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. A  VENTEMIGLIUSA .

 

-CUMPAGNIA D’U TEATRU-

-VENTEMIGLIUSU-

- CITTà DI VENTIMIGLIA -

 

. MESSINSCENA dal 1928 .

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

L’amù u l’è ciü forte che u brussu

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

Antò u Büdegu               bitegà

Catarìna                         so’ mugliè

Segundìn                       so’ figliu

u sciù Meneghìn             avucatu, bon particulà

Tereixìna                       so’ figlia

Felìçita                           serva airörela

Françuà                         laveur inti Wagon Lits

Letìzia                           so mugliè

Vàire                             avucatu de Cuni

d’ê vuixi                        amighi de Segundin

 

       A Ventemiglia, int’i Ani Trenta d’u Növeçentu.

 

Reçità pe’ a prima vota u 26 de marsu 1929

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Segundin è un giovanotto borghese, con poca voglia di lavorare. Frequenta la bella vita, i balli e i teatri. Per mantenere i suoi divertimenti, si accompagna a signore anziane, in cerca di compagnia.

    Il padre Antò è disperato, cerca di farlo ragionare, senza riuscirvi, perché la madre Catarina protegge il figlio ad oltranza. Antò ha allora deciso di passare alle maniere forti.

    Disperata, Catarina si reca da u sciù Meneghin, avvocato benestante, tutto preso da studi di ricerca locale, proprietario della casa dove abitano e gestiscono un avviato negozio di generi alimentari. Meneghin assicura Catarina che userà tutta la sua influenza con Sengundin, che lo ammira moltissimo, per farlo ragionale.

    Andando a rapporto in casa di Meneghin, Segundin ritrova dopo molto tempo, la figlia dell’avvocato, Tereixina, che ha da poco terminati gli studi. In attesa dell’arrivo del padrone di casa, i giovani riportano alla memoria il loro bellissimo rapporto giovanile, arrivando persino a qualche tenerezza.

    Il rientro improvviso di Meneghin, complica assai la situazione, che arriva a coinvolgere nuovamente i genitori di Segundin.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

U “dottor” PEPÌN SCURLÜSSURA

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

Pepìn Scurlüssura           “Dottore” in scienze cumerciali

Cumendatù Arçibaldu     Capudivisiun au Ministeru

a Béla Marì                    mugliè de Arçibaldu

Dìna                              sö de Marì

Leònida                         autra sö de Marì

Segù                              paire de Marì

Giaçinta                         servéta in ca’ de Segù

Scià Nenìn                     mugliè de Segù

Carlin                            spediçiunè, amigu de Pepin

Giuanin                         amigu de Carlin e Pepin

Antò                              bitegà

Èrfiu                              cameré au Café Lìgüre

in scignuru ingrese

ina scignura ingrese

dui testimòni

caiche vùxe

 

            A Ventemiglia, int’i Ani Trenta d’u Növeçentu.

 

Reçità pe’ a prima vota u 23 de lügliu 1930

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Pepin è stato il primo titolare d’una laurea in Scienze economiche e commerciali, mai visto a Ventimiglia. Il fatto che tutti si rivolgessero a lui, giustamente, come “dottore”, creava non poche incomprensioni, scambiandolo per medico, dottore in medicina.

    Anche il commendator Arcibaldo, marito de a Béla Marì, una delle più belle donne della città, cade nell’equivoco; arrivando persino a raccomandare la moglie alle cure del “dottore”, il quale riservava alla paziente ben altre attenzioni.

    A “dottore” vien l’idea d’approfittare dell’amico Carlin, spedizioniere, spasimante di Dina, per arrivare alla presenza di Marì, sorella di Dina, temporaneamente in casa di Segù, padre di ben tre figlie.

    Provando a passare per medico, Segù si appresta a praticare una visita particolareggiata a Marì, ma è allora che il “dottore” s’accorge di come in casa avevano quasi tutti qualche malanno, del quale chiedere opportune indicazioni, gratuite.

    Carlin, che lo ha accompagnato, è più fortunato con le sue attenzioni verso Dina, mentre prendeva forma sempre più distinta, la strategia dell’altra sorella di Marì, la scaltra Leonida, intenzionata a circuire Pepin.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

PAULIN  U  S’INCàLA

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

u Sciù Giuanìn                           neguziante d’öriu

Paulìn                                        so’ figliu

u Sciù Luigìn                             mugliè de Luigin

a Scià Marieta                            cuxin de Giuanin

Rìna                                          figlia de Luigin

Màire Nenìn                              lala de Giuanin e Luigin

Pié Belügura ditu Scüracalussi    omu d’afari d’u Conte

Luré Strenzìgliura                      servu de Belügura

vuixe d’ina dona e de figliöi

vuixe d’u Bativù d’a Cria

 

              A Ventemiglia, int’i Ani Vinti d’u Növeçentu.

 

Reçità pe’ a prima vota intu mazu 1932

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Giuanin non sa proprio più cosa fare, per trarre il figlio Paulin da una condizione di insicurezza, ma anche di soggezione nei confronti di Pié Belügura, tipaccio indegno, che l’ossessionava con strategia demolitoria, a suo esclusivo favore, usando l’infido agire del suo servitore Luré Strenzigliura.

    In predicato, si presentava preminente l’amore verso Rina, figlia del benestante e nobile sciù Luigin, datore di lavoro di Pié. Benché la sorte, improvvisamente giochi a favore di Paulin, ugualmente il giovane pare non saperne approfittare. Riuscirà il vero amore a trionfare ?....

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Filipu Giliu Rostan

 

VERSU  L’ESIGLIU

RUFFINI  A  VENTEMIGLIA

Episodiu storicu int’in atu, pigliau dau

“LORENZO BENONI„ de Giovanni Ruffini

PERSUNAGI:

Giuanin Ruffini

Andrieta Biancheri

u Pin                            manente d’i Biancheri

Marita                          so’ mugliè

Lücangelu Pignun        padrun d’a “Locanda del Cervo”

Dui omi                       omi de fatiga de Biancheri

 

      A Ventemiglia, in Sciestru, ina seira d’u mese

                      de zügnu de l’anu 1832

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1932

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Sul romanzo autobiografico “Lorenzo Benoni”, Giuanin Ruffini sembra descrivere le proprie disavventure di esule, verso la Francia.

    L’esule, fuggiasco, giunto in Siestro, di fronte alla Ventimiglia chiusa nelle mura, cercò rifugio nella Torre di proprietà dell’amico Andrieta Biancheri; trovandovi ad accoglierlo Marieta e Pin, i manenti di Andrieta, che gli concedono aiuto.

    Il Ruffini si fida di Pin, ma più ancora della giudiziosa Marieta, che impone al marito la correttezza, mentre si reca in città ad avvertire il padrone.

