelettriche:

a)      una per la costruzione del traforo stradale del col di Tenda

b)      una a Tenda dove c'era un mulino all’entrata di Tenda

c)      una a Briga al molino di Cianesse

d)    la più potente tra San Dalmazzo e Tenda, quasi 100 metri dopo la strada che va a Briga: era una casetta in riva sinistra del Roia dove si vedevano ancora 50 anni fa due condotte metalliche. La presa si trovava vicino al ponte vecchio, qualche centinaia di metri da dove finisce il tratto di strada che sale deciso, prima dell’imboccatura del Rio Code e della carriera Casini). Il fratello della mia nonna materna ci ha lavorato quando era ventenne, cioè nel 1927.