Ancöi l'è
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   LA  VOCE  INTEMELIA

 

IL FONDO

febbraio 2020

di Graziella COLOMBINI

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CARI AMICI VI SCRIVO...

  

   

      Parafrasando l'indimenticabile Lucio Dalla della canzone "L'anno che verrà", dovrei scrivervi "forte" non perché siate lontani o vicini come nella canzone, ma perché questo è ormai un mondo dove, non dico il sussurrato, ma neanche il tono normale di voce ha cittadinanza. Tutto è gridato, urlato, e la ragione è di chi urla più forte, di chi dà sulla voce all'altro, di chi non permette all'altro di esporre le sue ragioni ed ancor meno si sogna di ascoltarle

      «C'è una grossa novità. L'anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa qui non va»: non è purtroppo una novità ormai. Personalmente scorro i titoli dei giornali con la speranza di trovare notizie positive, che invece, anche a mettersi un bel paio di occhiali rosa, sono sempre più rare. Quando poi ci sono, sui 'benedetti social' diventano sovente oggetto di scherno, di prese in giro o di offese gratuite ed inaudite perché «se non sei un duro, sei un `co...one’» e se non sei «sempre pronto ad essere `contro'» meriti solo di essere preso per i fondelli; l'aggressività è diventata una dote...

      Ancora Lucio: «Si esce poco la sera, compreso quando è festa. C'è chi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra»: anche oggi siamo intimoriti da un certo clima di paura che serpeggia, che può anche essere in parte giustificato, ma la realtà è che, senza farne una questione di provenienza geografica, di pelle, di etnia, ecc. è purtroppo “l’altro” a farci paura. Il timore forse ci viene dalla considerazione che non c’è più rispetto per il più debole, per l’anziano, per la vita altrui e la propria, a volte buttata via in fondo a una bottiglia o nella “dose” alla ricerca di mondi artificiali e fasulli o lanciata come in una roulette russa, a folle velocità sul nastro d’asfalto. Non c’è rispetto per la vita altrui quando leggiamo spesso dell’indifferenza con cui le persone passano accanto a fatti tragici che stanno accadendo, magari facendosi un “selfie”.

      Non hanno rispetto per la vita altrui, ma neanche per la propria e per quella della propria famiglia, coloro che buttano di tutto dappertutto, dai liquami immondi alle scorie di ogni sorta.

     «Si sta senza parlare per intere settimane e a quelli che hanno niente da dire di tempo ne rimane». Quante situazioni di assenza di rapporti, anche, e magari soprattutto, tra vicini di casa o perfino tra parenti; è vero: le case sono piccole, non si possono più fare quelle belle riunioni di famiglia o di amici e così si finisce per trovarsi sempre più isolati, preoccupati per la crisi economica, perplessi dall'incomprensibilità della politica.

      Ci sono poi i "media" di tutti i tipi che ci riempiono la testa con le idee altrui, alcune buone, altre cattive, oppure con "news" e "fake news" e cosi a noi non resta più neanche il tempo per pensare!

      Sempre Lucio: «Ma la televisione ha detto che il nuovo anno, porterà una trasformazione... sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno». Ecco come potremo occupare il nostro tempo, sempre più li0bero a causa di mancanza di occupazione: visiteremo tutti i centri commerciali e gli outlet, aspetteremo con ansia i "venerdì neri" e tutte le super-occasioni che si inventeranno i sacerdoti del marketing, faremo lunghe code per comprare l'ultimo modello di cellulare o approfittare degli ultimi saldi fasulli...

      «Ogni cristo scenderà dalla croce»: su questo, mi spiace caro Lucio, non sono d'accordo, purtroppo i poveri cristi che sono sulle croci, là restano inchiodati e la croce che ognuno di noi porta, come dice il proverbio, dopo averla portata in piazza, continueremo a preferirla proprio perché è la nostra.

      «Anche i muti potranno parlare, mentre i sordi già lo fanno»: il riferimento di Lucio non è a chi potrà superare con le benemerite tecnologie problemi fisici anche gravi.

      I muti ed i sordi a cui si riferiva erano coloro che, come le tre scimmiette, si celano dietro al silenzio facendo finta di non sentire: prendano coraggio, osino esprimere e difendere le loro idee, ascoltino soprattutto la voce del cuore e Iella propria coscienza.

      Ma quello che Lucio Dalla i raccontava era l' "Anno Domini 1979". Dopo quarant' anni come sarà il nostro 2020? Speriamo migliore...