    Al richiamo, Andrieta giunge spedito, facendosi accompagnare da Lucangelo Pignone, l’oste della Locanda del Cervo, una sorta di gigante, il quale si carica il Ruffini sulle spalle, dentro una gerla, per portarlo sulla spiaggia della Marina, da dove una barca di pescatori fidati lo depositerà, in salvo, oltre il Varo.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

U  RÜVEGU  DE  BON  CÖ

Cumedia inte trei ati

da “Le bourru bienfaisant” de Carlo Goldoni

PERSUNAGI:

u sciù Urassiu                ricu scignuru

u sciù Girumin               su’ névu

u sciù Carlin                   amigu d’u sciù Urassiu

a scià Maria                    muglié de Girumin

u sciù Pietrin                  zuvenu d’a scià Pinin

a scià Pinin                     sö de Girumin

 

Tunin                             chafför e giardiné de Urassiu

Marianin                        serva d’u sciù Urassiu

 

A Ventemiglia, int’u passau.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u marsu 1933

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    U sciù Urassiu e proprietario di una casa giardino, in Ciassa, dove ospita suo nipote Girumin, con la moglie Maria, insieme alla sorella di questi Pinin, della quale è anche tutore.

    Pinin è innamorata di Pietrin, bravo giovane che manca però di sostanza. Il burbero Uraziu vuole che la nipote sposi il suo attempato ma sostanzioso amico Carlin; il quale non osa contraddirlo, intanto che lo sta battendo in una partita a scacchi.

 

    In mancanza di agibilità per il palcoscenico del Teatro Comunale, questa commedia, adattata da Gaspare Caramello, secondo i canoni del Teatro d’Avanguardia, ha riscosso un notevolissimo successo, sul ritrovato minipalco dell’Oratorio di San Giovanni al Cavu; dove è stata recitata in costume ottocentesco, sostenuta da musicalità Anni Sessanta.

    Quella è stata la prima ed unica rappresentazione di teatro d’avanguardia in Ventimiglia.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

A  VERITÁ  A  L’UFENDE

Cumedia int’in atu

da “Le Misanthrope et l’Auvergnat” de Labiche

PERSUNAGI:

u Sciù Pifareti                bon particulà, fantin e cegun

Tunin d’a Verità             strapunté

u Sciù Bacicin                ditu “Rien ne va plus,,

a Scià Rusina                 so’ mugliè

Nineta                            serva de Pifareti

Michè                            “chauffeur,, de Pifareti

 

A Ventemiglia int’u 1930.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1933

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Borghese benestante, Pifareti individua nei propri domestici l’essenza di ogni falsità e ogni insopportabile vizio. Licenzia il proprio autista e sta per mandar via anche Nineta, la fantesca, proprio quando gli fa visita Tunin, che gli riporta il portafogli che aveva smarrito, pieno si soldi.

    Oltre alla profonda onestà, nell’occasione, Tunin fa anche sfoggio dei un’inusuale propensione a non dire falsità. Pifareti lo ingaggia subito, proponendogli un contratto blindato.

    Non ci vorrà molto, per pentirsene, ma fortunatamente ha mantenuto Nineta a servizio ....

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

MEIGU  PE’  FORSA

Farsa inte trei ati

da “Le médecin malgré lui” de Moliére

PERSUNAGI:

Giuanìn                         buscairö

a scià Martìna                 dona de sustansa, muglié de Giuanin

u sciù Antò                    veixin de ca’ de Giuanin

Valériu                          servitù de Zerunte

Lüca                              mariu de Giacumina

Zerùnte                          paire de Luisa

Giacumìna                     nüriga in ca’ de Zerunte

Luìsa                             figlia de Zerunte

Liàndru                          inamurau de Luisa

Tebàrdu                         paisan

Pierìn                             figliu de Tebaldu

 

       A Ventemiglia, inte Murrudebò e ai Giardinéti, int’i Ani Vinti.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u marsu 1934

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    A scià Martina rinfaccia al marito di approfittare del suo patrimonio per giocare e bere da mattina a sera e Giuanin la bastona solennemente. Per vendicarsi, la moglie si serve di un’idea geniale: indica il marito quale unico medico al mondo capace di guarire una ragazza diventata muta, ma avverte che Giuanin non ammetterà mai di essere medico, quindi sarà necessario bastonarlo, per convincerlo, arrivando persino a malmenarlo più volte, finché non cederà. E così avviene. In realtà, la ragazza si fingeva muta per evitare il matrimonio che il padre Zerunte gli imponeva, costringendola a non frequentare mai più lo squattrinato Liandru, di cui era innamorata.

    Giuanin scopre l’arcano e con facilità guarisce la bella Luisa, conducendole Liandru travestito da farmacista, fino a organizzare il loro matrimonio, proprio quando il giovane eredita da uno zio, diventando ricco, per la felicità di Zerunte.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

A  SCÖRA  d’i  MARìI

Cumedia inte trei ati cürti da Moliére

PERSUNAGI:

u sciù Bacicìn                frai de Françeschin

u sciù Françeschìn          frai de Bacicin

Mariéta                          sö de Lileta

Liléta                             sö de Marieta

Anetìn                           serveta de Lileta

Bertìn                            zuvenu de Marieta

Batì                                amigu de Bertin

u Bregadé                     

ina Gàrdia                     

 

                  A Ventemiglia, int’a prima de l’anu 1930.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u marsu 1934

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Due fratelli benestanti, Bacicin e Franceschn sono i rispettivi tutori di due sorelle, orfane: Marieta e Lileta. Il primo, più anziano, lascia liberamente che la sua pupilla si diverta e rispetti poco le regole, fino a conquistarsene l’amore; l’altro, tirannicamente severo vede invece la sua convolare a nozze con un giovane corteggiatore.

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Emiliu Azaretti

BERNÀ  U  BÜLU  U  SE  MARIA

Farsa int’in atu da “Le mariage forçè” de Moliere

PERSUNAGI:

Bernà u bülu                  ex cafeté

Cesira                            cumà de Bernà

Lulù                               garsuna emancipà prumessa a Bernà

a scià Catarì Sciütina      maire de Lulù

Pietrin, ditu Massagati    frai de Lulù, figliu de Catarì

Segundin                       zuvenu de Lulù

u prufessù Dreinstein      in po’ tropu fiřosufu

Giuanìn, u strengà          venditù de strenghe e pianeti

 

             A Ventemiglia, drente â Rucheta, int’u 1931.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u marsu 1934

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Bernà, ricco benestante vuole sposare la giovane e bella Lulù, sconsigliato dalla sua comare Cesira, che lo convince a chiedere un parere a due filosofi simulatori, i quali non fanno altro che accrescere le perplessità di Bernà.

    Entrando in scena Lulù, non s’accorge della presenza di Bernà e rivela al suo amato Segundin di volersi maritare per denaro, contando di restar vedova entro pochi mesi. Quanto ascoltato induce Bernà a cercare di convincere Catarì, madre di Lulù, per fare in modo di riprendersi la sua promessa di matrimonio. Ma Pietrin, fratello di Lulù, non è d’accordo e sfida Bernà a duello. Al suo diniego, comincia a bastonarlo fino a convincerlo al matrimonio forzato.

