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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

marzo 2019

di Graziella Colombini Cortesi

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 Riflessioni sulle donne

 

 

      Se uccidere è un gesto orrendo perché ogni vita è sacra, un femminicidio è quindi prima di tutto un omicidio. Ma come donna non posso fare a meno di pensare che, rispetto alla parola generica, il femminicidio indica qualcosa in più, rivela una sottile cultura di fondo che vede la donna come il sesso debole o come una proprietà. Anzi dice qualcosa di più terribile: che la prima colpa da pagare è proprio l’essere donna.

      Certamente abbiamo alle spalle un retaggio culturale e di tradizioni in cui l’uomo era il “pater familias” e la donna, occupandosi “solamente” di casa e figli, rimaneva relegata nella sua ombra. Valga per tutto un solo cenno alle lotte per l’emancipazione che le donne hanno dovuto portare avanti per ottenere una affermazione di diritti, un’indipendenza ed un’autonomia altrimenti impensabili.

      Restando però nell’ambito del femminicidio è assodato che dove c’è violenza. anche senza arrivare a questo estremo, non c’è rispetto della vita, quella propria e l’altrui, e come la smania di possesso riveli una debolezza ed una fragilità latenti ed inconfessate che si riversano su chi è accanto in maniera perversa.

      Il miglior rimedio per porre fine ad atti ed atteggiamenti così tragici e di cui il femminicidio è solo la punta di un iceberg, per liberare la società da un tarlo che la mina nelle sue parti più intime e preziose, viene proprio dalle donne stesse con l’educazione, quella dei nostri figli ma anche quella dei nostri uomini, perché l’educazione al rispetto sia la prima delle regole che si imparano in casa. Le donne inoltre si devono convincere che una relazione sana non deve renderle dipendenti da qualcuno, ma mantenerle libere perché chi le ama, le rispetta e ne rispetta i bisogni ed i desideri, senza compromessi o senza mezze misure.

      E allora le donne si arrabbino ed alzino pure la voce quando ad esempio in TV, specialmente nella pubblicità, sono proposte, anche in maniera subdola, come oggetto del desiderio sessuale o come un genere sempre nei guai. Osservando gli ultimi messaggi pubblicitari passati in televisione, questi propongono rimedi per il benessere delle donne ed il loro corpo sofferenti nell’ordine di: terribile mal di testa, denti non ben lavati, mal di gola, raffreddore e sintomatologia influenzale, problemi di digestione, reflusso gastro­esofageo; le donne mangiano in fretta (chissà perché...), ingurgitano schifezze ed allora hanno la pancia gonfia, ma molte di esse hanno l’intestino pieno di fiori (chissà se evacuano dello Chanel n° 5) mentre altre sono afflitte da diarrea o stipsi.

      Non parliamo poi degli inconfessabili bruciori intimi o dei dolori mestruali, per finire agli assorbenti così sottili che permettono di sollevare la gonna fino alla vita in uno svolazzo alla Marylin Monroe, senza rivelare le altrettanto inconfessabili perdite urinarie. Per finire poi alle articolazioni con improbabili miracoli da fare invidia a Lourdes.

      Ma a consolarla ci sarà il super-fusto, che usa il profumo della famosissima casa di mode dal doppio nome, che anche a Natale si calava su di lei nella barca-alcova in candidissimo costume da bagno in un trionfo di azzurro mare e spettacolari faraglioni...

      Siano per prime le donne a valorizzarsi, convinte di essere belle, soprattutto nella testa e nel cuore, le prime ad avere rispetto di se stesse, perché non sono in vendita né i loro sogni, né i loro sentimenti.