Ancöi l'è
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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

novembre 2021

Graziella Colombini

 

 

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LIBERTA', MA QUALE?

 

   

        

             Libertà è una parola aulica, straordinaria; finisce con la vocale “a”, la più aperta, e pure accentata, cosa che ci obbliga ad aprire la bocca nel pronunciarla. Si può farlo anche a bocca semichiusa, ma non è una vera libertà, la libertà a denti stretti non ha nulla di liberatorio. Invece gridarla allarga la mente e il cuore; almeno dovrebbe farlo, ma non sempre ci riesce. Certamente è riuscito ai tanti che si sono sacrificati, dando la vita o comunque la gioventù, nel suo nome ed affinché noi, oggi, potessimo pronunciarla liberamente. Allora non facciamolo a sproposito, anche per rispetto a loro e a tutti coloro che anche oggi, in tante parti del mondo la invocano, magari nel segreto del loro cuore o tra i muri di oscure carceri. La Libertà può anche essere l’avere conoscenza e consapevolezza dei propri limiti, cosa che ci aiuta a stare al mondo in maniera coerente, senza sovrastrutture mentali. In una foto sulla prima pagina di un giornale, qualche giorno fa, una signora recava un cartello: ”Liberi di morire”; anche questa può essere cosa lecita, se la signora la pensa così, ma vorrei rivelarle che è un destino al quale nessuno di noi può sottrarsi e, se lei desidera accelerare la natura, è libera di farlo, è suo diritto, ma nel gioco del diritto-dovere non lo è se coinvolge nel suo tragico destino persone che non condividono il suo pensiero. Nella vita abbiamo il diritto di fare delle scelte che ovviamente ci condizioneranno e porteranno alle relative conseguenze, che dobbiamo essere pronti ad accettare anche se non ci piacciono. È molto difficile comprendere appieno la storia del diritto-dovere perché ciascuno di noi tenderebbe sempre ad ingrandire il primo, ma è addirittura impossibile un qualsiasi discorso quando si origina su convinzioni le più strampalate. Ne sentiamo di tutti i colori, incredibili ed anche purtroppo alcune minacciose ed offensive, supportate dalla stagione del “No Perpetuo” che fa sentire alcuni degli eroi. Diceva Pier Paolo Pasolini «Il complottismo ci libera dal peso di doverci confrontare con la realtà» È drammaticamente vero. Le contestazioni ancor che legittime, le recriminazioni, la rabbia sociale, sfoghiamole nelle sedi opportune e lasciamo fuori il problema “salute”, specialmente se si tratta di quella degli altri. Tutto il “bla-bla-bla” purtroppo non fa che favorire il vero nemico. Per alleggerire, tentiamo allora una ricetta: mettersi prima a bagno nell’umiltà, poi impastare una buona base di vivere civile unito ad immancabile senso di realtà, un bel po’ di senso civico, un pizzico di generosità e due di responsabilità, mescolare bene; poi ognuno farà la sua variante e vediamo cosa esce dal forno.

         Forse il risultato ci renderà più comprensibili i versi del poeta Paul Eluard: «In virtù d’una Parola, ricomincio la mia vita. Sono nato per conoscerti, per chiamarti: Libertà».