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Emiliu Azaretti

U  SE  CREDEVA  D’ESSIRU

Atu ünicu da “Le Cocu imaginaire” de Moliere

PERSUNAGI:

u sciù Andriéta               bon particulà

Luigìna                          so’ figlia

Lurenzìn                        imprumessu de Luigina

Cenzìn                           amigu de Lurenzìn

Bernà, u scàiru               particulà

Adélia                            muglié de Bernà

Tòniu                             parente de Adélia

Zirabrechìn                    paire de Lurenzìn

Bigéta                            serva d’u sciù Andrieta

Òmu                              ciamau da Bigeta

 

A Ventemiglia int’i primi ani d’u Noveçentu.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1934

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Andrieta ha promesso la figlia Luigina a Lurenzin, ma durante un’assenza di questi cerca di convincerla ad accettare la mano di Censin, un partito che ritiene migliore. Innamoratissima di Lurenzin, la ragazza sviene mentre ne ammira il ritratto, che lasci cadere in piazza, mentre viene soccorsa da Bernà. La moglie di questi, Adelia vede la scena e teme una tresca tra i due; raccoglie allora l’effige e mostrandola fa intendere a Bernà di avere per amante il giovane del ritratto, riuscendo nell’intento, proprio mentre Luigina rinviene e trasecola vedendo quel ritratto nelle mani di Bernà e torna a star male, soccorsa da Adelia che la invita in casa, innescando una serie di esilaranti equivoci.

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

U  SPIRITU  DE  CUNTRADIZIUN

Atu ünicu da Charles Dufresny

PERSUNAGI:

u Sciù Giuanìn Tanüa     bon particulà

a Scià Catarìna               so’ muglié

Rìta                                so’ figlia

Pançadòuru                    ricu pretendente

Pepìn                             pretendente poveru

Luigìna                          dòna de curtesia de Luigina

Lüchìn                           manénte d’i Tanüa

u Nutàru Cialuméi          pübricu ufiçiale

 

              A Ventemiglia int’u 1930

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1935

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Giuanin Tanüa si accorda col suo manente Lüchin in modo che il nutaru Cialümei sia presente all’incontro organizzato per la firma del consenso al matrimonio di sua figlia Rita col ricco sciù Pançadouru; in modo che di fronte ad un documento legale la propria moglie Catarina non possa avvalersi del suo opprimente spirito di contradizione; proprio quello che hanno portato la scià Catarina a dare il benservito a Lüchin. Ma Lüchin mette in campo il suo sistema per contrastare l’atteggiamento di Catarina proprio quando giunge il momento di scegliere il futuro sposo di Rita, tra il giovane e squattrinato Pepin e Pançadouru.

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Filipu Giliu Rostan

I  SUN  MEGLIU  I  OMI O  E  DONE ?

Farsa int’in atu

PERSUNAGI:

u sciù Sperninsöra          bon particulà. Fantin in po’ maüru

u sciù Merlu                   sou amigu

Paulin                            dumestegu in pröva

Antò                              autru dumestegu in pröva

 

          A Ventemiglia int’u 1930

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1936

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    U sciù Sperninsöra manda via la sua collaboratrice domestica, perché non ne può più delle donne a servizio, è convinto che siano più adatti gli uomini in quei ruoli. Scommette con u sciù Merlu, che troverà un uomo più duttile e servizievole, a confronto delle sue trascorse collaboratrici.

    Da incarico a u Baghegu, barbiere in via Piemonte, che gli invìi a casa un uomo adatto. Ne arrivano due uomini, ognuno coi propri “pregi”, sicché Sperninsöra li trattiene tutti e due, mettendoli alla prova.

    Chi vincerà la scommessa ?

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Yvan Dakordhiu

Azaretti - Rostan

A  ÇENA  D’A  LEVA

Cumedia int’in atu

da “L’affaire de la Rue de Lourçine” de Labiche

PERSUNAGI:

u Sciù Menécura            bon particulà

Antuniéta                       so’ muglié

Frescairö                        cögu, leva de Menécura

Chechìna                       serva de Menécura

Gratapignàta                  parente de Menécura

 

             A Ventemiglia int’u 1937

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1938

int’u Puliteama Suciale de Ventemiglia

 

    Di ritorno da una cena di leva, alterati entrambi dai fumi delle abbondanti libagioni, Menecura si trascina in casa Frescairö, compagno di leva, che non considera però del proprio rango.

    Entrambi, non riescono a ricordare come sia potuta avvenire tanta promiscuità, finché non lo apprendono da una notizia che riguarda la loro avventura della sera innanzi, riportata dal giornale portato a casa da Chechina, domestica opportunista.

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Anacleto Hughes

PURVE  INT’U  ÇERVELU

Cumedia brilante inte trei ati

PERSUNAGI:

Pascà               u ferrà

Rusìn               so’ muglié

Pepìn               l’inventù, cügnau de Pascà

Piétru            |

Lìna             { figliöi de Pascà

Ménegu         |

Gìgi                 u carbunin, grande aziunista

Bértu               u barbé, ditu “Rastrelapegögli”

Giuanìn           amigu de Pascà

 

                  A Ventemiglia int’u 1947.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1948

int’u padigliun d’u Mercau d’ê Sciure

 

    Pepin ha progettato una rivoluzionaria bicicletta, dotata di un particolare motore a “scoppio” e per produrla industrialmente, chiama a se due soci: Gigi, venditore di carbone e Bertu il barbiere, che hanno velleità da grandi azionisti.

    Vivendo in casa del cognato, a causa dei suoi lavori e delle trattative societarie, Pepin vi porta un certo trambusto, che pare coinvolgere tutti, ad eccezione proprio del cognato Pascà, che giudiziosamente si defila.

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Emiliu Azaretti

I  DUI  CUSTANTIN

Cumedia inte trei ati e in prolugu,

da “I MENECMI” de Tito Maccio Plauto

PERSUNAGI:

Custantìn, primu               bon particulà,

Euristéa                            muglié d’u primu Custantin

Spasséta                           cliente d’u primu Custantin

Auredìgu                          söixuru d’u primu Custantin

Parpagliöra                       amante d’u primu Custantin

Basséta                            serva d’a Parpagliöra

Ániu  e  Áziu                    scciavi d’a Parpagliöra

Imenéu                            meigu a Eridanu

Deixun  e  Çincun             scciavi de Euristea

Marchìn, ditu Custantìn    frai bessun d’u primu Custantin

U Còrsu                           scciavu de Marchin, a Albintimiliu

 

 a Epidanu, portu d’u bassu Adriaticu, int’u 170 a.C.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1965

int’u Teatru Cumünale

 

    Custantin e Marchin, sono fratelli gemelli assai somiglianti, figli d’un mercante di Albintimilio, che nel 200 a.C., a Marsiglia per affari, nella confusione smarrisce il piccolo Custantin, rinvenuto da un mercante greco, il quale lo porta con se a Epidanu.

