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TRADIZIONE  e  FOLCLORE

 

        Molinetto

IN

  

VAL BEVERA

         Sospello

 

 

Riti e manifestazioni della profonda tradizione locale

Le fiere di Molinetto, in Alta Val Bevera

La grande Fiera Agricola di Sospello, in Media Val Bevera

 

 

Molinetto, emporio in Alta Bevera

    Nell’antichità, le genti dell’Alta Val Bevera si raccolsero nel luogo di Laménone, oggi scomparso, ma del quale conserva imperitura memoria il venerando Santuario di “La Ménour”. Lungo la draira di collegamento con la Bassa Valle, nel XII secolo, i contadini di quei luoghi fondarono un mulino da cereali, sfruttando la forza della rapida Bevera. Attorno al mulino venne a crearsi il popoloso villaggio, che pur avendo riconosciuta la potestà di Sospello, nel XII secolo, ha sempre mantenuto una solerte attività fieristica zonale, vivace ancor oggi.

    In inverno, a Molinetto, una delle attività di supporto era costituita dalla produzione di ghiaccio naturale, conservato fino all’estate in appositi silos agresti; per essere portato e venduto agli alberghi di Mentone.

     Oggi, a fine agosto, propone tre giorni di festa, tra sagre e concorsi, per onorare il patrono San Bernardo di Clairvaux, oltre alla Fiera agricola del 14 ottobre.

 

 

Rievocazioni in Fiera, a Sospello

       Consegnato dai conti Ventimiglia ai genovesi, fin dal XII secolo, il luogo di Sospello venne da questi ripreso in feudo attivo fin dal secolo successivo,  per essere ceduto a Carlo d’Angiò il 28 marzo 1258, immettendolo così nella sfera degli interessi provenzali, insediatisi col Trattato di Aix, del 1262.

    Nel XIV, aderendo alla parte guelfa, Sospello osteggiava i villaggi ghibellini di Val Nervia, divenendo Capoluogo di Vicaria. Dieci anni più tardi diventava anche Sede della Diocesi scismatica, frazionata da quella ventimigliese. Con la fine di quel secolo, Sospello accolse importanti aziende artigianali, affiliate a mercanti di Avignone e di Prato, come quella posseduta da Francesco di Marco Datini.

    Il 2 agosto 1388, era il Conte Rosso, Amedeo VII, ad acquistare Sospello, che entrava così nell’orbita di Casa Savoia.

La innata vocazione di capoluogo, mantiene il ridente borgo assai legato alle esigenze del territorio, anche se oggi non disdegna la realtà di importante centro turistico.

    A metà settembre, la grande Fiera Agricola è supportata da una festa rievocativa assai impegnata, dove gruppi autoctoni di musicanti,  evocanti in appropriati costumi, ricreano coinvolgenti atmosfere ottocentesche e persino medievali, sulla vocazione agreste del luogo. L’esposizione di animali da cortile e da lavoro, abbinata alla esibizione di consistenti esemplari dell’agricoltura locale, ne qualifica la concreta e duratura esistenza .