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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

giugno 2019

di Graziella Colombini Cortesi

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IL SINDACO CHE VORREI

  

 

      Queste poche righe vogliono essere un piccolo riassunto di impressioni raccolte in giro, non importa in quale paese, frazione o città.

      Penso che, in maniera molto modesta, possano essere utili sia come spunto di riflessione per chi intende dedicarsi al governo della cosa pubblica ad ogni livello, sia per noi elettori che, prima di esercitare il nostro diritto di dare quella cosa preziosa che è una delega a qualcuno per fare i nostri interessi, facciamo magari un'accorta meditazione, come facevamo a catechismo prima della confessione.

      Il sindaco ideale, sia egli uomo o donna, oltre ad essere una persona competente con conoscenza delle dinamiche della città, deve avere buone capacità di ascolto, ma non deve dare ragione a tutti, non deve darla solo ai suoi e sa coinvolgere i cittadini nel dare le risposte che essi chiedono.

      Devo potermi riconoscere in lui/lei. anche se di idee politiche diverse dalle mie, perché è il sindaco di tutti e farà il bene di tutta la cittadinanza.

      La visione strategica della conduzione amministrativa non basta perché la qualità della vita non si misura solo con i bilanci.

      È consapevole e mi rende consapevole che i tempi sono difficili, che lui/lei non è il Mago Merlino, che è inutile promettermi cose roboanti che non sarà in grado di mantenere. È però un tipo all'occhio e sa ricercare con competenza le risorse necessarie che vanno, per esempio, dalla creatività ai fondi europei.

      Non lo vorrei troppo temporeggiatore; dopo aver seriamente concesso tempo al confronto, deve essere in grado di prendere una decisione e portarla soprattutto a termine.

      Sa che non si nasce imparati e, anche se fosse politicamente vergine, deve imparare ad usare cautela per non essere a sua volta usato, o peggio ancora ricattato, da chi è più scaltro e navigato.

    Deve saper vivere nel Palazzo, conoscere i suoi apparati burocratici e stanare le loro lentezze e le loro tendenze auto-conservative.

      Sa esercitare qualcosa che di questi tempi è merce rara: il buon senso. Conosce le proprie debolezze e sa tenere a bada il proprio ego consapevole che non può essere solo un amministratore di condominio.

      Sa fare unione con il territorio. superare campanilismi in vista del bene comune e di un più vasto orizzonte.

      Non è un uomo o una donna solo al comando. Deve saper fare squadra, scegliere bravi assessori e dare deleghe chiare, che permettano loro di portare avanti i loro compiti in autonomia senza sovrapposizioni.

      È molto importante che sappia comunicare con i cittadini, spiegando cosa sta facendo; lo deve fare spesso, anche e soprattutto nei momenti difficili e sarà proprio, gestendo la comunicazione in tempo di crisi, che affermerà il suo consenso. Rispetti i mezzi di comunicazione nelle varie forme, non ossequi solo i grandi "media", perché a volte sono i piccoli quelli più a contatto con il cuore della gente.

      È consapevole che il suo incarico non è solo fatto di onori, bensì di molti più oneri.

      Sa che il tempo passa e, prima o poi, verrà il momento che non sarà più sindaco ed il mondo andrà avanti lo stesso.

    Sappia farmi sognare per il futuro della mia città, anche se sono consapevole che i sogni a volte non si avverano, ma avrò qualcosa per cui combattere.

      In conclusione sono preoccupata e mi assalgono dubbi amletici considerando che a volte ho difficoltà a scegliere a chi dare la delega per un'assemblea condominiale.