    Ad Albintimiliu, Marchin che viene chiamato Custantin in ricordo del fratello perduto; da adulto decide di girare tutto il Mediterraneo alla ricerca del fratello, e finalmente gli hanno indicato che probabilmente vive a Epidanu, dove si è appunto recato.

    L’omonimia e la straordinaria somiglianza tra i due fratelli crea inevitabili equivoci, scatenando un susseguirsi di situazioni confusionali, meglio rilevabili con l’informazione dell’esistenza di un medaglione amuleto, indossato da Marchin.

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Anacleto Hughes

SEMU  A  POSTU

Cumedia inte trei ati, da in’idea de A. Bottazzi

PERSUNAGI:

Batistìn                        scarpà

Stevanìn               so’ frai

Netìn                    muglié de Stevanin

Jòle                      figlia de Stevanin

Pascà                    ditu u büxiardu

Meneghìn             bitegà

Rìta                      so’ muglié

U sciù Lurénsu     padrun de ca’

Màriu                   so’ figliu

U Cavaliére          in furestu

 

   A Ventemiglia, int’a Ciassa, cu’a guerra fenia da pocu.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1966

int’u Teatru Cumünale

 

    Stevanin, sposato con Netin, assieme all’anziano scapolo fratello Batistin, pratica in casa l’arte del ciabattino. L’eredità di cui la sorella dei due, Amalia; li ha resi esecutori testamentari se riusciranno a ritrovare il marito fedifrago della medesima, il quale gli ha sottratto il figlio. Questo incarico porta in casa il subbuglio. Stevanin confabula costantemente con Pascà u büxiardu. Intanto il sciù Lurensu, padrone di casa, per strategia manda a Genova il proprio figlio Mariu, giacché si è innamorato di Jole, la figlia di Stevanin. Pascà presume d’aver trovato il figlio e il marito di Amalia in un certo Meneghin Russetti, verduraio a Nervia, sposato con una certa Rita. Il quale dovrebbe riconoscere Michelin , il figlio di Amalia, rintracciato vivo in Calabria. Mentre Jole soffre per i contrasti richiesti a Mario dal padre; si presenta un fantomatico Cavaliere che afferma di essere il padre di Michelin. Questo arrivo contribuisce a spargere la voce dell’eredità, contribuendo a attenuare i divieti posti dal padre di Mariu nei confronti di Jole. Anche Rita, moglie di Meneghin, è pronta a cambiare strategia. Cosa riserveranno le strategie di Pascà ?

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Emiliu Azaretti

A  RIVINçITA  DE  PASCÀ

Cumedia inte trei ati, da in’idea de Ugo Palmierini

PERSUNAGI:

Pascà                    impiegau d’e feruvie

Chechìna              so’ muglié in segunde nosse

Sirvàna                 figlia de Chechina

Firuména              sö de Chechina

Giaçìntu               bitegà

Tàvia                    so’ muglié

Segundìna            so’ figlia

Cesarìn                 cuxin de Tavia

Feliçina                sàrtuira

 

A Ventemiglia int’i ani Çincanta

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1971

int’u Teatru Cumünale

 

    Pascà, impiegato in ferrovia, è sposato in seconde nozze con Chechina ed è andato a vivere in casa di questa, assieme a Sirvana e Fiřumena, figlia e sorella della donna. Sirvana è viziata da mamma e zia fino all’inverosimile, mentre trattano con eccessiva sufficienza il povero Pascà. Capita che Tavia, cugina di Pascà, moglie del vicino di casa Giaçintu, abbia necessità di prendere in affitto la camera indipendente dell’appartamento di Chechina, per ospitarvi temporaneamente Cesarin, un parente imprenditore milanese venuto in Riviera per i cantieri dell’Autostrada, ma anche affascinato da Segundina, la figlia di Tavia e di Giaçintu, il quale non gradisce il giovane per casa. Pascà, ben disposto ad accontentare Tavia, suggerisce però di inscenare un suo rifiuto nel momento di chiedere il consenso di Chechina e Fiřumena se si vuole ottenere il contrario. Avrà visto giusto ?

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Filipu Giliu Rostan

INA  PURMUNITE  DUGIA

Cumedia int’in atu

PERSUNAGI:

Antò           pustin

Marì            so’ muglié

Pin              amigu d’a buciofiřa

Din             autru amigu

 

           A Ventemiglia int’u 1960

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1973

int’u Teatru Cumünale

 

    Il mestiere di postino è veramente stancante; tra lettere e cartoline, specie nel periodo pasquale, non si finisce mai. Un bel pediluvio, tornando a casa, coi piedi fumanti, è proprio quello che ci vuole. Ma cosa penserà la moglie del postino, al suo rientro, trovandolo nell’atto di lavarsi i piedi, mentre manifesta l’assurda pretesa di cambiarsi persino i calzini ?

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Emiliu Azaretti

PESCAVUI  de  CANA

Cumedia inte trei ati da “Pescatore, affonda l’esca” de Ugo Palmierini

PERSUNAGI:

Uréste Schienadritta          pescavù incumpresu

Amàlia                             sartuira, so mugliè

Marìna                             figlia de Amalia

Giüstina                           dona de serviziu de Amalia

Andrì                               ditu Brümesu, pescavù

Gìdiu                               ditu Murinétu, pescavù

Giüstìn                             sciurista de A Mùrtura

u Cumendatù Brambilla    indüstriale de Milan

a scià Verandu                  vidua, criente de Amalia

Caiche vuxe                    

 

        A Ventemiglia, int’ina Prima, d’i nostri tempi

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1976

int’u Teatru Cumünale

 

    Amalia, moglie di Ureste Schienadritta, gestisce laboratorio di sartoria in casa e vorrebbe che il marito gli sbrigasse almeno le commissioni; ma questi, appena gli è possibile si arma degli attrezzi da pesca e raggiunge gli amici Andrì e Gidiu, o meglio Brümesu e Mürinetu, sul molo della foce o su quello del porto, agli Scoglietti, o persino sulla Punta della Mortola, coi rischi conseguenti. Capita che durante una di queste “commissioni” Ureste cade in acqua e l’amico Brümezu lo soccorre e lo accompagna a casa, ma non riesce a recuperare il pacchetto della consegna che Ureste avrebbe dovuto portare a termine. Sono davvero guai seri, che i due complicano ulteriormente cercando di trasformare la caduta in acqua in un probabile tentativo di suicidio, per sminuire la perdita del pacco da consegnare. insomma, verrà ritrovato quel famoso pacco con la blusa da consegnare alla signora Angelina ?

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Emilio Azaretti

CHI  U  L’È  U  MARIU  DE  CESIRA …

Cumedia int’in atu

PERSUNAGI:

Stéva Verrandu                   cameré int’i uteli

Bastianìn Sismundini         cameré int’i uteli

Catarìna Rebaudu, Catì    pignasca, padruna d’in mublé

 

             A Jersey, dopu a gherra.

