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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

aprile 2020

di Graziella COLOMBINI

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PACIÜGHI

   


      «Chiusi in casa si impazzisce? Non è mica vero... Ne parlavo ieri col frigorifero, ma è un tipo freddo, di poche parole, non dà soddisfazione. L’unico che chiacchiera volentieri è il forno, ma si scalda subito e finiamo col litigare. Ho provato con l’aspirapolvere, ma lui se la tira troppo. Quindi parlerò con la lavatrice... sembra che le giri bene».

     Questa storiella è una delle tante che cercano di allietare la nostra “prigionia”. Certo che però in queste situazioni di limitazioni perimetrali le “notizie farlocche” abbondano e trovano ahimé credibilità: si sentono consigli e si raccontano situazioni le più strane, alcune più innocenti altre decisamente quasi criminali. Infatti se il consiglio di indossare ed indossare sovente una corona di spicchi d’aglio per tenere lontana l’altra “corona” non riesce in questo intento, sicuramente ottiene il risultato di mantenere una distanza interpersonale anche ben oltre l’obbligatorio metro e mezzo.

      Decisamente micidiale invece il consiglio di sciacquare il cavo orofaringeo con soluzioni a base di candeggina: più prudenti quelli di succo di limone o di grappa.

      C’è poi il consiglio di bere molte tisane, camomille o liquidi caldi: male non fanno. eventualmente facilitano dei bei sonnellini che certo sono positivi. Ma chi crede che il caldo danneggi il nostro “nemico” rifletta sul fatto che si trova purtroppo a suo agio con temperature corporee anche di quaranta gradi, il che è tutto dire. Lo stesso vale per il clima: non sarà il caldo a portarlo via ma i comportamenti seri e coerenti di tutti noi.

      Paciughi anche “sulla testa”, con la chiusura di barbieri e parrucchieri: Gianni è tornato ad avere un ciuffo alla “Elvis” come quando ci siamo conosciuti: peccato per il colore e la materia prima fortemente mancanti, mentre io ho scoperto che si può essere “spettinate a costo zero” senza lunghe e costose sedute. Sono i pregi, pochi, di questo strano periodo.

      Ma i “paciughi” nella mia testa, oltre che sopra la testa, sono tanti e le notizie, sovente contradditorie, non aiutano a fugare le nebbie. Professori e specialisti, virologi, infettivologi, epidemiologi, pandemiologi e altri specialisti di cui non si sapeva l’esistenza. sovente si contraddicono creando sconcerto e confusione.

      Si sente parlare di montagne di denaro con numeri che non saprei forse neanche scrivere, che penso siano solo sulla bocca di chi le dice, ma poi leggo che tante famiglie non hanno la possibilità di acquistare lo stretto necessario per la sopravvivenza.

      Leggo che tutto è fermo. non c’è lavoro, ma nei campi verdura e frutta e le piante in generale hanno bisogno di essere accudite. I milioni di immigrati che avevano invaso l’Italia dove sono finiti? Hanno preso i barconi di ritorno?

      E il mistero delle mascherine e dei tamponi? Le prime: come devono essere? Quelle così dette chirurgiche pare siano poco più che estetiche, poi ci sono le FFPI e le FFP2 (forse riservate ai partecipanti a riunioni di sette segrete?) mentre dalle FFP3 in su è merce riservata ai soliti miliardari da Bill Gates in giù.

      Dal giorno, e cioè subito, in cui abbiamo realizzato che tutto veniva fatto in Cina, compresi i vitali respiratori, un sacco di aziende italiane, anche primarie, si sono messe a produrre questi essenziali DPI. Si sente parlare di milioni di mascherine prodotte, altrettante importate, ma poi sono state a lungo introvabili persino per chi è a forte rischio di contagio. Dove sono finite?

      Chi produceva amari e spritz si è messo a produrre disinfettanti: speriamo cambiando la formula sia prima che dopo.

      Chi produceva automobili di lusso ci fornirà il tubo di scarico da infilarci in bocca. Le mie nebbie continuano.

     Ci sono ospedali nuovissimi, costati una fortuna e non ancora aperti, ma se ne costruiscono altri da zero, lasciando quelli abbandonati, oppure si utilizzano cliniche private che altrimenti sarebbero deserte di questi tempi. Perché? E cosa ne faremo, chi li gestirà quando, ci auguriamo tra poco tempo, non avremo più bisogno di così tanti posti di emergenza?

     C’è poi il “paciugo” degli aiuti dall’estero. Certo fa piacere sentire tanta solidarietà verso il nostro Paese: i primi sono stati i Cinesi, sbarcati con cargo di medici, infermieri, epidemiologi specialisti. Grazie, ci avete mandato un bel pasticcio, almeno ci portate un po’ della vostra esperienza. Arrivano poi i Cubani, con ottima fama in fatto di medicina, seguiti dai Russi che qualcuno ha subito visto di brutto occhio: magari ci sono spioni che ci rubano il “virus” e se lo portano a casa di nascosto.

      Sono venuti i vicini Albanesi, persino gli Ucraini e i Libici, con i problemi che hanno in casa, hanno mandato una squadra di medici. Mi ha un po’ lasciata perplessa che tante nazioni che provengono dal “mondo ex-comunista” si siano sentite in dovere di portare i loro aiuti, con una totale assenza del mondo occidentale che in quel momento stava ancora ridendo di noi, senza offrire un dito. Già dimenticavo però l’ospedale da campo americano che giaceva inutilizzato nelle basi Usa in Italia... Forse gli aiuti ricevuti saranno frutto di propaganda? Dovremo preoccuparci per i “ringraziamenti” che dovremo fare? Staremo a vedere.

      Intanto in Europa continuiamo a scannarci, con qualche pausa. È un peccato che un popolo così simpatico e amante del nostro Paese come gli Olandesi, siano rappresentati da quel cordialone di Rutte. Qualcuno potrebbe dirgli che in fatto di “trassatori” si sono dati, consenzienti gli altri Paesi, leggi da paradisi fiscali, per cui alcune tra le nostre maggiori aziende, e non solo le nostre, hanno trasferito armi e bagagli in Olanda, con gravi danni al nostro sistema fiscale? Altri potrebbero ricordargli che la solidarietà è qualcosa che ritorna e forse anche il suo popolo, Dio non voglia, potrebbe averne bisogno, quando tra un po’ di anni i ghiacci dei poli si saranno sciolti in abbondanza, grazie a sconsiderate scelte politiche ed industriali ed i livelli dei mari cancelleranno intere metropoli e Paesi?

      A metterci di buonumore si adopera anche la Signora Ursula Von der Leihen con la proposta di chiudere tutti gli anziani fino alla scoperta di un vaccino efficace: per molti si prospetta una sorta di prigione a vita.

      Ma, come nel racconto di Kung Fu Panda, noi Italiani scopriremo che non c’è una formula magica per superare questi tragici momenti, che la “Forza” è dentro di noi e sapremo tirarla fuori, come sempre, lasciando stupito il mondo.