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1978

int’u Teatru Cumünale

 

    Mentre lavorava come stagionale in Inghilterra, Steva Verrandu viene chiamato a sostituire un collega a Jersey; dove giunge nel pieno della notte, trovando ospitalità nel “meaublé” della vedova pignasca Catarina Rebaudo, nella camera lasciata libera dal collega sostituito, a metà con un altro cameriere d’albergo, anch’egli giunto, pochi giorni avanti da Chamonix.

    Intanto che si appresta a coricarsi, Steva deve provvedere a far cessare il profondo russare del coabitante. Nello scambio di “cordialità” che ne segue, i due vengono a scoprire di essere i entrambi sposati con la medesima donna, abitante a Latte di Ventimiglia.

    Steva, che era riuscito a liberarsi del pesante vincolo matrimoniale e per questo girava il mondo, di albergo in albergo, deride la condizione di opprimente legame vissuta da Bastianin, portandolo a reagire ad alta voce, richiamando l’attenzione di Catarina, che giunge alterata, per mettere fine al litigio, ma approfittando per consegnare a Bastianin una lettera ed un telegramma, che saranno risolutivi per la disputa iniziata.

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Emilio Azaretti

GIANCANéVA  e  i  SéTE  NANI

Foura iute trei ati e in cadru

PERSUNAGI:

Giancanéva               figlia d’u Conte Raimundu de Ventemiglia

Gramégna                 a Cuntessa, mairastra de Giancaneva

Ricardin                    figliu d’u Visconte de Rocabrüna

Marfabén                  gardia-cacia d’a Cuntessa Gramegna

a Stria Fùina              mairina d’a Cuntessa Gramegna

u Spegliu striàu          vuxe

e bestiete d’u boscu:

   u Scuirö                 

   a Levre                  

   a Marmota             

i Sete Nani:

  Pansairòtu              

  Mungugnétu           

  Blagö                     

  Numincalu             

  Lecaressu               

  Adaixotu                

  Petö                        

 

Reçità u 4 de marsu d’u 1978,

cu’i Centru de Cultüra Intemelia d’u Segundu Circulu,

int’u Teatru Cumünale

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Emiliu Azaretti

ÇENERUSéLA

Foura inte dui ati pe’ i stüdenti d’ê Scöre Medie

PERSUNAGI:

Çeneruséla       figliastra de Agreglia

Agréglia           mairastra de Çeneruséla

Chechìna         prima figlia de Agreglia

Pepìna             segunda figlia de Agreglia

Seréna             a bàsura

Giaçinta           prima damixéla de Çeneruséla

Margarita         segunda damixéla de Çeneruséla

Ciciö               primu pagétu

Petö                 segundu pagétu

Luigìn              u Principe de França

Martìn             primu cumpagnu d’arme d’u Principe

Murìziu           primu cumpagnu d’arme d’u Principe

Lilìn                u bativù d’a crìa

 

        A Ventemiglia, int’u XIV sécuřu.

 

Reçità int’u zügnu d’u 1978, cu’u Centru de Cultüra Intemelia,

d’a Media Biancheri

int’u Teatru Cumünale

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Emilio Azaretti

E  BUXIE

Cadretu

           PERSUNAGI:

Ciciö           nevu de Genia

Génia          mairegrande de Ciciö

Tunìn          amigu de Ciciö

Catarìna      cunuscente de Genia

 

Reçità a marsu d’u 1980,

cu’u Centru de Cultüra Intemelia d’u Segundu Circulu,

int’u Teatru Cumünale

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Emilio Azaretti

U  GATU  INGIARMAU

Foura int’in atu

PERSUNAGI:

u Gàtu ingiarmàu

Tunìn                   sou padrun epöi Marchìse de Muntasciü

u Re

a Regina

a Principessa

Artù                     Cavaliere d’u Re

Bacù                    Cavaliere d’u Re

Gelinda                Dama d’a Regina

Melinda                Dama d’a Regina

l’Òrcu-Magu

Vergì                    cameré de l’Orcu

u Tòru

u Ràtu

 

Reçità int’u zügnu d’u 1979,

cu’u Centru de Cultüra Intemelia d’ê Medie Biancheri,

int’u Teatru Cumünale

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Emilio Azaretti

MARMELIN

Foura inte trei ati

        PERSUNAGI:

Françé                scciapalegna

Serafina              so’ muglié

Angelin            |

Benardin          |

Cristufin          {   soi figliöi

Ricardin           |

Marmelin         |

Gramésu             l’orcu

Amaràna             segunda muglié de l’orcu

Priméta            |

Segunda           |

Tersiglia        {   figlie de l’orcu

Cartana            |

Chintana          |

Antò                   u furnà

Rebissu ün

Rebissu dui

Cardelin ün

Cardelin dui

Ciciö ün

Ciciö dui

 

Reçità u 27 e u 28 zügnu d’u 1981,

cu’u Centru de Cultüra Intemelia d’u Primu Circulu

d’ê Scöre Primarie, int’u Teatru Cumünale

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Emilio Azaretti

U  CUTELU  DE  PE’  U  MANEGU

Cumedia inte trei ati

da in travagliu de Ugo Palmierini

PERSUNAGI:

Luré                bitegà

Lìmpia             so’ muglié

Lìna                 so’ figlia

Censìn             cuxin de Luré

Serafìna           dita “La vedova allegra”, veixina de ca’

Luiséta            su’ figlia

Marianìn          veixìna d’u cian survan

A vuixe           d’u mariu de Marianin

 

       A Ventemiglia, versu Nervia, int’i Ani Ötanta

 

Reçità pe’ a prima vota int’u zügnu 1981

int’u Teatru Cumünale

 

    Nervia, Anni Ottanta. Il desiderio di Limpia sarebbe quello di veder la figlia Lina convolare a giuste nozze con l’attempato, ma ricco padrone di casa. Capita che di traverso a questo sacrosanto disegno si è posta Serafina, la dirimpettaia nello stesso caseggiato, chiamata anche “la vedova allegra”, la quale ha architettato il medesimo disegno per la figlia Luiseta. I battibecchi, innescati per qualunque stupidaggine, sono all’ordine del giorno attraverso le finestre del primo piano. Luré, il marito di Limpia, ha accolto in casa il cugino Censin, genovese, che è stato assunto in ferrovia, a Ventimiglia, dopo la morte del padre e le necessità della zia, chiamata per affari in Piemonte. Limpia è contraria a questa presenza che scombussola ulteriormente il suo piano; tanto più che il giovane ama praticare il suo hobby di ritrattista, con cavalletto e tavolozza, nell’appropriata luminosità del balcone di casa, alla vista dell’odiata vicina. Marianin, vicina di casa al piano di sopra, rivela a Limpia l’interesse manifestato da Luiseta verso Cesarin, nei fugaci contatti intrapresi sui rispettivi balconi di casa; indicando a Limpia una nuova strategia nei confronti del nipote artista. Da quel momento si alternano simpatici contrattempi che sarebbe indelicato svelarvi.

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Pierino Sismondini

GÜSTI, MÙRRI E ... PRUFÜMI DE CA’

Cumedia inte trei ati

da “Mandilli de sea” de Gianfranco Bozzo

PERSUNAGI:

Bertumé Balestra             cumandante marìtimu in pensciun

Marì                                   so’ mugliè

Bacicìn                              so’ figliu

Richéta                              sa’ figlia

Arìstide                              bàrba de Bertumé

Rafelìna                            a purtéira

 

         Int’ina çità de portu, int’i Ani Ötànta d’u Növeçéntu

 

Reçità pe’ a prima vota u 29 de lügliu d’u 1989

insci’u parcu d’u Festival de Pigna

 

    Battibecchi e prese di posizione tra due famiglie vicine di casa che si impongono di salire i gradini sociali in questo mondo che non ha più i valori d’un tempo.

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Alberto Rebaudo

R A T I N ...

IN’IMBRÖGLIU INT’Ê FASCIÖRE

Cumedia inte trei ati

Redüta e adatà da Pierin Sismondini

PERSUNAGI:

u sciù Demùndu    indüstriale scarpà

a scià Richéta       so’ mugliè

Génia                   sa’ figlia

Carlìn                   so’ figliu

Gustìn                  segretariu de Demùndu

u sciù Gambin      sociu de Demùndu

Paulìna                 a làla - sö de Richéta

Malù                    màire de Ratin

Marita                  dona de serviziu

 

      a Ventemiglia, int’i Ani Ötànta d’u Növeçéntu

 

Reçità pe’ a prima vota u 25 de lügliu d’u 1990

insci’u parcu d’u Salun Civicu de San Giaixu d’a çima

 

    Giunto all’età della pensione, l’industriale calzaturiero Demundu cerca di impostare la vita dei figli. Carlin rifiuta di sostituirlo in fabbrica, preferendo un lavoro da statale; mentre Genia rifiuta decisamente di sposare u sciù Gambion, socio di papà, dopo che ha terrorizzato Demundu intraprendendo un flirt con Gustin, l’indispensabile segretario della ditta. Da parte sua Carlin ha una relazione con Malù, che lo pressa, presentandosi anche a casa, ora hanno avuto un bel maschietto, conosciuto come Ratin. Carlin si troverebbe nei pasticci, se la sorella Genia non trovasse una soluzione intrigante,

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Emiliu Azaretti

CHELE  NÖTE  de  SETEMBRE

Cumedia inte trei ati

da in travagliu de Umberto Morucchio

PERSUNAGI:

Fürtunau Biancheri         rapresentante disucüpau

Marianin                        so’ muglié

Gina                              so’ figlia

Lücrezia                        su’ söixura

Françé                           su’ barba

Paulin                            zuvenu, d’età cun Gina

Genia                             amiga de Marianin

Gina                              figlia de Genia

“Desbröglia” Cassini      avucatu de Türin

U Diretù                         in veciu scignuru

Nina                              dona de serviziu a ure

 

           A Ventemiglia, inturnu a l’anu 1990

 

Reçità pe’ a prima vota u 16 de lügliu 1991

insci’u parcu manifestassiun d’a Ciassa d’u Müniçipiu

 

    Borghese squattrinato, Fürtunau Biancheri sopporta le manie di signorilità della moglie Marianin, ma soprattutto le smanie di successo spicciolo della figlia Gina., che per ora ha un impiego da segretaria. L’unica con un po’ di sale in zucca è la suocera, Lücrezia, madre di Marianin, che regolarmente non viene ascoltata, specialmente quando consiglia a Gina di sposare Paulin, bancario col quale son cresciuti assieme, proprio sotto le sue attenzioni. Ma ecco giungere da Torino l’avvocato Cassini, detto Desbröglia, che gli annuncia l’eredità che riceverà dopo la dipartita della contessa Adelaide Smorga. Ma non finisce qui !!!!

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Emilio Azaretti

INA  PIGA  DERRÉ  A  L’AUREGLIA

Cumedia int’in atu

d’a vaudeville “Ah! Mon Ismenie !” de Labiche

PERSUNAGI:

u sciù Benardìn Ferügura     particulà

Rìna                                   so’ figlia

a scià Pepìna                       sö de Banardin

Luigìn                                 pretendente de Rina

Margarìta                            vuxie d’a guvernante

 

          Int’ina vila de A Murtura, inturnu ai Ani Sciüscianta

 

Reçità pe’ a prima vota int’e l’estae d’u 1992,

insci’u parcu estivu de Valecrösa Auta

 

    Con insistenza, un certo Luigin frequenta la casa dei Ferügura con l’intenzione di sposare la giovane figlia Rina. Ma il padre è assai possessivo e troppo attento ai segni corporei generazionali.

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Emiliu Azaretti

TÜTU  PE’  INA  CAMIXÖRA  GRÌXIA ...

Cumedia inte dui ati da in’idea de Ugo Palmierini

PERSUNAGI:

Géniu              pensciunau

Pepìn               cumerciante, figliu de Geniu

Sùnta               guvernante de Pepin

Luigìna            veixina de ca’

Richìn             viagiatù, amigu de Geniu

Miché              garsun de bitega

 

      A Ventemiglia int’i ani Sciüscianta

 

Reçità pe’ a prima vota int’u deixémbre d’u 1997,

int’u Centru Polivalente San Francescu

 

    L’inespugnabile disperazione d’un laborioso commerciante e della governante di famiglia, è quella di dover tenere in casa l’anziano genitore, vedovo e pensionato; ma impenitente donnaiolo, irriducibile bugiardo e persino un po’ ladruncolo. A causa delle sue acrobatiche furberie, non è facile pizzicarlo in difetto; la sua accorta oratoria riesce sempre a trarlo fuori dei guai. Ma ora, ... la giacca d’un completo grigio, di fresca fattura, rischia di farlo scoprire, una volta per tutte. ... Sarà così ?

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Gianfranco Raimondo

Induvina  chi  ven  a  sdernà ?

Cumedia inte trei ati da in’idea de Nicolaj Gogol

PERSUNAGI:

Segù                            Scendegu

Lìna                             so’ muglié

Carulìna                      so’ figlia

Tìno                            astràcu, da Ruma

Brüxabòschi                Assesù â Sanità

Cesìra                          muglié de Brüxabòschi

Sciacagràn                   Cunseglié de l’upusissiun

Ometu in scüru            Ispeitù ministeriale

 

     Int’ina  Ventemiglia, a l’incumensu d’a Segunda Repüblica

 

Reçità pe’ a prima vota u 12 de lügliu 1996

int’u Teatru de Borgoratto, in pruvincia de Alessandria

 

    Agli albori della Seconda Repubblica, un Sindaco ed un Assessore alla Sanità, di fantasia, ricevono la soffiata a proposito dell’imminente visita, da parte d’un Ispettore governativo, per la verifica di presunti maneggi illeciti amministrativi impiantati dai due. Il Sindaco, avendo avuto in sogno la premonizione negativa, da parte del Capogruppo dell’opposizione, che possiede accertate qualità di iettatore, si appresta a far sparire le prove del malfatto; quando si presenta in ufficio un fanfarone in difficoltà, già cittadino ventimigliese, allo scopo di chiedere aiuto economico, per poter tornare a Roma, dopo aver perduto più d’ogni suo avere al Casinò di Montecarlo. Il soggetto potrebbe apparire, anche, come l’atteso ispettore, per questo, certamente prevenuti, Sindaco ed Assessore cadono nell’equivoco, elargendo ogni sorta di favore a quel tipo, il quale immancabilmente ne approfitta. Nel tentativo di ottenere benevolenza durante gli sviluppi dell’ispezione, il Sindaco lo ospita in casa sua, pressando moglie e figlia ad accontentare qualsiasi richiesta esprimesse; tanto che il nostro se ne avvale in abbondanza. La figlia del Sindaco giunge a lasciare il fidanzato, facendo organizzare al padre il matrimonio col soggetto. Sarà l’ascolto delle registrazioni telefoniche impiantare dai carabinieri all’utenza del Sindaco, benevolmente consegnate dal Maresciallo all’Assessore, che verranno a stemperare la pesante situazione sviluppatasi; proprio al momento nel quale il vero Ispettore governativo entra in casa del Sindaco.

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Gianfranco Raimondo

S’I  PICA  DUE  VOTE …

nu’ l’è semai u pustin

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

u sciù Lisciàndru       prufessù, bon particulà

Vergìnia                    guvernante d’a ca’

Sìrvia                        vendituira porta a porta

Gertrüde                   lala d’u Prufessù

Màriu                        u pustin

Don Mudestìn           preve e cunseglié

Mister Sìrviu             in’itaglian in America

 

      A Ventemiglia, int’e Asse, d’utunu, int’i ani Setànta

 

Reçità pe’ a prima vota u 17 de lügliu 1997

insci’u parcu manifestassiun d’a Ciassa d’u Müniçipiu

 

    Il casuale incontro del professor Lisciandru con Sirvia si approfondisce velocemente, sotto il controllo attento di Verginia, ben consigliata da don Mudestin, il saggio parroco, che indirizza persino i comportamenti di Lisciandru. Si presenta Mariu, u pustin, che scombussola gli eventi in divenire, deviando la strada di Sirvia, fino al suo ripensamento, non casuale.

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Gianfranco Raimondo

GIÜLIETA  e  RUMEU ...

ma a curpa a l’è d’u liufantu

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

Dìna                     padruna de ca’

Bacì                     so’ mariu

Tiziàn                   veixin de ca’

Rafaéla                figlia de Dina e Bacì

Adarbértu             conte, növu veixin

Giüliéta                cuntessa, so’ maire

Ruméu                 frai de Bacì

Gin                       paire de Tizian

 

A Ventemiglia, in Sciestru, avanti d’u Segundu Mileniu.

 

Reçità pe’ a prima vota u 20 de lügliu 1999

insci’u parcu d’u Salun Civicu de San Giaixu d’a çima

 

    Dina e Bacì hanno necessità di dover invitare a pranzo Giüřieta, la nobildonna vicina di casa, accompagnata dal figlio Adarbertu, il quale ha una certa simpatia per Rafaela, la figlia di Dina e Bacì; che però mostra un certo interesse Tizian, un vicino di casa, esente da nobiltà. I padroni di casa non possono giammai immaginare i rapporti di sangue che li approssimano alla agognata contessa, attraverso il giramondo Rumeu, fratello di Bacì, al momento loro convivente. La storia è avvenuta alla falde del Kilimangiaro e ha per protagonista un voluminoso elefante. Proprio in quei giorni, stranamente, Rafaela riceve la chiamata di leva dal Distretto militare e la visita rivela la gravidanza del presunto Rafaelu, con l’innesco di vari problemi di consanguineità ….

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Alberto Rebaudo

I  MASTRÜSSI  D’A  SCIÀ  AMÁLIA

cumedia inte trei ati, adatà da Gianfranco Raimondo

PERSUNAGI:

Amàlia               padruna de ca’

Géniu                 frài de Amalia

Paulin                figliu de Amalia

Camìla               muglié de Paulin

Rusina               badante de Amalia e Camila

Vinçé                 bàrba de Amalia

Adargisa            màire de Camila

Don Batista        prevostru

Vespùn              avucatu de Adargisa

 

       A Ventemiglia int’u primu Növeçentu

 

Reçità pe’ a prima vota l’11 de lügliu 2003

insci’u parcu d’u Salun Civicu de San Giaixu d’a çima

 

    Pare che Paulin, il figlio di Amalia, a Genova, abbia ottenuto una invidiabile carriera nell’Ufficio del Catasto per le sue doti d’abile conquistatore di mogli di qualsiasi tipo, compresa quella del capoufficio. Ora, che Paulin è stato trasferito a Ventimiglia, Amalia teme che la nomea di sciupafemmine possa portargli detrimento. Persino il parroco, don Batista si interessa della questione, sperando che un eventuale matrimonio di Paulin possa dirottare il morboso interesse della maggior parte delle giovinette da marito mostrano nei confronti di Paulin. Finalmente Paulin sposa Camila, giovane e bella ereditiera, figlia di Adargisa ricca industriale. Le giovinette non sono più in pericolo, semmai fosse quello il problema …….

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Gianfranco Raimondo

PAROLA  DE  SÜCA

Cumedia inte trei ati e in finà

PERSUNAGI:

Batistin                        padrun de ca’

Connie                        so’ mugliè

Bobby                         so’ figliu

Giassinta                     veixina de ca’

Pumpeu                       fàussu amigu de Batistin

Vanessa                       néssa de Pumpeu, fòrsci

Jhonny                        impresariu de spetàculu

Giülieta                       cuntessa

Ometu                         agente pruvucatù

ina süca                       insci’u sou taurinetu

a vuxe d’u Pustin

vuxe d’in Criente

 

     A Ventemiglia, int’i Ani Növanta

 

Reçità pe’ a prima vota u lügliu 2004

insci’u parcu d’u Salun Civicu de San Giaixu d’a çima

 

    Quando lo ritiene opportuno, la zucca esposta sul suo tavolinetto in salotto, parla con Batistin, raggiungendo persino un accordo con lui. Di fatto, se il padrone di casa si ingegnerà a intendere il linguaggio usato dalle zucche, potrà avvalersi delle notizie di eventi che stanno per accadere, a patto che non riveli a nessuno il segreto della “magigura” in corso, o gli sfugga di nominare la parola “zucca”. In questo caso perderà ogni privilegio.

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Andrea Capano

U  SCANGIAMENTU  D’A  SCIÀ  BREGÖGLIU

Cumedia inte dui ati

PERSUNAGI:

a scià Bregögliu         rìca carestiùsa

Tereixìna                  a sou sérva

Don Miché                u Prevostru

Censìna                     sö d’a scià Bregögliu

Girö                          omu d’a scià Bregögliu

 

       A Ventemiglia, int’i primi d’u Növeçentu

 

Reçità pe’ a prima vota u 20 de lügliu 2006

insci’u parcu d’u Festival de Pigna

 

    Benché sollecitata dal parroco e dalla sorella, l’avarissima signora Bregögliu rifiuta di aiutare la nipote nell’adire al matrimonio con un suonatore di contrabbasso, mancando di concedergli a titolo abitativo una vecchia casupola disabitata da anni, in fondo al giardino.

    Ma Censina, la fantesca, cerca la collaborazione del sorprendente Girö, uomo di fiducia, per impostare l’eventuale cambiamento dell’anziana padrona.

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Giuliano Taggiasco

A  RACUMANDAÇIUN

Cumedia int’e dui ati

PERSUNAGI:

Francu Bosiu             banché

Letizia                       so’ muglié

Urtensia                    a camereira

Eture Lurensi             cumpà de Letizia - nevu de Armansiu

Armansiu Lurensi      munscegnù

Catarina                    làla de Francu

Brigitte                      cucota

 

 

       A Ventemiglia, int’i primi Ani Çincanta

 

Reçità pe’ a prima vota u 21 de mazu 2009

int’u Teatru Cumünale

 

    Letizia, moglie frustrata del banchiere Francu Bosiu, accetta la corte di Eture, il giovane nipote di monsignor Armansiu Lorenzi, direttore spirituale della coppia, che lo raccomanda per ottenere il posto in banca.

    Sorpreso in casa dal banchiere, durante un incontro amoroso, seppure platonico, il giovane deve farsi passare per il dottore e persino per il marito della cameriera.

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Giuliano Taggiasco

INA  MUGLIè  PE’  SEGUNDIN

Cumedia int’e trei ati

PERSUNAGI:

Geniu Lurensi              cumerciante de furmagi

Luigina                        so’ muglié

Paulina                        so’ figlia

Rusina                         cuxina de Paulina

Aldu Arringa               avucatu - zuvenu de Paulina

Vinçé Aprosiu             cügnau de Geniu

Lindu Guglielmi          prufesù - amigu de Geniu

Segundin                     stüdente de butanica

Rina Belaria                so’ maire

Antunieta                    fantina d’età e ciapeteira

 

      A Ventemiglia, int’u 1938

 

Reçità pe’ a prima vota u 30 de zügnu d’u 2011

int’a Rassegna “Ciciò, u Capu” di Taggia - piazza Trinità

 

    Nel mondo piccolo borghese di fine Anni Trenta, un’inconcepibile sequenza di imprevisti viene a turbare la tranquillità della famiglia Lorenzi: prima la temuta apparizione di un fantomatico figlio illegittimo, poi l’arrivo di un promesso sposo che si rivela un po’ rimbambito e, come se non bastasse, l’amata figlia unica s’innamora del giovane avvocato che ha osato ridicolizzare papà Lorenzi in tribunale.

    Chi riuscirà a restituire una vita quasi normale ai protagonisti ?

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Giuliano Taggiasco

TUNIN  CURBAGI,  ASPERTU  IN  MARIAGI

Cumedia inte dui ati

PERSUNAGI:

Tunin Curbagi             avucatu civilista

Luisa                           so’ nessa

Girumina                     guvernante in ca' Curbagi

Miché Bursetti             prufesù de ginastica

Lambertu Doria           praticante int'u Stüdiu Curbagi

Pulunì Porro                barunessa, maire de Lambertu

Zisétte Bouasson          mudela de gran sartù

Bacì Lüpi                     maixelà, in po' becu

Viturina                       esüberante muglié de Bacì

Giuà Asplanau             pustin, sbanfatù de faixörin

 

      A Ventemiglia, int'u 2000

 

Reçità pe’ a prima vota l' 11 de gliu 2012, au Casté

 

    La tranquilla routine di un modesto avvocato, perlopiù impegnato a “perdere” cause da quattro soldi, viene sconvolta dall’arrivo improvviso della nipote. Stabilitasi nello studio dello zio, la ragazza con gioiosa sapienza stravolge il solito tran-tran e fa di Corbagi un vero avvocato: preparato,  professionale e soprattutto … vincente; ... non senza inconvenienti.

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Giuliano Taggiasco

U  FANTARSMA  D'U  BARBA  TARCISU

Cumedia inte dui ati

PERSUNAGI:

Giacò                 bitegà, bon particulà, ma carestiusu

Petrunila            so’ muglié

Rensa                 so’ figlia

Tecla                  dumestega in ca’ de Giacò

Martin                zuvenu de Rensa, nevu de Giacò

Bertu                  u ciü caru amigu de Martin

Don Tarcisu       cuxin de Petrunila, preve a Badalücu

Miché Ferrari     marescialu d’i Carabinei, gran cegùn

 

A Ventemiglia, caiche anu fa'

 

Reçità pe’ a prima vota u 9 de gliu 2013,

a Santu Stefanu â Marina

 

    Nella Ventimiglia di ieri, cercando di conservare il portafoglio anche al momento di dare un marito alla figlia, un bottegaio benestante si adatta di concederla al nipote, come vuole la moglie. Questa, facendo leva su una evidente iettatura, lo conduce verso la “telecinesi, eseguita dal cugino prete, ospite per l'occasione. In questa situazione, molte delle perplessità che affliggono il pover'uomo gli derivano dalla iperattività di un maresciallo dell'Arma.

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Giuliano Taggiasco

A  SARTUIRA  D'Ê  ASSE

Cumedia inte trei ati

PERSUNAGI:

Migliu Palanca          meigu e scassigotu

Rumilda                    muglié de Anatoliu e amante de Migliu

Anatoliu Anfossu       generale de l'esercitu, in pensciun

a scià Lucia               maire de Ivana

Ivana                         muglié de Migliu in segunde nosse

Carlin Lurensi           padrun de cà int'ê Asse

Stefà                         magiurdomu in cà Palanca

Nives Boglione          muglié de Carlin, scapà in zuventüra

Pumelina                   casana fissa d'a Sartuira d'ê Asse

 

  A Ventemiglia, avanti l'ürtima Gherra

 

Reçità pe’ a prima vota u  22 de gliu 2014,

a Campurussu - Bigauda

 

    Il dottor Palanca, impenitente farfallone, per nascondere a sua moglie Ivana una scappatella con la cliente Rumilda, moglie del generale Anfossu, affitta un appartamento da un altro suo paziente, l'amico Carlin Lurensi. L'appartamento era stato l'atelier di una sarta, così il dottore, per una serie di equivoci e per salvare la faccia davanti alla moglie ed alla inviperita suocera, si spaccia quale famoso sarto per signore, ma così si complica la vita, fra clienti pretenziose e vecchie amanti. A sorpresa gli eventi gli danno la possibilità di chiarire tutto e riconciliarsi con la moglie. É un susseguirsi di intrecci amorosi e malintesi.

 

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